![]() foto Effigie I libri di Patrizia Carrano sono ordinabili presso Internet Bookshop |
Patrizia Carrano Veneziana, grande narratrice e acuta osservatrice di questo pazzo mondo che ci circonda, Patrizia Carrano ha cortesemente risposto alle nostre domande circa il suo ultimo libro, Le armi e gli amori, il suo metodo di lavoro e la situazione critica mondiale. Perché i suoi ultimi romanzi sono di argomento storico? Ho scritto il mio primo romanzo storico Illuminata, per puro caso: passeggiando per Venezia, che è la mia città natale, ho notato una targa affissa su un palazzo vicino a Rialto, dedicata a "Elena Lucrezia Cornaro, la prima donna laureata del mondo". Mi sono incuriosita e ho cercato notizie su questo personaggio, di cui non avevo mai sentito parlare. E mi è venuto il desiderio di raccontarne la vita. Quali ricerche ha fatto prima della stesura di questi libri? Sarebbe molto noioso per chi ha la bontà di leggere questa intervista sorbirsi lo sterminato elenco di testi che ho consultato. Nel caso di quest'ultimo libro ho dovuto affrontare un secolo complesso come il Cinquecento. E soprattutto due mondi: quello dell'Occidente e quello dell'Islam, che ho cercato di raccontare dall'interno, rifuggendo tutti i cliché sull'Oriente che appartengono a tanta narrativa occidentale. È, in generale, appassionata di studi storici? Non lo ero, prima di scriver Illuminata. Ora la storia ha un grandissimo fascino. Ma la frequento in maniera " strumentale". In questi mesi sto pensando a un altro libro, la storia d'una nobildonna settecentesca che dall'Italia si sposta prima in Prussia e poi a Parigi, e dunque sto leggendo materiali su quel periodo. Il Mediterraneo è stato scelto come centro del suo ultimo libro: che significato ha avuto, nei secoli, questo mare? Sul Mediterraneo affacciano tre continenti, Europa, Africa e Asia. È un bacino in cui sono nate, e si sono confrontate straordinarie civiltà. Oggi rappresenta, secondo lei più un luogo d'incontro o di scontro? Non sono a mio agio nel dare delle opinioni da politologo. Credo che oggi lo scenario dello scontro non sia il Mediterraneo, ma il mondo. E che le ragioni delle scontro siano da cercare soprattutto nella questione energetica. Esiste realmente il pericolo di uno "scontro delle civiltà"? Io credo che l'Occidente abbia cercato - con la sua forza d'urto economica e culturale - di conquistare l'intero mondo al proprio modello di vita. E credo che per il miliardo e passa di islamici che oggi abitano il pianeta questa non sia una questione da poco. Il crinale che passa fra lo scontro e il confronto è assieme vasto e sottile. Oggi ho l'impressione che si sia sempre più riducendo: l'Occidente si arma, l'Oriente radicalizza le sue posizioni. Le figure femminili hanno molta importanza nei suoi romanzi: ci spieghi che cosa ha voluto trasmettere ai lettori con la figura di Amina? Quando immagino un personaggio non penso mai a cosa possa trasmettere ai lettori. Voglio soltanto e soprattutto che sia un essere vivo, di carne anziché di carta. Con un carattere fermo e assieme mutevole, poiché gli esseri umani non sono fatti tutti d'un pezzo. Con fragilità e incertezze, con determinazione e coraggio, con rammarichi e rimpianti, con sogni e passioni. Cristianesimo e Islam sono tornati alla ribalta della politica internazionale. Come è possibile che le religioni abbiano, nel terzo millennio, un peso politico decisivo? Non so se il Cristianesimo abbia un peso politico così grande. Ma non credo, perché Bush ignora dichiaratamente gli appelli del papa. Per l'Islam la storia è differente, perché per i musulmani la religione e lo stato sono tutt'uno. La Turchia è stata la prima nazione a scindere la religione dallo stato. Ma alle ultime elezioni ha vinto un candidato che invece tende a riunire le due funzioni. Nel suo libro la guerra è vista con molto realismo: quali sono le sue opinioni sul conflitto che si sta preparando nel mondo? Che la guerra non risolve i problemi ma li aggrava. Che questo conflitto andrebbe evitato a tutti i costi. Che sotto le bombe americane moriranno donne e bambini. Le guerre di oggi non hanno più un fronte di combattimento. Le guerre di oggi le fanno i militari, ma poi muoiono i civili. Pensa, in futuro, di scrivere altri romanzi storici o intende cambiare genere? Ho in mente - come ho già scritto - un altro romanzo storico. E poi un romanzo moderno, la storia di una famiglia dei nostri tempi, che credo si intitolerà Piccolo punto. Ma fino a quando un libro non è scritto, è impossibile dire come sarà. I narratori sono come cani che vanno per trifole: sanno cosa cercano, ma non sanno cosa trovano. Di Grazia Casagrande |
17 febbraio 2003