Navigando tra Internet e letteratura con Carmen Covito
Benvenuti in questa intervista con Carmen Covito

Un nuovo romanzo "naviga" in libreria da qualche giorno: è Benvenuti in questo ambiente, di Carmen Covito, ed è un tentativo di scrittura diversa, la ricerca di un linguaggio multimediale, di un gergo elettronico ancora tutto in divenire. E nello scriverlo l'autrice è diventata una smanettatrice appassionata, tanto da voler aprire un suo sito, aperto alla collaborazione dei lettori.


Che genere di romanzo è "Benvenuti in questo ambiente", come lo descriveresti?
Q uesto è un romanzo totalmente basato sulla "contaminazione": contaminazione di tempi, contaminazione di linguaggi anche di generi letterari.
Uno dei due protagonisti principali è un ragazzo tunisino emigrato clandestinamente in Italia, che poi nel proseguo della storia si rivela come una specie di clandestino assoluto, perché clandestino anche nel suo paese. E questo per me è un po' anche un'allegoria della condizione umana, perché tutto sommato siamo tutti clandestini nel mondo, solo che adesso magari ce ne accorgiamo di più proprio perché c'è una circolazione di emigranti che ci mettono in contatto col tema della clandestinità. Ecco, questo ragazzo a diciannove anni si trova ad essere assunto in una casa di ricchi del Nord-Est italiano, sul Garda, e in questa casa conosce attraverso un mezzo di comunicazione telematico, cioè attraverso la tastiera di un computer, una donna. Una donna che si presenta come un agente elettronico. Poi non proseguo nella storia, dato che ci sono molti colpi di scena e si vedrà, leggendo, chi è questo agente elettronico davvero...
L'ambiente di cui si parla nel romanzo è quello telematico multimediale, ma la società è quella del Nord-Est...
I l romanzo è ambientato nel Nord-Est italiano perché mi è sembrato un luogo di contraddizioni e quindi particolarmente adatto a drammatizzare, a mettere sulla pagina quelle che sono le contraddizioni della società contemporanea. Perché in particolare il Nord-Est ha un tessuto industriale fitto di piccole aziende anche tecnologicamente molto avanzate. Credo che buona parte delle ditte italiane che fabbricano software, o anche hardware, siano concentrate in particolare in quella zona; tuttavia contemporaneamente vi permangono caratteri di vecchia società contadina, quindi con fenomeni anche di arretratezza culturale: alcuni dei personaggi del mio romanzo non sono, dal punto di vista culturale, all'altezza dei propri consumi.
Nel romanzo si utilizza un tipo di linguaggio che fa riferimento ai nuovi mezzi di comunicazione multimediali (non ultimo Internet). Per quale motivo hai fatto questa scelta e come è nata materialmente questa forma di scrittura?
T utto l'esperimento è nato da un interesse per il gergo, per il gergo telematico in particolare. Già nei romanzi precedenti ho sempre cercato di inserire gerghi contemporanei. In questo caso trattandosi di personaggi che hanno a che fare con l'elettronica mi incuriosiva molto lo strano gergo che in questo mondo si usa, che è un misto di italiano e di inglese, di parole che a volte non sono neanche tradotte ma sono direttamente mediate dall'italiano oppure che hanno delle traduzioni piuttosto curiose: esempio classico è scannare, scannerizzare, scandire, su cui nessuno si è ancora messo d'accordo. Però poi questo non mi bastava quindi ho cercato di fare entrare nella struttura del romanzo quella che è la struttura di un programma a finestre, proprio perché io credo che la narrativa tradizionale non debba più accontentarsi delle strutture letterarie classiche, ma debba comunque cercare di fare entrare nei suoi canoni, chiamiamoli così, quelle che sono le modificazioni della sensibilità contemporanea, e quindi anche le modificazioni della nostra percezione. E la nostra percezione oggi è molto influenzata dai mass-media e tra questi mass-media prima ovviamente in ordine cronologico la televisione e adesso il computer, che ormai è un vero mass-media.
Però è anche un modo per nascondersi... un dialogo un po' troppo "mediato"?
