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Antonio Skármeta

Uno scrittore dalla vita ricca e intensa come quella di un personaggio di romanzo, che si è mosso con autorità in tutto il mondo della comunicazione: cinema, televisione, letteratura. Vincitore di premi internazionali in tutti e tre questi ambiti, ha riscosso un immenso successo internazionale con Il postino di Neruda (come romanzo e nelle due versioni cinematografiche) e poi ha taciuto per dieci anni, prima di regalare ai suoi lettori un'altra opera, Le nozze del poeta, dicendo: "los molinos de los dioses muelen despacio". Oggi offre ai suoi tanti ammiratori un nuovo romanzo che ha tutta la freschezza delle opere prime, l'equilibrio e la complessità della maturità. Ai lettori di Alice ha regalato anche questa intervista.


Il suo ultimo romanzo parla di un periodo particolare del Cile, quello del governo Allende. Che peso ha avuto nella sua formazione questa esperienza?
Il periodo di Salvator Allende in Cile fu molto breve: meno di tre anni.
La bambina e il trombone si riferisce a un tempo immediatamente precedente a questo, sicuramente illuminato dalla promessa di un futuro che questo socialista democratico rappresentava. Quegli anni in Cile furono animati da una energia unica nella storia del Paese: un insieme di forza e di grazia nella peculiare intimità di ogni persona e la passione collettiva per la libertà e la dignità. Un momento privilegiato nella vita di uno scrittore, di un personaggio come La bambina e il trombone o di qualsiasi persona.

La sua ultima opera può essere considerata un romanzo di formazione?

La protagonista del romanzo manca di radici perché gliele hanno rubate, invase, violate. Deve inventarsi un'origine, crearsi un passato, inventare un mondo secondo i suoi desideri. Nel processo di immaginare come desidera vivere, scopre la infinita e triplice ricchezza della vita che sta già vivendo. Così, in un certo modo, è un romanzo di formazione.

Come si intreccia il fantastico con la realtà e la storia?

Che cos'è il fantastico? Siamo realisti e parliamo sul serio. Ogni persona è molto di più di quello che desidera essere, di quello che è. L'errore del realismo è di muoversi nel campo dell'essere quando la logica più elementare indica che una persona è quello che è perché desidera essere diversa. Senza un progetto di vita la realtà si sgretola in un nonsenso. La Storia è la storia delle illusioni e molte volte del crollo di queste. La grande letteratura contemporanea è quella che gioca con tutte le sfumature tra l'essere e il voler essere dei suoi eroi.

Quali sono le sue abitudini di scrittura?

La mia modalità di scrivere è per prima cosa dire una preghiera senza parole agli dei che guidano la mia vita: sole, aria, mare, terra.
Poi seguo le istruzioni del mio medico: "inspiri profondamente, trattenga l'aria, espiri lentamente".

Quali sono gli autori su cui si è formato?

Sono cento, ma ne indicherò una manciata: Shakespeare, Cervantes, Dante, Hemingway, Saroyan, Salinger, Pavese, Arthur Miller, T. S. Eliot, Walt Whitman, Neruda, Bocaccio, García Márquez, Camus.


Di Grazia Casagrande




17 maggio 2002