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I libri di Chuck Palahniuk sono ordinabili presso Internet Bookshop


Chuck Palahniuk

Un cronista di nera si accorge della presenza, in molte case dove sono avvenute morti misteriose, di un libro di filastrocche da tutto il mondo: vi si trova una ninna nanna africana che lui stesso aveva letto anni prima a sua moglie e sua figlia prima del loro decesso improvviso e inspiegabile. Attorno a questo spunto horror, portato a devastanti conseguenze con umorismo corrosivo, si sviluppa Ninna nanna" l'ultimo romanzo di Chuck Palahniuk, quarantenne dell'Oregon assurto a notorietà internazionale con Figth Club, da cui è stato tratto il film di David Fincher con Brad Pitt.


Il suo bersaglio è la voga new-age della magia "fai da te"?
La prima idea per questo libro mi è stata fornita, senza volerlo, dalla mia vicina di casa, un'ecologista accanita che però non si peritava di tenere lo stereo e la TV a tutto volume: mi sono reso conto che l'inquinamento acustico è troppo sottovalutato, e ho cercato di immaginare una situazione paradossale in cui le parole assumessero un potere omicida, inducendo quindi tutti al silenzio.

Il suo libro va letto come un esercizio di intrattenimento, che diverte con la provocatoria fantasia di un potere sconosciuto grazie al quale, mediante i versi della magica ninna nanna, si può eliminare impunemente chi ci disturba, oppure si tratta di una parabola postmoderna che denuncia l'inquinamento psichico a cui tutti noi, per l'eccesso di stimoli e informazioni, soccombiamo senza pensare a difenderci?

Il mio scopo, che credo condiviso dalla maggior parte degli scrittori, è di intrattenere piacevolmente il lettore veicolando in modo indiretto dei messaggi che nella loro nuda verità risulterebbero sgradevoli. Alcuni per attirare il pubblico fanno leva sui sentimenti, ma io credo che oggi i lettori, soprattutto i giovani, diffidino di chi strumentalizza le loro emozioni. Io faccio il cammino inverso: togliendo di mezzo i sentimenti, impedisco ai lettori di immedesimarsi, suscitando emozioni contrastanti attraverso la negazione.

Il suo protagonista, pur non volendo, uccide all'istante tutti quelli che risvegliano la sua ostilità: attraverso questo specchio deformante, il suo è un messaggio sulla responsabilità individuale?

Esattamente. Tutti noi, attraverso le nostre scelte e i nostri consumi, provochiamo gravissime conseguenze dall'altra parte del mondo, senza pensarci.
Un discorso serio su questo tema susciterebbe disagio, mentre col mio spiazzante romanzo noir spero di far riflettere senza infastidire.

Di Daniela Pizzagalli




17 ottobre 2003