A nche questo penso che sia molto realistico. Mi dicono che io scrivo romanzi ironici, grotteschi, eccetera. Ma io credo di fare del realismo, solo che faccio del realismo con i mezzi adatti alla realtà contemporanea. Ho cercato di mettere in luce quelle che sono anche le contraddizioni nell'uso della telematica o nell'uso del computer. Perché è uno strumento neutro e come ogni strumento neutro dipende da come lo si utilizza. Quindi Internet in particolare, ma comunque tutta la comunicazione telematica, può essere usata come arma o strumento di comunicazione, ma può anche essere usata come strumento di non comunicazione.
La responsabilità non è dello strumento, ma di chi lo utilizza.
E secondo te c'è un modo diverso di utilizzarlo da parte degli uomini e delle donne?
P er quello che riguarda le donne direi che può essere una grossa apertura sul mondo, una finestra in più aperta sul mondo. Spesso, purtroppo, le donne hanno ancora un problema di comunicazione con la realtà, perché tradizionalmente sono abituate a rimanere in ambiti ristretti: la casa, il lavoro... A me personalmente interessa molto la dimensione avventurosa che c'è in Internet, da cui del resto vedo molto attratte le donne, proprio perché la comunicazione telematica offre una protezione fisica e quindi, partendo da una protezione fisica, ci si può veramente avventurare senza paura.
A proposito di comunicazione in rete, è molto interessante l'esperimento che hai fatto di far coincidere l'uscita del romanzo con la creazione di un sito Internet. Dopo quasi due mesi, hai avuto qualche riscontro interessante da questa sperimentazione?
S ì, direi di sì. L'idea di costruire un sito Internet [http://www.carmencovito.com ndr.] mi era venuta proprio un po' come un prolungamento del romanzo; in un certo senso paradossalmente mi sono messa nei panni del mio personaggio... (quindi un romanzo autobiografico al contrario, dove l'autore diventa il personaggio). Ho proseguito sul sito il discorso che facevo nel romanzo, vedendo un po' cosa poteva succedere. Devo dire, a due mesi dall'apertura del sito sono abbastanza soddisfatta, perché come numero di contatti finora stiamo andando verso i 1.800, che per un sito letterario non mi sembra poco (certamente non siamo nell'ordine delle centinaia di migliaia, però come primo esperimento mi sembra riuscito) e soprattutto sto ricevendo molta posta elettronica e anche qualche messaggio nel Libro dei lettori, in cui invito a scrivere recensioni.
E quali comunicazioni ti arrivano?
M essaggi di lettori che hanno acquistato il libro e che lo stanno leggendo. Quindi mi aspetto a momenti anche recensioni.
Un'altra cosa che mi è piaciuta è che il sito è servito a mettermi in contatto con altri siti Internet o di donne, o dedicati alla letteratura e infatti stiamo mettendo in atto scambi di banner, di link.
Un modo per conoscere meglio anche il lavoro fatto dalle altre scrittrici...
I nfatti. Perché una volta esistevano le cosiddette Società letterarie, con gli scrittori che nei caffè si incontravano fra loro o incontravano i lettori. Si dice che questo oggi non esista più, che ognuno è isolato, ecc. Il comunicare in Internet può allora essere un rinascere della comunità, non dico di scrittori, ma comunque di persone che si interessano ai libri.
Pensi di proseguire con analoghi esperimenti (sito Internet, ecc.) anche per il tuo prossimo romanzo?
I l mio prossimo romanzo non so assolutamente cosa sarà... Credo che sarà qualcosa di assolutamente diverso, perché sinora non ne ho fatto uno uguale a un altro, quindi immagino già che sarà un'altra cosa. Però devo dire che nel frattempo mi sono appassionata, sono diventata una navigatrice e quindi continuo a smanettare con molto entusiasmo.
E quali siti ti interessano di più, quali vai a vedere con più frequenza?
D irei che vado a vedere di preferenza siti che hanno a che fare con la cultura, con i libri, con le biblioteche, però mi piace anche fare delle scoperte. Cerco anche siti curiosi. Perché una delle cose interessanti secondo me di Internet è che ti permette di venire a sapere delle cose casualmente, cose che non hai cercato (oltre quelle che hai cercato, naturalmente). Ieri sera ho ordinato un po' da Amazon.com, per esempio...



30 gennaio 1998