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Intervista a Guido Ceronetti
Un intellettuale controcorrente

Caustico e stringato, controcorrente ma talvolta misurato, Guido Ceronetti rappresenta l'intellettuale slegato, il "cane sciolto" dell'intellighenzia italiana. Dietro l'aspetto dimesso, un po' trasandato da artista di strada, si nasconde una cultura vastissima e una capacità di analisi e critica dell'uomo e della società contemporanea eccezionali. Ecco, dunque, un "botta e risposta" rapidissmo ma interessante con l'istrione della nostra cultura.


Lei è un intellettuale puro. Che ruolo può avere oggi un intellettuale?
N on lo so, io non ne ho nessuno.
Non è vero...
P er quel che mi riguarda non so bene. Non posso affidarmi dei compiti e non posso farlo nemmeno per gli altri.
Ma lei quale compito comunque "si sente"?
D i avvertire la gente di certi pericoli. Vedi uno che cammina sull'orlo di un precipizio e, ovviamente, gli dici che può cadere. Sì, forse è questo il mio compito.
Siamo vicini a importanti feste cattoliche. Quali sono i suoi santi tutelari?
S anta Caterina da Siena, Santa Teresa d'Avila, San Giovanni della Croce (ma questo un po' meno), Bernadette Soubirous e Melanie Calva.
E quali le letture che per lei sono state fondamentali?
S ono troppe, qui l'elenco è lungo. Diciamo Le voyage au bout de la nuit [nella traduzione italiana Viaggio al termine della notte ndr] di Céline: uno per tanti. Dipendiamo da tante cose...
Lei collabora con La Stampa, raccogliendo pensieri e aforismi. È un mezzo di comunicazione efficace oggi?
C redo di sì. I pensieri di ogni epoca certamente hanno una funzione. Credo che facciano da contravveleno per la società attuale.


Intervista a cura di Grazia Casagrande




10 dicembre 1999