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Intervista a Oliviero Toscani
Solo l'immagine è verità

Un grande fotografo, forse il più noto fotografo italiano contemporaneo, parla del suo particolare rapporto con la lettura, vista come un'attività quasi "deviante" rispetto alla comprensione della realtà.


Lei si considera un buon lettore?
N o, cattivissimo.
Alcuni libri, comunque, le sembrano importanti da leggere?
S e dovessi tornare indietro vorrei rimanere analfabeta.
Facendo il fotografo, sarebbe interessante riuscire a interpretare soltanto le immagini senza essere condizionati dalla lettura. Quando mi trovo in Cina, in Giappone o in Corea è molto affascinante guardare le lettere sui giornali, i libri come immagini: sono sensazioni particolari che non proverei mai se capissi il significato letterario di ciò che vedo.
Non le interessano nemmeno i libri di immagini?
N o, guardando un libro si è condizionati in ogni caso dal fatto di saper leggere le lettere.
L'esperienza di Internet in cui si unisce parola e immagine le interessa?
I nternet è in mano, come tutta l'informatica e tutta l'elettronica, ai tecnici e a gente che ragiona letterariamente, non sono stati acquisiti da chi veramente "pensa per immagini". È tutto usato come se fosse una macchina da scrivere, e non è assolutamente così!
Non insegnerebbe a leggere nemmeno ai bambini?
N o. Personalmente di un libro come Pinocchio ricordo solo le immagini. La memoria visiva (e non quella letteraria) è la memoria storica dell'umanità.
È per lei negativa anche l'attività di promozione della lettura?
A bbiamo grandi biblioteche, tanta cultura, ma tutto questo non è servito a molto, se si continuano a combattere le guerre. Il fatto di vedere il sangue, il male, la violenza forse aiuterà l'umanità a smettere di essere così cretina.
Oggi molti scrittori hanno però alzato la loro voce contro la guerra o contro la pena di morte...
S ì, esprimere un'opinione è un conto, ma tutto quello che è stato scritto non è servito a niente.
E quello che abbiamo visto?
L e immagini dei campi di concentramento hanno sicuramente colpito di più di tutto quello che è stato scritto.
Un esempio può essere la morte di Lady D.: ha suscitato polemiche e scandalo il fatto che un fotografo l'avesse fotografata; non era molto importante che un giornalista avesse scritto le sue ultime parole. Ciò che davvero disturbava era una foto della sua agonia.
E il cinema?
N o! A me interessa solo l'immagine che guardo: ho bisogno dell'esperienza diretta delle cose. C'è un libro di William Hazlitt (uno scrittore del Settecento inglese) Sull'ignoranza delle persone colte, in cui si spiega quanto fa male leggere troppo perché impedisce l'esperienza diretta.
E la pubblicità?
L' immagine è sempre immagine. Non faccio distinzioni. L'immagine non è alla ricerca della verità, è la documentazione degli avvenimenti che ci circondano, mentre la scrittura è alla ricerca di una verità. L'immagine è la verità, la scrittura è la ricerca della verità.
Lei utilizza la fotografia per comunicare dei concetti.
T utte le immagini comunicano.
C'è una forte soggettività?
N on esiste altro che la soggettività. L'immagine è chi la fa.



Intervista a cura di Grazia Casagrande




4 febbraio 2000