foto Effigie

I libri di Frank Schätzing sono ordinabili presso Internet Bookshop


Frank Schätzing

Come scrivere un colossal

Lancio in grande stile anche in Italia per il romanzo Il quinto giorno, bestseller tedesco che in patria ha già raggiunto le 500.000 copie vendute (quasi 10.000 a settimana).
Frank Schätzing ha scritto, nel suo luminoso studio di Colonia, circa 1000 pagine sull’avvincente e spaventosa storia di una catastrofe che viene dal mare, parlando di tsunami prima che si verificasse nell’Oceano Indiano e contribuendo a salvare molte vite proprio grazie alla sua descrizione degli eventi, che ha messo in allarme i turisti che avevano letto il romanzo.
Al momento sta trattando la trasposizione cinematografica del romanzo, che darà vita, ne siamo certi, a un fantastico film ricco di effetti speciali. Lui ha pensato a Peter Jackson come regista e ad Angelina Jolie e George Clooney come protagonisti...


La storia de Il quinto giorno, lei lo ha dichiarato più volte, è nata da un sogno particolarmente efficace. Ma con quali criteri ha strutturato il romanzo?

Ho scritto quello che avrei voluto vedere al cinema.

Infatti nel testo cita diversi film: da Gli uccelli di Hitchcock a Contact...

Sono solo citazioni, un gioco. Mi piacciono molto i thriller e amo anche la fantascienza. Sicuramente in qualche modo mi hanno influenzato nella genesi di questo romanzo. Quando scrivo però è come se avessi un occhio interno con cui guardare la realtà, la mia è una scrittura molto personale e svincolata da influssi esterni.

Al centro del suo libro c’è una impressionante, perfetta descrizione dello tsunami. Come è arrivato a questo e che effetto le ha fatto vedere poco dopo realizzarsi nella realtà queste sue pagine scritte?

Ho letto sugli tsunami tutto quello che c’è da leggere. Ho parlato con esperti di fenomeni naturali e con studiosi di onde, che cioè si dedicano all’analisi del movimento delle onde, creato artificialmente all’interno di bacini appositi. Ho anche parlato con esperti dell’area del Pacifico. che avevano già vissuto in prima persona uno tsunami. Non ho inventato nulla che non ci fosse già prima. Ho semplicemente descritto un fenomeno della natura che ciclicamente si ripete. Ero sicuro che prima o poi nella mia vita ne avrei visto uno anch’io ma non credevo così presto.

Si parla di persone che hanno riconosciuto i segni premonitori della catastrofe grazie al suo libro.

È vero molti avevano letto il libro, alcuni prima, altri addirittura in vacanza. E qualcuno era arrivato al capitolo dello tsunami proprio il giorno prima che si verificasse in realtà. Molti mi hanno scritto lettere in cui mi ringraziavano perché erano riusciti a salvarsi grazie al mio libro e ho incontrato anche alcune di queste persone: è stato molto commovente.

Nella parte finale del romanzo lei esprime un pensiero su Dio creatore di altri esseri “a sua immagine e somiglianza” sparsi nell’universo e ben diversi da noi. Questa idea rappresenta la sua opinione al riguardo?

Non si tratta della mia opinione personale su Dio, ma la conseguenza della storia che ci obbliga a guardare diversamente la fede. Come reagirebbero le religioni se si verificasse davvero uno scenario come quello descritto nel libro? Personalmente non credo che l’universo sia nato come la grandi religioni stabilite affermano. Essendo uno scienziato, credo alla spiegazione della scienza.

E crede nella possibilità della vita extraterrestre?

Sono assolutamente convinto che su molti pianeti vi sia vita e una forma di vita intelligente. Sappiamo che ci sono svariati luoghi dell’universo che offrono le condizioni per cui una vita potrebbe anche svilupparsi.

Sia lei che sua moglie lavorate nel mondo della pubblicità e vivete a Colonia. Ma con il successo del romanzo e le offerte del mondo del cinema vi trasferirete a Hollywood?

Amo troppo Colonia e in più sarei ancor più lontano dall’Italia. L’anno prossimo sarò comunque obbligato ad andare a Hollywood perché sono in corso le trattative per la realizzazione di un film tratto da questo romanzo.

Con quale casa di produzione?

