Inchiesta - Eros è fantasia

Letteratura erotica, il fascino della fantasia, il potere dell’immaginazione: ancor meglio di un film, la letteratura può davvero investigare sull’universo del nostro desiderio e creare in noi forti emozioni: ecco che cosa raccontano autori ed editori che propongono ai lettori letteratura erotica di qualità.

Ecco l’opinione di uno scrittore che nessuno può contestare: il peruviano Mario Vargas Llosa, che ha tante diverse sfumature nella sua penna, ma che è indiscutibilmente maestro nel creare atmosfere dalla forte tensione erotica

Cos’è per lei la letteratura erotica? In quale sua opera si è cimentato con questo tema?

La letteratura è un dominio senza confini e rispecchia tutti i generi dell’esperienza umana (tutta l’esperienza umana) e l’erotismo è una delle esperienze umane fondamentali. L’erotismo è sempre una sfida per lo scrittore, perché è molto rischioso: quando si scrive di temi erotici ci si sente spinti alla ripetizione, ai luoghi comuni. Scrivere qualcosa di nuovo nell’ambito dell’erotismo è per me una grande sfida ed una tentazione a cui ho pensato per da molto tempo.
Dopo aver terminato due novelle dense di storia, cariche di politica e di drammi, avevo il bisogno di leggerezza: era il momento giusto per scrivere qualcosa di erotico. L’erotismo è intimamente legato alla letteratura, all’esperienza letteraria, non lo troviamo ad esempio nelle culture primitive. Appartiene a un genere di cultura elevata perché descrive una grande individualità dell’espressione umana. L’amore su cui si costruisce un atteggiamento teatrale drammatico, che si arricchisce di arte e di letteratura, è espressione di civiltà. Volevo scrivere qualcosa sull’erotismo come “vettore” o motore della civiltà, sia a livello personale di manifestazione della propria individualità, sia come rifugio della libertà umana che riesce a distinguere l’individuo dalla società che lo circonda. Ho tentato di fare tutto questo in Elogio della matrigna, che reputo il mio libro erotico.

Almudena Grandes, una delle maggiori scrittrici spagnole è diventata famosa nel mondo per un romanzo dalla forte connotazione erotica Le età di Lulù

L'erotismo è una specie di ornamento serve a rendere il romanzo più appassionante e attraente o è qualcosa di più, uno strumento per scardinare la tradizione?

Credo che l'erotismo sia sempre stato uno dei grandi temi della letteratura di tutti i tempi perché è uno degli argomenti che appassionano nel profondo gli esseri umani ma, pur essendo un tema fondamentale, non sempre è stato valorizzato come avrebbe dovuto, sia per pressioni esterne che per motivi culturali, religiosi, morali. Negli ultimi anni aveva recuperato la sua importanza e a un certo punto, finalmente, ha avuto anche molto successo. Adesso però la letteratura prettamente erotica è stata retrocessa a cultura di “serie B” perché l'elemento erotico è presente in tutti i tipi di letteratura e non si ha più bisogno di pubblicare un libro con questo tipo di tematica in una collana specifica: insomma è un genere morto per troppo successo. Naturalmente ci sono anche scrittori che nei libri mettono sesso come mettono crimini, come mettono sangue, solo per vendere.

Cambia se l'erotismo è scritto da donne piuttosto che da uomini?

Cambia come cambia il corpo, la cultura, l'ideologia, il pensiero dell'autore. Quello femminile, il punto di vista delle donne su sesso e sensualità, non era rappresentato perché la letteratura, come tante altre cose, è stato un ambito maschile per tanti anni ed erano gli uomini a mostrare la prospettiva dell'erotismo anche dal punto di vista delle donne. Presentavano miti sulla sessualità femminile in un modo che noi non possiamo condividere proprio perché eravamo le protagoniste mute. Questo è un atteggiamento che credo che non esista più. Così come può essere importante che le donne scrivano sul potere o sull'istinto assassino: ci sono tante cose che non sono mai state viste da un punto di vista femminile.
Ed ecco la sognante Isabel Allende che in un suo libro ha sperimentato l’unione erotismo e cucina, con un gioco dei sensi davvero divertente e accattivante.

Il suo Afrodita è un libro in cui cucina ed erotismo si compenetrano: strana miscela!

