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Intervista a Mario Luzi Ecco le opinioni di uno dei maggiori poeti italiani viventi sulla situazione attuale della cultura in Italia: nellintervista ci parla soprattutto dei giovani e delle speranze che ripone su di loro Secondo lei, grande poeta, perché i più giovani leggono poca poesia oggi? È semplice: nessuno gliela fa conoscere, non vengono mai avvicinati a questo tipo di scrittura. Mi dicono molti insegnanti che quando i ragazzi si trovano di fronte allo studio dei testi poetici, partecipano, dimostrano molta sensibilità nella lettura. Penso quindi che sia un difetto di comunicazione, di trasmissione del sapere, non di poco interesse. E soprattutto di lacune dei docenti e della scuola in generale. Lei ha utilizzato la lingua italiana cogliendone tutta la musicalità e regalandoci versi dalle sonorità stupende. Oggi questa lingua, nel suo uso comune, si è molto impoverita e quasi imbarbarita. Questa è una verità purtroppo. Siamo in una fase in cui temo dovremo subire altre nuove barbarie. Perché siamo allinterno di una specie di tunnel buio, siamo davanti ad un processo di disumanizzazione delluomo e il linguaggio, che è espressione dei sentimenti e dellanimo umano, ne risente. Oggi si parla per cifre, per sigle È necessaria una reazione morale, prima che sia troppo tardi; ci vuole qualche scrittore che senta profondamente il problema, che non è prettamente linguistico, è prima di tutto etico, ma passa attraverso luso della lingua. Deve nascere una nuova questione della lingua? Sì, dovrebbe esserci un nuovo Gadda, qualcuno che investa molto sul linguaggio, perché è un tema che in certi momenti cruciali della nostra storia, si è riproposto costantemente: i Siciliani, Manzoni, Gadda Penso che oggi dovremmo sentire grande sofferenza per questa banalizzazione e imbarbarimento della lingua italiana. Secondo lei i giovani come si pongono davanti alla lettura?
E quali letture consiglierebbe loro?
Di Grazia Casagrande |
31 agosto 2001