Le trattative non sono ancora terminate. È una società molto importante e mi sono impegnato a non fare nomi prima della firma definitiva, prevista entro un paio di mesi, sempre che non arrivino nuove offerte... allora le cose potrebbero protrarsi sino all’inverno.

Quali attori avrebbe in mente per i suoi personaggi?

Angelina Jolie e George Clooney come Karen e Johanson, e per altri ruoli vedrei bene Johnny Depp e Keanu Reeves. Peter Jackson come regista: prima finisce con le scimmie [in corso di realizzazione King Kong, ndr] e dopo inizia con i pesci... Penso sia stato il regista-rivelazione degli ultimi anni. Aveva girato solo film a basso costo e affidargli l’impegno grandioso del Signore degli Anelli era un azzardo; invece è stato in grado di girare questi tre film con buona storia, buoni attori, grandi effetti speciali, cogliendo immagini che non si erano mai viste prima. Credo che attualmente sia il regista più innovativo.

Ha dichiarato di amare molto l’Italia. Cosa le piace del nostro Paese?

Trovo che gli italiani abbiano la capacità di godere delle piccole cose. Si vede da come mangiano, da cosa bevono. E mi piace la vostra vivacità di carattere. Vengo spesso in Italia, specie a Venezia, la mia città preferita dove ho anche alcuni amici. Il mio cuore però è a Colonia e penso di poter vivere solo lì.

Cosa nasconde per lei una città come Colonia, generalmente non meta di grande turismo?

Colonia è una città molto liberale, tollerante e piena di allegria. Dove la gente ha facilità nei rapporti interpersonali e si fanno amicizie velocemente. Abbiamo vinto la sfida di riconquistare la felicità di vivere.

Cosa nasconde per lei una città come Colonia, generalmente non meta di grande turismo?

Colonia è una città molto liberale, tollerante e piena di allegria. Dove la gente ha facilità nei rapporti interpersonali e si fanno amicizie velocemente. Abbiamo vinto la sfida di riconquistare la felicità di vivere.

Quanto tempo ha impiegato per scrivere il romanzo?

Un anno e mezzo circa.

Come lavora? Con quali ritmi?

Scrivo “come mi gira” nel senso che posso anche scrivere tutta la notte oppure durante il giorno o se una giornata proprio non va, salto.

In quale luogo scrive? Cosa vede dalla finestra?

Ha uno studio in centro a Colonia, molto carino con due grandi finestre e dei piacevoli ristoranti attorno. E lì lavoro al computer, in assoluto silenzio.

Il rapporto tra la scrittura pubblicitaria, fatta di slogan, quella della sua professione, e questo mastodonte narrativo?

Dopo tanti anni trascorsi nella pubblicità a scrivere testi brevissimi volevo prendermi il tempo di scrivere qualcosa di molto, molto più lungo. Tutto qui.

Da giovane era già deciso a diventare scrittore?

Da adolescente volevo diventare una pop-star. Mi piaceva moltissimo David Bowie, in generale il Glam Rock. Ho suonato anche a lungo in una band.

E poi?

Ancora oggi compongo musica, creo colonne sonore.

Realizzerebbe la colonna sonora del suo film?

Sì, ci proverei, volentieri.

E che tipo di musica utilizzerebbe?

Un mix tra musica classica ed elettronica, di tipo sperimentale. Bjork, dovendo fare un nome.

Ha scelto lei il titolo e la copertina?

La copertina sì, il titolo in tedesco è diverso: Der Schwarm, una parola che sta a indicare un grande numero di esseri viventi in gruppo (banco di pesci in italiano) però può avere anche altri significati e indicare un’intelligenza collettiva. Non c’è il corrispettivo nella vostra lingua. Però è un bel titolo anche quello italiano, preso dal testo, ed era la possibilità alternativa quando ho scritto il libro.

Quale significato ha per lei l'immagine di copertina?

Volevo qualcosa di pregnante, semplice, che si riconoscesse immediatamente. E volevo avere un libro che il compratore mettesse subito a fuoco.

La vena pubblicitaria che emerge?

Esattamente.

Quali elementi creano uno scrittore di successo?

20% il talento, 80% la buona volontà, e naturalmente anche un pizzico di fortuna.

Di Giulia Mozzato




31 maggio 2005