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Lucía Etxebarría

Una scrittrice anticonformista alle donne di tutto il mondo: siate voi stesse!
Lucía Etxebarría e la violenza contro le donne: dal lavoro alle case alla tv.
Informazione e «disintossicazione dall’informazione», la scrittrice ci parla del potere di giornali e televisione.


Ho notato che nel tuo libro hai dedicato una parte alla questione delle violenze domestiche, problema comune a Spagna e Italia. Credi che sia «la paura della libertà» a influenzare le donne che non denunciano questo tipo di violenze?

Adesso tutte le donne denunciano le violenze domestiche. In Spagna abbiamo una legge che dice che la donna che subisce violenza può denunciarla e un poliziotto andrà immediatamente a casa sua, di fatto è inutile perché non abbiamo un milione di poliziotti! Le violenze verso le donne sono molte e molto sottili, avvengono anche attraverso i mezzi di comunicazione: ad esempio in televisione e sui giornali vengono presentate sempre figure femminili molto giovani, magre e bellissime e ci bombardano con questa immagine di donna, quando una donna “normale” la vede, si deprime perché si sente grassa, non veste all’ultima moda, non si taglia i capelli in un certo modo… Non riuscendo a raggiungere quel modello si sente incapace, inferiore. Ti vogliono far sentire uno scarafaggio.

Portaci qualche esempio…

A Cosmopolitan dove ho lavorato, tutte (me esclusa) prendevano del Prozac perché erano depresse. La rivista infatti propone immagini di donne magrissime e bellissime… Un problema poi delle donne che leggono la “stampa femminile” è che questa parla in nome delle donne stesse, ma non dà informazioni, invece fa sensazionalismi e il sensazionalismo è una vera droga.
Le violenze inoltre si manifestano anche sul posto di lavoro: hai notato che quasi tutte le cassiere sono donne? Nemmeno un uomo! Alla Fnac, dove ho lavorato, un uomo che era stato assunto come semplice cassiere è arrivato in fretta ad essere il direttore. Una donna, assunta con la stessa qualifica, di sicuro sarebbe rimasta cassiera, a parità di livello infatti la donna è pagata meno e nei posti di responsabilità ci sono quasi solo uomini.
Hai visto lavorare alla Fnac gente di colore? Nemmeno una! Una volta la Fnac fece una campagna contro il razzismo eppure nessun uomo di colore o arabo, fra centinaia di dipendenti, lavorava lì. E questa è un’altra forma di violenza!

E tu come ti senti, come sei ai tuoi occhi?

Io sono così perché mi piace essere così. Prima ero più magra eppure una volta accadde che per un articolo su di me non misero una mia foto, ma un disegno perché, secondo loro, non ero abbastanza magra. Un’altra volta ritoccarono una mia foto per la stessa ragione: anche dalle scrittrici ci si aspetta una certa immagine e io non la rispecchiavo. Credo che la donna debba essere quella che è per se stessa, non per quello che i mezzi di comunicazione si aspettano da lei.

Cosa pensi della contestazione che porta avanti il governo Bush contro i matrimoni omosessuali, alla luce della tua affermazione «quando mi permetto di criticare qualcuno per le sue preferenze sessuali, sto spianando la strada a chi farà la stessa cosa con me»?

Penso che Bush non abbia una vita sessuale… Con lui poi si arriverà alla terza guerra mondiale, ce ne sono già le basi. Credo che Bush sia il nuovo Hitler: anche Hitler era stato eletto democraticamente e i tedeschi sapevano bene chi fosse. Io sono stata a Dachau e dal paese si vede il campo di concentramento e i cittadini sapevano che gli ebrei che arrivavano lì “sparivano”. Hai sentito qualcosa del Ruanda? Adesso sì, perché è uscito un film che ne parla. Durante il nazismo furono uccisi sei milioni di ebrei in dieci anni, in Ruanda sono stati uccisi milioni di persone in due settimane! Il governo americano (allora era presidente Bill Clinton) non fece nulla per fermare quel massacro.
Hai idea di quante guerre ci siano e non se ne parla? E la gente non lo sa! Non sa degli interessi che ci sono dietro! Come nel Congo dove si uccide per i diamanti.

E che cosa pensi dell’intervento americano in Iraq?

