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Georgia Manzi In libreria il romanzo vincitore di "Alice guarda il mondo" Il concorso letterario indetto da libriAlice.it e dalla casa editrice Fabbri è stato vinto da Non avrò più paura. Ora che il romanzo è in tutte le librerie abbiamo intervistato la sua autrice: Georgia Manzi. Hai vinto il premio "Alice guarda il mondo" e ora il tuo libro è in libreria, pubblicato dalla Fabbri. Quale emozione ti ha suscitato un risultato così positivo del tuo lavoro? Una grande gioia poco espressa per pudore. E anche per mancanza di concentrazione. Da quanto tempo scrivi? Sono stata fortunata. Hanno cominciato a leggermi racconti quando ancora non andavo a scuola e alle elementari la mia bravissima maestra dedicava molte ore alle letture. Così ho sempre avuto la passione per le storie. Cominciavo a scriverne influenzata da quello che avevo appena letto, una volta era la figlia di uno scienziato alle prese con degli alieni, un'altra una paracadutista agente segreto e così via, protagoniste sempre delle donne, perché evidentemente ero fissata con le eroine. Da grande non ci ho più pensato. In fondo facevo la giornalista e scrivevo comunque. Ho ricominciato a mettere giù qualche pagina in un momento di crisi nel lavoro. E ho scritto qualcosa di compiuto quando ero incinta del mio primo figlio, tre anni fa. E la cosa curiosa è che ho finito di scrivere Non avrò più paura all'inizio della mia seconda gravidanza. Un periodo creativo sotto tutti i punti di vista. Come mai hai deciso di dedicarti alla letteratura per ragazzi? In realtà non ho cominciato a scrivere questo racconto pensando di scrivere un libro per ragazzi. Da bambina vivevo in campagna e la famiglia di "Pupetta" era nostra vicina. Il padre andava in giro con la vespa con un pupo tra le gambe e la moglie dietro, seduta di lato, che ne reggeva un altro. Come hai saputo del concorso che avevamo indetto? È stato a dicembre del 2002. Mi sono collegata al sito e ho letto il bando. Pensi di continuare a scrivere? Mi piacerebbe fare solo quello. Ho tante idee, le butto giù, le accantono, poi le riprendo, non ho voglia, non ho tempo, mi scoraggio, mi entusiasmo, mi piaccio, non riesco a rileggermi. Insomma un po' di paranoie. Così, quando comincio a scrivere qualcosa, lo faccio leggere a mia sorella e dalla sua reazione capisco se è il caso di continuare o no. E siccome in genere mi incoraggia, diciamo che lei è la mia coperta di Linus. Di Grazia Casagrande |
5 febbraio 2004