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Gillo Dorfles
Contenuti e forma dei nuovi media

Incontriamo uno dei massimi esponenti del pensiero contemporaneo, che analizza con noi "messaggio e medium" e i generi letterari emergenti.

I nuovi mezzi di comunicazione, Internet ad esempio, hanno modificato il concetto di "bello", il gusto delle persone?
Credo che si debba stare sempre molto attenti a non esaltare e a non viceversa deprimere questi mezzi di comunicazione di massa. Quello che è invece fondamentale è l'enorme amplificazione della comunicazione che non può che essere positiva. Per quello che riguarda invece la bontà del prodotto, tutto dipende da quello che viene comunicato, per cui certo se sopra Internet vengono trasmessi solo film pornografici, la cosa non potrà che essere discutibile.
Quindi è il contenuto quello che conta?
Certo, è il contenuto che conta. Poi è sbagliatissima la vecchia postulazione di McLuhan, "il medium è il messaggio", che per me è stato uno dei più grossi errori teorici, filosofici che si potesse fare.
Noi constatiamo spesso che gli scrittori, ad esempio, hanno molta riluttanza ad accostarsi a questi mezzi, come mai, secondo lei?
Io considero questo sbagliato. Anche se, personalmente, non so "manovrare" più che tanto questi mezzi, trovo che siano fondamentali per fare conoscere in tutto il mondo, tutte le cose disponibili. Soprattutto per quanto riguarda la bibliografia, Internet è uno strumento prezioso: una piccola biblioteca di un comune, di un villaggio o di una cittadina della Toscana, può ad esempio comunicare con Oxford o Cambridge.
Perché secondo lei c'è così poca passione per la lettura da parte degli italiani?
Questa è una cosa piuttosto grave. Si deve dire che i mezzi di comunicazione di massa hanno danneggiato invece che migliorare la situazione, perché molti di quelli che leggevano per noia, oggi per noia guardano la televisione e quindi il poco o il molto tempo libero che avevano non lo dedicano a un libro.
Quali sono le più vistose trasformazioni negli interessi della popolazione ? Quali sono le "grandi passioni" di oggi ?
Credo che tutta la politicizzazione abbia portato non tanto a un interesse per la politica come tale, ma per i personaggi. Ossia c'è una specie di glorificazione del personaggio, cinematografico, politico o televisivo, che diventa più importante di quello che racconta, di quello che fa, di quello che scrive e questa mi sembra una delle cose peggiori, cioè la mitizzazione e la feticizzazione del personaggio, magari completamente fasullo.
Anche molti scrittori oggi fanno grande promozione di sé...
E anche questa è una cosa pericolosa, il fatto di dare importanza più all'episodio cronachistico, il fatto che lo scrittore sia giovanissimo o vecchissimo, che abbia avuto un incidente automobilistico o abbia avuto tre mogli invece che una, oggi conta di più di quello che ha scritto, di quello che ha prodotto.
Quali sono i due, tre libri fondamentali nella vita di una persona, quali libri un giovane, ad esempio dovrebbe assolutamente leggere?
È un po' difficile, perché si ricade nei soliti Promessi Sposi o nella solita Divina Commedia. E poi si deve vedere per quali giovani, di quale età..
Come giudica i nuovi scrittori, ad esempio i cosiddetti "cannibali"?
Io sono molto favorevole ai "cannibali", in quanto lo svecchiamento della lingua dovuto ad esempio a Isabella Santacroce o a Tiziano Scarpa, tanto per fare due nomi, mi sembra un fatto positivo. Uno sbaglio è quello di considerarli dei giganti prima ancora che siano cresciuti.
Però sono interessanti...
Molto interessanti, non solo, ma penso che sia meglio questo tipo di scrittura che cerca di essere "à la page", anche perché ha adottato molte forme gergali, che non quegli scrittori che continuano a usare un italiano ormai decaduto, tradizionale, a riproporre schemi già noti.




1 agosto 1997