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Marcello Fois

Due vite alla ricerca della verità. Un capitolo oscuro della storia politica italiana diventato una sceneggiatura.

"Dove sono finiti i 1400 miliardi della cooperazione italiana"? Era questa la domanda annotata su un quaderno ritrovato nello studio di Ilaria Alpi a Saxa Rubra. Una domanda che rappresentava la chiave di una lunga e complessa indagine che aveva portato la giornalista italiana e il suo collega, Miran Hrovatin a percorrere la pista che li avrebbe condotti alla verità. L' hanno scoperta, ma purtroppo non hanno fatto in tempo a rivelarla e la verità resta ancora sommersa dietro le pietre dure di una storia piena di ombre.
Marcello Fois e Ferdinando Vicentini Orgnani hanno scritto la sceneggiatura e realizzato il film: "Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni": Un film che è nato dalla necessità di "raccontare l'obiettivo, più che i fatti". Una sceneggiatura, quella edita da Frassinelli, che delinea due forti personalità come quelle di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, persone semplici accomunate dalla tenacia e dal coraggio al servizio della giustizia.



"Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni" è il titolo della sceneggiatura dell'omonimo film edita da Frassinelli. Qual è stata la molla che ha fatto scattare in te il desiderio o la necessità di scrivere un film sull'incresciosa vicenda che ha visto protagonisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin?
Per essere del tutto sinceri, il progetto mi è stato proposto, l' ho accettato con grande entusiasmo, questo è uno di quei fatti attraverso i quali si può raccontare e capire meglio il nostro paese. Dunque l'idea non è stata mia ma l'entusiasmo è stato uguale.

Nella stesura della sceneggiatura hai delineato due personalità forti e intense, cosa o chi ti ha aiutato a scavare nella loro personalità a tal punto da rappresentare Ilaria e Miran nella loro più intima semplicità?

La certezza che gli eroi non aiutano a farsi carico delle storie, semmai a delegarle. Ilaria e Miran erano due persone talmente comuni da apparire fuori dall'ordinario. Pensate una giornalista che cercava le prove e un cameraman che aveva la mania di riprendere in giro situazioni dell'altro mondo, in tempi di notizie e immagini pilotate! La normalità di Ilaria e Miran aiuta a non creare distanza e conseguentemente distacco.

Com'è stata la fase preparatoria della sceneggiatura?

Ore di visione dei filmati di Hrovatin e dei reportages di Ilaria. Volevo sentirne la voce e vedere la gestualità. Capire lo sguardo della macchina da presa e la logica che muoveva le corrispondenze dalla Somalia e dalla Yugoslavia. I documenti sono arrivati in seguito.

Hai detto che di sceneggiature sulla vicenda di Ilaria e Miran ne sono state scritte varie ma nessuna è diventata un film. Che tipo di ostacoli avevano incontrato quelle sceneggiature e perché pensi che quella scritta con Orgnani sia riuscita a diventare film?

Temo per caso.

La sceneggiatura è basata su un fatto e su persone reali, come ti poni da sceneggiatore quando devi fare la trasposizione cinematografica di un fatto reale? Cosa cerchi di evitare e cosa invece, di evidenziare?

Faccio scelte e mi prendo le mie responsabilità. In questo film bisognava raccontare che si può morire senza essere eroi, quando si è abbastanza sfortunati si può morire anche semplicemente per il fatto di fare bene il proprio mestiere.

Nel libro scrivi che lo scopo del film è stato quello di raccontare gli obiettivi della missione di Ilaria e Miran, non i semplici fatti partendo da una domanda fondamentale quella che Ilaria aveva scritto su un taccuino ritrovato nel suo ufficio di Saxa Rubra: quanto scomodo può essere la ricerca della verità?

Dipende dalla verità in questione, in ogni caso le verità cambiano a seconda delle necessità. Frasi come "la giustizia è uguale per tutti" o "lo stato italiano rifiuta costituzionalmente la guerra", in questo preciso momento storico, per esempio, sembrano meno vere.

Come hai cercato di evitare la retorica o il clamore della cronaca?

Ce lo fatta? Ti ringrazio!

Hai risentito di qualche forza esterna che voleva influenzarti nella stesura della sceneggiatura? Qualcuno ha mostrato delle ostilità nei confronti del tuo lavoro di ricerca?

Nessuna ostilità palese, ma un tendenziale controllo. Comunque se vuoi sapere chi ci ha fatto pressioni durante la lavorazione di questo film, la risposta è semplice: per un motivo o per l'altro assolutamente tutti!

A chi è si potrebbe dedicare questo film?

A chi ha il rispetto di se stesso.

Di Valentina A. Mmaka




7 maggio 2003