Ho sognato di mangiare Antonio Banderas arrotolato su una tortilla messicana e mi è venuta l'idea di scrivere un libro erotico di ricette. Ho iniziato a comperare e a leggere un gran numero di libri e di riviste erotiche e poi mi sono documentata sugli afrodisiaci, è stato molto divertente. A fornire le ricette invece è stata mia madre Ponchita Llona, abilissima cuoca che non ho mai visto fare due volte lo stesso piatto perché introduce sempre ghiotte varianti, in fondo è lo stesso criterio che tiene vivo anche un rapporto sessuale! Ho cinquant'anni e comincio ora a liberarmi dai pudori e dalle severità di una rigida educazione, Afrodita è un libro che invita a concedersi il piacere ogni volta che è possibile, con allegria e leggerezza.
Oliviero Ponte di Pino, scrittore e direttore editoriale della casa editrice <Garzanti, propone sempre scelte di indiscusso valore culturale ai propri lettori: tematiche di grande impegno sociale, analisi storiche complesse, ma non ha di certo disdegnato di pubblicare opere dal forte contenuto erotico, ed ecco che ci viene spiegato il perché:

La Garzanti ha in catalogo bei libri come Dolce come il cioccolato o K. L'arte dell'amore. Che cosa determina la scelta di un libro dal forte contenuto erotico da parte di una editore di qualità?

L'erotismo fa parte delle cose della vita, e dunque della letteratura. E dunque della buona letteratura. Di più, l'erotismo è profondamente intrecciato con il desiderio e le sue logiche (o le sue "non-logiche").
Anche la letteratura nasce dal desiderio. L'erotismo è una chiave per conoscere e per conoscersi, ma è anche una occasione per instaurare un rapporto più intenso, quasi fisico, tra l'autore e il suo lettore. Come il comico, il tragico o la paura e il terrore, l'erotismo può scatenare reazioni fisiche, fisiologiche. E a me piacciono la letteratura, il cinema, il teatro, la musica, che provocano una reazione fisica. Insomma, nel rapporto tra un libro e il suo lettore ci può essere una tensione erotica. Dopo di che, anche nel campo dell'erotismo c'è della buona e della cattiva letteratura, una letteratura di consumo e una letteratura che ti mette in gioco e che ti fa conoscere qualcosa di te, qualcosa che non conoscevi e che è importante sapere. I due libri che hai citato - diversissimi – fanno scoprire ai lettori qualcosa di nuovo: il romanzo della Esquivel ci fa scoprire il rapporto tra il cibo e la sensualità; quello di Yong Ying, attraverso l'incontro tra un giovane inglese e una donna cinese, mette in gioco - oltre agli universi maschile e femminile che si cercano da sempre, senza mai potersi capire fino in fondo - l'Oriente e l'Occidente, due culture, due mondi che si cercano e che forse possono riuscire a comunicare.

Quali sono gli elementi che differenziano un libro erotico da uno pornografico?

Temo che la differenza tra erotismo e pornografia nasconda spesso una
autodifesa moralistica, una certa paura del sesso. Dopo di che ci sono libri erotici - o se preferite pornografici - che pur essendo pessimi libri
(ripetitivi e pieni di cliché e finte trasgressioni, e in fondo falsi) hanno
grandissimo successo. Allora, volendo fare della psicoanalisi spicciola, la
pornografia è come la perversione: gioca sulla ripetizione del sintomo, è
una meccanica coazione a ripetere, considera l'altro - e alla fine anche il
soggetto - come un oggetto, e dunque alla fine rassicura. L'erotismo mette invece in gioco il desiderio, l'incontro e la scoperta con un altro che si vuole conoscere e non si potrà mai conoscere fino in fondo, è uno spazio di libertà.

Non pensi che oggi forse ci sarebbe bisogno di un po' più di attenzione alla fantasia, anche a quella erotica?

L'erotismo, quando funziona, è proprio questo: aprire spazi di fantasia e di immaginazione. Prima che nel corpo, il desiderio e la sessualità stanno nella mente, nell'anima. Sono gioco e invenzione, prima di tutto: e il gioco, l'invenzione e l'incontro con l'altro, possono aiutarci a conoscere meglio noi stessi e a godere della nostra libertà, a farci capire che la nostra realtà potrebbe (e forse dovrebbe) essere diversa. Che può portare alla gioia, o alla tragedia, alla morte o all'estasi.
Parliamo con un altro tipo di editore. Garzanti ha pubblicato solo alcuni titoli di questo genere, mentre Borelli ha una produzione mirata e una collana interamente dedicata all’erotismo, Pizzo Nero. Nel mercato editoriale italiano anche le edizioni SE, pubblicano letteratura erotica, ma principalmente si tratta di grandi classici del genere, riediti con una vesta grafica raffinata e con attenzione alle traduzioni di qualità. Borelli invece ha scelto la contemporaneità e la scrittura al femminile.

