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I libri di Antonella Cilento sono ordinabili presso Internet Bookshop


E dietro la penna...
Antonella Cilento

Antonella Cilento è una scrittrice che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante anche nel campo della formazione: la sua scuola di scrittura è nata da alcuni anni ed è ormai considerata tra le più interessanti e valide non solo a Napoli. I suoi libri sono stati pubblicati da editori come Guanda, Avagliano e Sironi, a testimonianza della qualità di una scrittura ricercata e intensa. Ma nel privato, quali sono i suoi gusti? Ama i ravioli di zucca e legge gli oroscopi, e inoltre...


Qual è il genere musicale che preferisci?
Amo molto Satie, Piovani, Rota. Ascolto Bersani, Gaber... In verità, ascolto un po' di tutto, spesso in relazione a quel che sto scrivendo o vivendo.
Spesso scelgo brani musicali per continuare a scrivere quando la pagina rallenta (e lo faccio fare anche nei miei laboratori, aiuta molto!).

Il primo disco che hai acquistato?

E chi si ricorda!! Posso rispondere su quel che sentivo da bambina quando ero sola in casa: una compilation di Modugno. Le sapevo tutte a memoria, mi commuovevo e ballavo su alcuni pezzi (Selene ene a come è bello stare qua...)

Quali sono i film che vedi più volentieri al cinema?

Sono onnivora come per le letture: mi piacciono i film d'autore, ma anche la buona fiction americana, anche i cartoni animati. Una delle cose più belle che ho visto lo scorso anno è stato il film animato che ha poi vinto l'Oscar, "La città incantata" di Hayao Miyazaki. Un capolavoro rabelesiano, una grande avventura piena di conflitti. E poi un cartone molto sofisticato, francese, che ora è in circolazione, pieno di citazioni e di ironia melanconica e triste, "Appuntamento a Belville".

Un titolo molto amato?

Il film che ho amato moltissimo in questi ultimi anni è "Un angelo alla mia tavola" di Jane Campion. Meraviglioso, commovente, duro. Uno dei più bei film sulla scrittura e sul destino di chi scrive che abbia mai visto. Bello almeno quanto i libri dell'autrice che dalla cui biografia e opera è tratta, Janet Frame.

Possiedi qualche collezione di oggetti particolari?

Ho molte pietre, molti cristalli, un po' di elefantini del ristorante cinese...

Quale piatto ami ordinare al ristorante?

I ravioli di zucca, quando salgo in Emilia!

E quando apri il frigorifero cosa vorresti trovarci dentro?

Un pranzo macrobiotico pronto e completo, specie quando torno tardi dal lavoro e mi tocca pulire verdure nottetempo...

Ami viaggiare? E dove?

Sono una pessima viaggiatrice...Imbranata. Però mi piace girare per l'Europa e per i centri antichi, specie se si tratta di città non grandi. L'Austria, la Baviera, la Francia. Mi mancano la Spagna e i Pirenei, vorrei andarci.

Dove vai abitualmente in vacanza?

In agriturismo. In Toscana. Mi ficco in un posto tranquillo, verde e il più isolato e solitario possibile, meglio se vicino a una fonte termale. E cerco di tornare a far parte di erba, alberi, uccellini...

Dove ti piacerebbe vivere?

Se potessi avere un po' di campagna attorno sarei una donna felicissima. La Toscana mi attira, ma anche il mare non posso lasciarlo. Dovunque ci fosse un po' di silenzio e un po' d'aria pulita.

Quale altro lavoro avrebbe fatto se non avessi fatto la scrittrice?

Da piccola voleva fare l'astronauta, ma per il volo non sono portata... Nemmeno per gli aerei. Forse mi sarebbe piaciuto disegnare.

Lo scrittore che odi di più?

Se odio uno scrittore vuol dire che non lo ritengo tale, non lo stimo. Ci sono autori di cassetta che non mi dicono granché, italiani e stranieri. Un lungo elenco di autori alla moda...

E quello che più ami?

Stevenson, sopra ogni altro. Poi, a pari merito, Anna Maria Ortese, Anna Banti, Pier Vittorio Tondelli, Antonio Franchini... Elenco lungo.

L'attore che rappresenta il suo ideale di uomo?

Hugh Jakman? Cary Grant? Bellissimi o ironici. La combinazione in natura è rara.

Hai un sogno ricorrente?

No, ma ho spesso diari dei sogni che faccio, complicati, lunghi, molto simbolici o pieni di trame. Spesso sogno ciò che scrivo.

Hai piccole manie?

Tali e tante che non si possono considerare piccole. Nevrosi, è la parola giusta. Una piccola consiste nel fatto che non taglio mai i capelli cortissimi, specie se sto scrivendo storie ...lunghe.

E qualche frivolezza?

Poche. A stento mi trucco. Le collane, mi piacciono.

Quale negozio frequenti di più?

Nell'ordine: fumetteria, libreria, spaccio alimentare.

Cosa non sopporti in una donna?

La rigidità.

E in un uomo?

La vanità.

Sei superstiziosa, leggi l'oroscopo?

Sempre. Anche più d'uno.

Il colore preferito?

Azzurro.

Qual è il sito internet che visiti di più?

Una combinazione di siti che si occupano del mio lavoro, di solito. Alice, Supereva.. No, diciamo la verità: il sito di Trenitalia è il sito che visito di più. Sto sempre a cercare le coincidenze per lavoro e spostamenti. Ormai so tutti i trucchi.

Cosa tieni sul comodino?

Un po' di libri, un po' di fumetti, una bottiglina di olio per massaggi.

Di Giulia Mozzato




19 marzo 2004