foto Effigie

I libri di Michael Hoeye sono ordinabili presso Internet Bookshop



Michael Hoeye

Un nuovo libro per ragazzi sta raccogliendo numerosi consensi. Si tratta di Il tempo non si ferma per i topi ed è il primo romanzo di Michael Hoye, edito da Salani. La storia ruota attorno a Hermux Tantamoq, mite topo orologiaio coinvolto in un'avventura più grande di lui. Ecco com'è nata questa storia e quale metodo (se esiste) l'autore ha seguito nella sua realizzazione.


Com'è nata l'idea di scrivere un libro per ragazzi e com'è nato in particolare Il tempo non si ferma per i topi?
Il libro è stato scritto originariamente come omaggio a mia moglie, inviato via e-mail, pezzo per pezzo, mentre lei era in viaggio all'estero per lavoro. Allora non sapevo che sarebbe diventato un libro, pensavo solo di scrivere una storia per una persona che amo la quale ama i libri per ragazzi. Alla fine, ho raccolto i capitoli di questa storia in un libro che potesse piacerle. Ne ho stampate diverse copie a mie spese e da qui tutto è cominciato.

Avrà un seguito questo romanzo?

Certamente. Il secondo libro si chiamerà The sand of time (La sabbia del tempo), è già stato scritto e si tratta di un giallo archeologico nel quale continueranno le avventure di Hermux Tantamoq. Ora sto lavorando al terzo libro.

C'è un metodo, una formula per creare un libro per ragazzi che possa piacere anche agli adulti?

No, non credo esista un metodo preciso per creare un libro per ragazzi. Se ci fosse sarebbe quello di scrivere in modo onesto. Ai ragazzi non piace la pretenziosità, una storia deve essere diretta. Quello che caratterizza una buona storia per ragazzi è il senso di meraviglia nei confronti del mondo e la speranza, perché essere umani in questo mondo richiede speranza.

Ha avuto degli autori di riferimento?

Molti, molti, molti, tra i quali posso citare Mark Twain, Charles Dickens, Italo Calvino, E. B. White, Roald Dahl, J. R. R. Tolkien.

Dove scrive (una stanza particolare della sua casa nell'Oregon...) e in quali momenti della giornata?

Solitamente vado a lavorare in ufficio. Ho un piccolo ufficio in centro città perché mi piace andare a lavorare fuori di casa e poi tornarci dopo aver terminato di scrivere. Inizio a scrivere la mattina alle nove e smetto alle tre del pomeriggio. Quindi faccio una piccola pausa fino alle cinque, poi riprendo fino alle sette rileggendo e correggendo ciò che ho scritto.

Di Giulia Mozzato




14 giugno 2002