Perché questa scelta e qual è (se esiste) il pubblico di riferimento? Principalmente uomini? C'è un mercato anche di lettrici? Ci risponde Gian Franco Borelli.

Sì, negli ultimi anni ci siamo specializzati nella letteratura erotica al femminile. Dopo aver editato sia letteratura per ragazzi, classici, libri di gastronomia, religione ecc... L'incontro con la Virgin dalla quale acquistammo una serie di titoli di Black Lace (Pizzo Nero). Black Lace ottenne un grande successo: nel primo anno in Inghilterra milioni di copie vendute.
Il mercato è sopratutto femminile. Per confermarglielo le indico i risultati dell'indagine condotta con un questionario inserito nei libri della collana Pizzo Nero, che dimostra anche una certa inversione di tendenza. Infatti i dati sono un po’ cambiati dal primo sondaggio, fatto 5 anni fa, ad oggi. Sono state analizzate oltre 5.000 risposte.
ACQUIRENTI DONNE     75%       oggi     65%
ACQUIRENTI UOMINI     25%       oggi     35%

Come si potrebbe definire la letteratura erotica per differenziarla meglio da quella pornografica?

Beh, “letteratura erotica” credo che sia sufficiente, non credo che la pornografia anche se scritta si possa definire letteratura erotica... poi la differenza la si evidenzia dalla scrittura. Per usare una parola grossa è Arte o non lo è, sono Scrittrici o “donne che scrivono”!! Oltretutto la pornografia fatta di solo testo non esiste più. Eliminata la censura su di un testo scritto, vi sono libri scritti bene, scritti male e libri volgari. Non è la parola sesso che fa diventare pornografico un testo.

Il vostro catalogo presenta una collana ormai "classica" e celebre: Pizzo nero. Com'è mutato (se lo è) il genere erotico nel tempo? Quali tematiche sono al centro di queste opere "al femminile"?

Sì, certo classica ma solo di autrici contemporanee... cerchiamo di spaziare per quanto è possibile nei vari periodi storici e tenere conto delle risposte e indicazioni della nostra indagine. Il BDSM incuriosisce sempre di più. Si può vedere in tal senso uno degli ultimi editi, Camicia di seta.

Con quali criteri scegliete i romanzi da pubblicare, le copertine e i titoli?

Ci arrivano in redazione molti manoscritti; inoltre cerchiamo di essere informati su quanto si pubblica negli altri paesi, anche seguendo le fiere internazionali. Leggiamo racconti sui vari siti, periodici ecc., e a volte spingiamo una giovane scrittrice ad andare oltre il testo breve.
Idem per le copertine e la grafica, prendiamo spunti e li realizziamo. Certo teniamo conto del mercato in cui andiamo a distribuire.

Quale ruolo pensate di svolgere in questo mercato?

Riteniamo di aver aggiunto un segmento nuovo alla libreria, la letterature erotica al femminile.
Nel catalogo Borelli appare un nome che è decisamente un riferimento del genere erotico in Italia: Francesca Mazzuccato. I suoi lavori sono stati pubblicati anche da Marsilio (Amore a Marsiglia, Relazioni scandalosamente pure, Web Cam), Einaudi (Hot Line: storia di un’ossessione) e LietoColle, il suo volto è noto al pubblico grazie alle numerose apparizioni televisive in trasmissioni di grande successo. Insomma, può rappresentare la porta voce italiana di un genere.

Vargas Llosa nell’intervista che pubblichiamo in questa inchiesta, afferma che "quando si scrive di temi erotici ci si sente spinti alla ripetizione, ai luoghi comuni e quindi qualcosa di nuovo nell'ambito dell'erotismo è difficile". Cosa ne pensi?

Credo che sia vero. Credo che spesso, scrivere di erotismo porti a fare romanzi noiosi, brevi, senza struttura, dove anche gli atti erotici stessi diventano meccanici, finti. La scommessa è nell'ambito del linguaggio. È nel narrare storie audaci, da scompiglio, con un linguaggio vicino al nostro presente catodico, internettiano, video telefonico,veloce. Storie da rintracciare nei luoghi del contemporaneo, per le strade, nei locali. Non certo nei letti o nei sotterfugi degli amanti che si ritrovano in alcove ottocentesche.

Molti romanzi orami sono "infarciti" di descrizioni che possono essere definite erotiche. Che differenza c'è tra la letteratura erotica "vera" e quella che invece cavalca il genere per vendere di più?

