foto Effigie
Enrico Brizzi & i De Glaen
Sub Booteo Experience

Un esperimento interessante si aggira tra le discoteche e i centri di ritrovo musicali d'Italia: si tratta di Sub Booteo Experience, un vero e proprio evento che vede riuniti un noto e giovanissimo scrittore, Enrico Brizzi (in arte Enrique Do Booteo) e un gruppo musicale fiorentino di "zapping noise", i De Glaen (Frantz, Larry e Van Do Booteo). Li incontriamo il "giorno della prima" al Tunnel di Milano. Parlano con entusiasmo di questa contaminazione musico-letteraria tra una colonna sonora di forte impatto e le letture delle gesta degli eroi protagonisti del secondo romanzo di Brizzi, Bastogne.

Com'è nata l'idea di Sub Booteo Experience?
De Glaen: Nasce circa un paio di anni fa quando Enrico era a Firenze a fare un "reading" e ha conosciuto il chitarrista dei De Glaen, Vanni, molto casualmente: gli serviva un chitarrista che facesse da sottofondo e l'organizzatore della serata l'ha contattato e da lì sono partite varie affinità musical-letterarie, l'amicizia e la voglia di fare qualcosa insieme. Lui ha scritto il testo di un brano che è nel nostro Cd come, diciamo, "prova generale" della collaborazione che voleva essere più ampia. E adesso siamo qui a portare in giro questa collaborazione più profonda che è un progetto a sé stante, diverso da De Glaen e diverso da Enrico Brizzi, con una sua identità ben precisa che mischia la parte scritta e quella musicale ma non è la somma pedestre dei due elementi, ma una realtà totalmente diversa.
Tu sei abituato a "dialogare" con il lettore della pagina scritta. Come credi sarà il rapporto con lo spettatore?
Brizzi: Intanto non è la prima volta che ho questo rapporto con il pubblico, perché ho fatto delle letture anche se in maniera meno organica, dopo l'uscita di Jack Frusciante. Però era sempre un tipo di lettura "inframmezzata da..." Invece, come diceva Francesco, la forza di questo progetto, almeno nelle intenzioni, è quello di creare un amalgama nuovo. Non mi sembra di fare qualcosa di innaturale, mi sembra di restituire una dimensione alla scrittura che è comunque quella di rivolgersi all'esterno, ad un altro, altrimenti uno sarebbe ipocrita a pubblicare, dovrebbe tenersi le cose per sé. Nelle presentazioni classiche, tipo in libreria, in biblioteca, al centro culturale, dove mi fanno le domande e io rispondo, si crea un certo rapporto col lettore, però molto più freddo. In questo modo credo che si renda dinamismo alla scrittura. In Italia si è perso il gusto della declamazione, io riprendo questa tradizione con pagine di Bastogne, anche quelle che all'ultimo momento erano state tagliate.
Perché proprio Bastogne?
Brizzi: Bastogne è un libro che è stato scritto, almeno nelle mie intenzioni, come un testo adatto a essere letto ad alta voce. Il ritmo e la musicalità della pagina a me interessano più della trama, il linguaggio di un certo tipo e la godibilità della lettura sono i due criteri che tengo presenti di più quando scrivo, anche quando si tratta di argomenti duri come in Bastogne.
Quindi vedi la possibilità di sviluppare ulteriormente questo esperimento...
Brizzi: Experience è l'inizio, poi si andrà avanti!
Non avete pensato a Internet come possibile sviluppo? Molte performance sono già in rete...
De Glaen: Sì è vero. Negli Stati Uniti soprattutto ci sono vari esperimenti in questo senso, anche etichette musicali che diffondono concerti via Internet, parlando di questo aspetto dello spettacolo. Ci sono problemi oggettivi grossi. Noi stiamo sviluppando una classica Home-page con anche audio scaricabile, però ci sono grandi problemi pratici, per il nostro genere di esigenze, come la lentezza della rete. Di tutte le varie direzioni che si vogliono dare a Experience quella di Internet probabilmente è la più lontana in ordine di priorità. Adesso si parla di una "fanza", di un cortometraggio... Non so alla fine quanti di questi progetti riusciremo a portare a termine perché la mole di lavoro è elevata. Ma adesso partiamo da qualcosa di più fisico.
Allora Experience continuerà
De Glaen: Sì, sarà una sorta di laboratorio di idee che rimarrà aperto nei mesi, probabilmente negli anni. Il fatto di portarlo in giro nei locali nel mese di marzo è proprio l'inizio, volendo anche una prova, per vedere un po' come può funzionare. L'idea finale sarebbe quella di un progetto che parte anche in sordina, magari, ma che va avanti il più a lungo possibile compatibilmente con la rigenerazione dei linguaggi che cerchiamo di creare.
Brizzi: Finiremo questa Experience quando avremo quarant'anni, vivremo tutti insieme, nella "Booteo Mansion", una villa nel Chianti-Shire...
Ma in ultima analisi con queste serate ci sarà modo di avvicinare alla lettura un pubblico che solitamente non si avvicina ai libri?
Brizzi: Verrebbe naturale dire di sì. Io poi lo vedo sotto il punto di vista che è specificamente quello di un testo che è Bastogne che per certe persone rappresenta un ostacolo perché di fronte alla rappresentazione della violenza si fermano, qualunque cosa si dica. Credo che questa gente non potrà essere avvicinata...
De Glaen: Forse non verrà neanche a uno spettacolo come questo.
Brizzi: Non lo so se avvicinerà specificamente alla lettura, Sub Booteo Experience non è stato inteso in questo senso, ma se succederà...
Tutti insieme: Bene!

Nell'intervista si fa riferimento ai volumi di Enrico Brizzi Jack Frusciante è uscito dal gruppo e Bastogne, entrambi editi da Baldini & Castoldi. In uscita un nuovo titolo, dedicato espressamente ai ragazzi: Paco el Campeon, Edizioni E.Elle.



14 marzo 1997