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Intervista a Tullio Pericoli
Una storia illustrata: l'arte di Tullio Pericoli

È stata inaugurata in questi giorni a Milano una mostra dei disegni preparatori, degli schizzi e dei bozzetti che Tullio Pericoli ha realizzato per L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono nelle edizioni Salani. Non è solo un libro illustrato, è una raccolta di disegni che, parallelamente al racconto principale, narrano una propria storia. Abbiamo chiesto a Pericoli di raccontarci la genesi di questo interessante lavoro.


Com'è nata l'idea di illustrare questo racconto di Giono?
L' idea è nata da un editore tedesco che me l'ha proposto. Ho trovato l'opera di Giono molto vicina, molto affine al mio modo di disegnare e ho accettato di farlo. Ho cercato di evitare di creare un libro illustrato di tipo "tradizionale", e ho tentato di illustrare la storia in maniera un po' diversa.
Quali sono le differenze tra un libro illustrato tradizionale e il suo lavoro?
H o fatto un lavoro di questo tipo: nella prima parte del volume c'è il racconto con a margine notazioni disegnate, come fossero appunti, o immagini stimolate dalla lettura del libro. Quindi, una volta terminata questa prima parte, ho cominciato a fare tavole che autonomamente raccontassero la stessa vicenda, ma senza bisogno del testo. Per cui il libro appare come diviso in due parti: la prima è il racconto commentato con disegni ai margini del testo in bianco e nero e a matita; la seconda parte, invece, è una storia solo a disegni che ha un inizio e una fine.
Ha già illustrato precedentemente testi di altri autori?
N on tanti. Ho illustrato circa quindici anni fa, per la Olivetti, un testo di Daniel Defoe, Le avventure di Robinson Crusoe e poi ho realizzato un libro con Furio Colombo su New York pubblicato da Feltrinelli.
La letteratura in generale ispira in qualche modo il suo lavoro, al di là dell'illustrazione vera e propria?
L a letteratura in genere credo che ispiri sempre comunque.
Quali sono stati i suoi libri di formazione?
P er me la lettura, l'informazione letteraria è molto importante, come lo è la saggistica. Probabilmente si confondono in me due cose: da un lato c'è un piacere che io sento nella lettura, indipendentemente dal mio lavoro, e indubbiamente questa lettura poi influenza la mia immaginazione. Dall'altra avendo disegnato per molti anni (e ancora adesso saltuariamente lo faccio) ritratti di scrittori, mi sono sentito sempre in dovere (ma un dovere accompagnato da un gran piacere) di saperne di più sulla loro vita e sulle loro opere. Quindi la lettura in generale si è molto mescolata con il mio lavoro. E adesso non le saprei fare un elenco di autori o di testi che mi hanno più o meno arricchito. Come affinità, amore e anche amicizia, nominerei senz'altro Calvino.
Ci saranno altri libri illustrati nel suo futuro?
P er il momento non ho idea di mettermi a lavorare a un libro. Sto lavorando ad altri progetti. Il libro è comunque un lavoro che "prende" molto a lungo. La realizzazione di questo libro di Giono, per quanto piccolo, comunque mi ha coinvolto per circa un anno. Il libro di disegni per Robinson che ho fatto in passato mi ha occupato quasi due anni.


Intervista a cura di Giulia Mozzato




26 novembre 1999