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Intervista a Gad Lerner
Informazione è anche stimolo alla lettura

Gad Lerner, una delle personalità più interessanti dell'informazione televisiva, conosciuto al grande pubblico grazie a trasmissioni, particolarmente innovative nella forma e nel metodo, come Profondo Nord, Milano/Italia e infine Pinocchio, discute con noi di informazione e di libri.


L'informazione passa oggi spesso attraverso programmi come Pinocchio o Moby Dick. Che responsabilità e che funzione pensa abbiano queste trasmissioni?
L o scopo principale dovrebbe essere quello di colmare una lacuna che i telegiornali e anche i quotidiani non possono sanare perché devono seguire giustamente la cronaca ed è, ad esempio, la carenza culturale enorme che noi abbiamo rispetto alla tragedia che si sta svolgendo nei Balcani. Partiamo da una enorme ignoranza storica: c'è inconsapevolezza assoluta su quello che è accaduto, ormai da molto tempo, in un pezzo d'Europa a noi vicinissimo, non abbiamo neppure i codici elementari per interpretare quella realtà. Così se avere a disposizione una o due ore di approfondimento può servire a colmare questa lacuna, credo sia molto meglio che proporre una Tribuna politica.
Lei ha fatto una scelta inusuale: mettere una bibliografia nei titoli di coda della trasmissione. Con quale finalità?
U na trasmissione riuscita è quella che lascia molte domande ancora aperte, che suscita nuovi interrogativi in chi ci ha guardato e che quindi spinge a leggere un libro, ad approfondire. Non credo che si studi attraverso la televisione: ci si può informare superficialmente e può venire la voglia di approfondire il tema, guardando appunto una trasmissione.
La caduta della lettura vede come principale imputata la televisione. Secondo lei è un'accusa giustificata?
N on posso rispondere così su due piedi se non attraverso un'analisi molto sbrigativa. Di certo è cambiata molto la percezione stessa della conoscenza da parte di tutti noi, non avviene più attraverso il codice della scrittura tradizionale. Sicuramente ci si può sforzare, al contrario, di adoperare anche la televisione per invogliare alla lettura.
Dando una bibliografia?
O ppure facendo delle trasmissioni sui libri...
Questa è una carenza della nostra televisione. Manca uno spazio dedicato ai libri...
S icuramente. Qualche volta è capitato a me di fare una trasmissione dedicata interamente a un libro o a un film che ne valessero la pena. So che, in certe circostanze, questo ha aiutato molto la lettura di quel titolo o la visione di quel film. Bisognerebbe farlo più spesso.
L'ultimo libro che ha letto?
I n questi giorni ho letto diversi saggi sui Balcani, ma anche un libro di Marsilio scritto da Bruno Manghi che si intitola I benestanti, non c'entra nulla con i Balcani, ma è davvero interessante e ho finito di leggerlo proprio ieri sera...


Intervista a cura di Grazia Casagrande




21 maggio 1999