La gente conosce forse gli interessi che ci sono dietro? No! Saddam Hussein era stato messo al potere dall’America e quando non è servito più gli hanno fatto guerra! E così faranno con Sharon quando non servirà più: oggi è sostenuto dall’America ed è assurdo. Sta costruendo un muro contro i palestinesi! E Bush lo appoggia! Si costruiscono campi di concentramento come sotto i nazisti! E Bush lo appoggia! Israele non è uno stato laico. E Bush lo appoggia! Il presidente americano che dice di lottare contro il fondamentalismo di fatto ne sta creando uno nuovo, molti musulmani infatti stanno diventando fondamentalisti perché si sentono perseguitati e odiati, anche Stati prima laici stanno diventando fondamentalisti per queste stesse ragioni. L’amministrazione Bush in sintesi sta distruggendo le conquiste fatte dopo la Seconda guerra mondiale.

C’è un paragrafo di Eva futura nel quale parli di «disintossicazione dall’informazione». Quando la metti in pratica, ti rilassi con musica, film o altro?

I giornali… Io non leggo i giornali. Leggo soltanto, su Internet, una raccolta di cinque quotidiani di idee politiche diverse. Ed è molto divertente vedere come cambino le notizie. Non si ha vera informazione perché ciascuno dice quello che vuole, non esistono più giornali di destra o sinistra, prendiamo El País: dicono che sia di sinistra, di fatto è la parte più a sinistra della destra!
Vedo la televisione il meno possibile, essendo giornalista però talvolta devo vederla per commentare quello che accade, ma in genere la guardo soltanto quando mi trovo in albergo da sola e accendo la tv perché mi fa compagnia. In realtà non dà informazione, ma trasmette o banalità o cose false. Ci sono poi i “programmi del cuore”: quale ragazzo va a letto con Victoria Beckam? come si veste Nicole Kidman? A me non importa niente di quello che fanno Victoria Beckam o Nicole Kidman nella loro vita privata: non è informazione, sono stupidaggini!
Hai letto 1984 e Il mondo nuovo? Questo è quello che ci propone la tv: persone belle, sempre giovani, ma questa non è la realtà! In Il mondo nuovo c’è un posto dove vanno le persone depresse e là vengono bombardate da belle immagini e musica per farle sentire felici e non farle pensare. Hai notato come ci sia musica dappertutto? Persino negli autobus! Nei supermercati c’è sempre musica, canzoni che stordiscono, dappertutto cercano di stordirti e non farti pensare, per farti comprare...
Un esempio orribile di disinformazione è stata fatta dal governo spagnolo che ha provato a far credere che la strage di Madrid fosse stata fatta dall’ETA e non da Al Quaeda. E i giornali lo hanno sostenuto!

Mi è piaciuto molto il passaggio nel quale tu dici che «invecchiare è bello, perché con il tempo si guadagnano esperienza e saggezza» (Eva futura, pagina 78) Come pensi che si possa insegnare ai giovani che gli anziani sono una ricchezza della nostra società e non cose inutili da gettare in un angolo?

I vecchi non esistono in televisione, anche se adesso c’è una serie in cui compaiono tre vecchiette. Ma in tutti i programmi ci sono solo persone belle e giovani. Quando non sono più tanto giovani, le ritoccano, le riempiono di trucco per farle apparire giovani.
Mia figlia non è cresciuta a contatto dei nonni come me, come la mia generazione, non conosce la ricchezza dei vecchi e così molti giovani d’oggi. La tv mostra solo giovani, eppure in Spagna il tasso di crescita della popolazione è zero, non so in Italia… I giovani dovranno pagare le pensioni per una maggioranza di popolazione ormai vecchia e la cosa può essere insostenibile! La contraddizione è ancora più forte: il consumismo ha diffuso l’idea che non si può essere vecchi. Hai mai visto vecchi nella pubblicità? Non ce ne sono.
Il governo Bush sta provando a fare delle politiche mirate agli anziani che stanno raggiungendo il numero dei giovani e rappresentano una grossa fetta dell’elettorato, ma questi vecchi non si vedono in tv, non parlano, sembra che non esistano.
Quello che oggi manca, alla donna in particolare, è il contatto profondo con se stessa, con il proprio vero io, per stare davvero bene con se stessi, per non deprimersi, per non alienarsi, non ci si deve mai perdere, anzi, ci si deve sempre cercare…

Di Sabrina Ventriglia




8 aprile 2005