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I libri di Valerio Evangelisti sono ordinabili presso Internet Bookshop


E dietro la penna...
Valerio Evangelisti

I suoi libri sono stati tradotti in tante lingue, dal francese al portoghese brasiliano, dal rumeno all'ebraico. Ha conquistato un pubblico vasto ed eterogeneo con le avventure di Nostradamus ma soprattutto con quelle di Eymerich, il glaciale inquisitore che dopo composizioni musicali e drammi radiofonici è diventato protagonista della graphic novel "La furia di Eymerich", appena giunto in libreria.

libriAlice.it ha voluto incontrare la mente che ha prodotto tutto questo, e carpirgli qualche... "segreto". Ci ha parlato (con garbo da gentleman) dei suoi gusti, delle sue manie, delle sue collezioni, ma anche dell'epoca in cui vorrebbe, o non vorrebbe, vivere e di come si troverebbe Eymerich a circolare per le nostre strade...



Carta d'identità: nome e cognome, nato a... il...
Valerio Evangelisti, nato a Bologna il 20 giugno 1952.

Segno zodiacale?

Gemelli, ascendente pesci.

Gusti culinari: dolce o salato?

Non mangio cose dolci. Nessuna.

Piatto preferito?

Spaghetti alle vongole.

Trattoria, fast food, nouvelle couisine, cucina etnica?

Trattoria.

Musica: genere preferito?

Hard rock, heavy metal e punk, soprattutto.

Primo disco acquistato?

Era un 45 giri dell'Equipe 84, però non ricordo come si chiamasse: parlo di parecchi anni fa, era il '64, o il '65.

Passiamo ai viaggi: esiste una meta dei suoi sogni?

Sì. Il Sud America in generale e l'America centrale in particolare.

C'è già stato?

Sì, e ci ritornerei. Io amo il caldo...

L'ultimo viaggio fatto?

È stato in Francia e in Canada, l'uno dietro l'altro.

Per lavoro?

Sì, viaggio molto per lavoro.

Cinema: il film più bello?

Il più bello in assoluto? I cancelli del cielo di Michael Cimino, in edizione integrale, non quella parziale.

Non ha avuto nessuna esitazione...

Nessuna. Ci avevo già pensato.

Genere preferito.

Kung-fu. Non si direbbe, vero?

No, infatti. Il negozio più frequentato...

Grandi magazzini.

Il sito internet più visitato...

Il mio: www.Eymerich.com. Gli altri sono ammessi ma abusivi. Questo è l'unico "ufficiale". Vado a vedere gli accessi, quante persone si sono collegate: finora sono sui 39.000.

Legge l'oroscopo?

Sì, non ci credo ma lo leggo. Ma trascurano sempre la terza decade dei gemelli, che è la mia. Parlano sempre della prima e della seconda!

Collezioni?

Pistole colt del far west: le appendo al muro. Colleziono anche fucili, ma soprattutto pistole del far west.

Per intimorire i visitatori?

Beh, in realtà oltre al kung-fu sono un gran appassionato di far west.

Piccole e grandi manie, che si possano dire in pubblico?

Ne ho un'infinità. Più che altro è difficile dire quel che non è nella mia vita quotidiana una mania. Una, di sicuro, è quella di scrivere in orari precisi e secondo date precise, come se fosse una specie di rituale. Seguire certe procedure: iniziare a scrivere come in un'azione sacrale, in cui il computer è l'altare.
Questa è solo una, ma ce ne sono tante altre. Tra le altre, non uscire mai il sabato sera, evitare tutto quanto comporti un contatto troppo stretto con la folla. Per esempio, non mi muovo in macchina, ma molto a piedi, e se devo prendere un autobus aspetto piuttosto delle ore, ma realmente delle ore, che arrivi un autobus abbastanza vuoto.

Quindi non tollererebbe la metropolitana affollata...

La metropolitana è diversa, perché sono tutti tristi, silenziosi e guardano in giù. In realtà sembra che non ci sia nessuno. C'è una depressione diffusa in tutte le metropolitane del mondo che ne fanno un mezzo di trasporto abbastanza anonimo.
A me dà fastidio sentirmi "premuto", in questo sono simile a Eymerich. E un'altra mania che ho in comune con lui è quella del terrore degli insetti: ne scrivo per esorcizzarla. Ho paura che mi invadano: fa parte della mia fisionomia schizoide. Degli insetti ho paura che mi vengano addosso, all'improvviso, senza che io me ne accorga. Sono terrorizzato dall'invasione delle cavallette che saltano e non si sa dove vadano a finire. La mia biografia è, in fondo, una lotta prolungata (per decenni) contro gli insetti!

Passiamo ora alla scrittura... premi vinti...

Tanti, ma quelli veramente significativi sono limitati. Fu molto importante per me il Premio Urania, il primo che vinsi. Poi due premi francesi: il Grand Prix de l'Imaginaire, importante in sé e perché apre le porte a tutto il mondo francofono, e il Prix Tour Eiffel, che è meno rilevante ma significa un sacco di soldi, quindi... un'ottima cosa!
Gli altri sono belli da elencare, ma meno significativi.

Il pubblico francese è stato tra i primi, esteri, ad apprezzare la sua opera...

Sì, probabilmente perché sono state fatte delle belle edizioni e, poi, perché i lettori francesi, anche a livello popolare, amano molto la letteratura un po' complessa: complessa come struttura, fatta di intrighi, di trame non semplici. Non a caso la Francia è la patria del feuilletton, da cui io stesso traggo molto spesso ispirazione.

Il francese, però, non è l'unica lingua straniera in cui sono tradotti i suoi libri...

Vanno distinti i titoli di Eymerich, il filone principale, da quelli di Magus, i romanzi di Nostradamus, che hanno avuto molte più traduzioni. Le lingue sono parecchie: francese, spagnolo, tedesco, portoghese del Portogallo e portoghese brasiliano, rumeno, ceco, slovacco, croato, turco, ebraico. In vista ma non ancora pubblicata c'è anche una traduzione in inglese.

Nei suoi romanzi i piani temporali si alternano spesso. Se lei potesse fare un balzo nel tempo, in quale epoca sceglierebbe di vivere?

Questa. Amo vivere il presente, non ho grandi nostalgie per il passato.

Il passato va studiato, raccontato ma non vissuto...

Certo. In fondo è sempre peggio del presente, anche se a volte non sembra. Per esempio, tutta la mia formazione è stata negli anni Settanta, ma io non sono tanto legato a quegli anni, preferisco comunque l'oggi.

Se fosse invece Eymerich a fare un viaggio nel tempo e approdasse ai nostri giorni: chi sarebbe? Cosa farebbe?

Sarebbe sicuramente un capo di Stato, probabilmente ne sarebbe parecchi, ma forse è meglio che non entri nel particolare e non faccia nomi. Diciamo che, purtroppo, il suo modello umano oggi è diffusissimo.

Chi sarebbero i suoi nemici?

Naturalmente, chiunque non la pensi come lui!

Di Paola Di Giampaolo




27 giugno 2003