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Intervista a Marcela Serrano

Una scrittrice che sta raccogliendo consensi anche in Italia, grazie alla sua scrittura ricca di contenuti politico-sociali. Ci parla dei suoi personaggi femminili e delle drammatiche esperienze nel Cile di Pinochet.


Come spiega il successo dei suoi libri in Italia?
P enso che questo accada per lo stesso motivo per cui ho avuto successo in altri paesi. Credo che le donne siano un po' stanche di essere sempre raccontate "per gli uomini" e se trovano un romanzo, dei libri che sentono che sono raccontati per loro stesse li scelgono volentieri.

I suoi personaggi femminili hanno qualcosa di autobiografico, ricordano donne che lei ha conosciuto?

S ono una mescolanza di tutto ciò. Qualche volta c'è qualcosa di mio, di una mia amica o di una sorella, ma sono piccole cose. Come personaggi completi, sono frutto dell'immaginazione.

Nel suo romanzo Antigua, vita mia si è sentita più vicina al personaggio di Violeta o a quello di Josefa?

M età e metà. Nel senso che una mia parte, quella nevrotica, mi sembra vicina a Josefa. Invece la parte più "angelica" del mio carattere mi fa sentire più simile a Violeta.

Dal suo romanzo a mio parere si trae una conclusione: se l'amicizia è forte, importante, non si perde nel tempo. Anche questo ha voluto dire?

H o voluto dire che l'amicizia non è sempre spontanea, si deve lavorare con il tempo. Ma ho voluto dire anche che per le donne (essendo una minoranza culturale) è molto importante avere delle "reti" di donne per proteggersi e per essere appoggiate.

Delle autrici del Novecento a chi si sente più vicina?

A Jean Austen. Perché lei non aveva nessuna "pretesa". Scriveva e diceva sempre di avere bisogno soltanto di un piccolo paese e di una famiglia, quello le bastava per creare storie domestiche. Io mi sento molto vicina a lei. Per la semplicità.

Che importanza ha avuto la storia drammatica del Cile per la sua formazione?

È stata molto importante, perché avevo 20-22 anni quando c'è stato il colpo di stato e quindi tutta la mia vita è stata marcata da Pinochet, ho sofferto tanto, hanno assassinato i miei amici, è stato molto, molto difficile...

E quanta parte ha questo nei suoi romanzi?

H o scritto cinque romanzi. Nei primi tre c'è sempre la dittatura, perché volevo raccontare un po' di storia del mio paese. Ho molta paura della gente che non ha memoria. Penso che sia molto importante averla. Per questo la storia del mio paese è sempre presente nei miei libri.

La storia del Cile farà parte anche dei suoi prossimi lavori?

Q uesto ancora non lo so.

Sta scrivendo un nuovo romanzo?

H o finito una serie di racconti e fra due o tre mesi inizierò un nuovo romanzo.

Preferisce scrivere racconti o romanzi?

D ecisamente i romanzi. Per tratteggiare meglio i miei personaggi, per dare loro più spazio e più voce.




Di Giulia Mozzato




3 novembre 2000