Io credo da sempre alla commistione dei generi. È molto difficile definire qualcosa "puro" esempio di letteratura erotica, abbiamo visto come è successo col giallo. Li chiamano gialli ma in realtà sono spesso, per dirla con Simenon "roman- roman" di grande bellezza, valore civile e dignità (penso a Camilleri e Lucarelli). La distinzione netta serve ai librai per gli scaffali.
Io credo che sia importante scrivere belle storie. Sembra banale ma è così. Isabella Santacroce scrive storie con un alto tasso di erotismo, ma sono storie infilate nel presente, piene di loop, con un linguaggio che attinge a numerose fonti, visive, musicali, video. E sono storie che puzzano di selciati. E di un erotismo che sa, a tratti, rendersi surreale e non pompato e aulico. Altro esempio una quasi esordiente molto brava, Manila Benedetto, nota come blogger, www.pproserpina.net che ha scritto un libro di poesie erotiche, Pelle Sporca (Besa editrice) con la prefazione di Lello Voce che scrive: "la pelle sporca è dunque, sì quella della scrittura, ma anche quella del mondo".
Mi pare la risposta, il discrimine. Ci vuole coraggio. Anche il coraggio di certi editori, come LietoColle con il Delta di Venere, una sua collana. Pubblica cose notevoli.

C'è una scrittura erotica differente nell'uomo e nella donna?

No. Non l'ho mai pensato. Penso che ci siano donne che scrivono e che portano dietro la tastiera il loro corpo, la loro storia, e nel corpo ci fanno passare attraverso le narrazioni. Ma è un discorso sociologico, magari politico per usare un termine desueto, non letterario. Il linguaggio è neutro, non smetterò mai di ripeterlo. Parlare di scrittura, erotica o meno, al femminile, vuol dire parlare sempre di qualcosa in minore. Di serie C. Non esiste.

Mi hai detto che ti stai occupando anche di storia delle letteratura erotica. Quali sono stati gli autori imprescindibili, fondamentali per questo genere? Quali titoli suggeriresti di leggere per avere una visione approfondita dei vari modi di declinare questa letteratura?

Io consiglio di partire da De Sade. Lo so, è pesante,superato, difficile e noioso. Ma contiene un vitalismo filosofico che spiega tante cose. Che fa capire. Poi Apollinaire con Le undicimila Verghe, Henry Miller, Historie d'O, Bataille, e tutta Anais Nin da godere profondamente, in ogni riga, in ogni parola, in ogni lettera. La Nin è una scrittrice magistrale. Mai abbastanza valutata. E la Duras. Non è stata definita classicamente autrice erotica, ma ha raccontato la passione che spinge all'estremo. Come nessuno. Lei disse:"Tu mi uccidi tu mi fai del bene" raccontando un dialogo fra amanti. L'abbiamo visto, nell'attualità, sempre più crudele, fra Bertrand Cantat e Marie Trintignant. È la passione che uccide.

Tu hai molto attualizzato il genere, percorrendo strade nuove anche legate a costumi che cambiano parallelamente ai mezzi di comunicazione. Continuerai su questa linea?

Penso di sì: sono in procinto di pubblicare un e-book con prose poetiche ed erotiche, una mia poesia erotica è presente nella antologia di poesia erotica femminile Ti bacio in bocca curata da Monica Maggi ed edita da Lietocolle, che rappresenta un ottimo spaccato del "canto" erotico delle donne nel contemporaneo, e queste scritture poetiche nascono spesso dal mio rapporto coi blog, con la scrittura in rete, rapidissima come un banner, che si accende si spegne,si cancella, si modifica. Tutto questo ha modificato e modifica ogni giorno la mia scrittura. Inoltre, a proposito di Cantat, la sua figura di sciamano maledetto (e so che questo scandalizzerà qualcuno) è molto presente in certi miei scritti e riflessioni.

Chi sono i tuoi lettori? Cercano di comunicare con te via e-mail?

I miei lettori comunicano lasciandomi messaggi suo blog, http://letteraturaerotica.blog.tiscali.it e http://narrazioni.blog.excite.it (dove a proposito di corpo delle donne ho iniziato un lavoro sulle "azioni" sul corpo della artista e performer Gina Pane, al momento in esposizione al Beaubourg di Parigi, (da non perdere). E mi scrivono moltissime mail.
Rispondo quasi sempre. A volte capitano strani contatti, brevi fugaci scambi, voce, parola, magari sussurri erotici (è successo), urgenze, scrittura, suggestione. Io sono molto disponibile per i miei lettori. Sono uomini, ragazzi, sui venticinque-trent'anni, tanti. E donne. Ma direi meno.

Di Grazia Casagrande e Giulia Mozzato
30 marzo 2005