Woody Guthrie
Questa terra è la mia terra

“Tesi l'orecchio e in lontananza sentii cantare una canzone. Mi sforzai di capire che canzone fosse, in mezzo al fracasso del temporale. Per qualche minuto gli sbuffi della locomotiva che accelerava e lo sferragliare dei vagoni coprirono e soffocarono le voci; ma poi, ascoltando attentamente, sentii che il canto si faceva più forte e veniva dalla mia parte. Così cominciai a cantare anch'io:

Questo treno non porta fumatori,
Lingue biforcute o buffoni da quattro soldi;
Questo treno va verso la gloria,
Questo treno!”


È uscito per Marcos y Marcos la ristampa di Bound for Glory, autobiografia del folksinger americano Woody Guthrie. Il volume del 1943 venne pubblicato per la prima volta in Italia nel 1977 con la traduzione di Cristina Bertea. In questa riedizione ritroviamo, in una versione aggiornata, una preziosissima introduzione di Alessandro Portelli, docente di Letteratura Angloamericana presso l'Università degli studi di Roma La Sapienza e autore del pioneristico La canzone popolare in America: la rivoluzione musicale di Woody Guthrie (1975), ora Woody Guthrie e la cultura popolare americana (Sapere 2000 Ediz.).
Come ben scrive Portelli “ha senso ripubblicare un libro come Questa terra è la mia terra perché ci aiuta a capire, attraverso la riflessione su un'esperienza personale, le radici politiche di un lavoro culturale ancora unico; e perché offre una proposta di immaginazione e di liberazione che, nelle sue pagine più belle, trova posto accanto a ciò che di meglio la letteratura americana ci ha dato dagli anni '30 in poi”. Woody Guthrie è avvicinato a Mark Twain per “L'uso della voce, e di una voce vernacolare e marginale, è l'essenza stessa del contributo di Mark Twain alla letteratura americana, ed è la lezione che raccoglie Woody Guthrie (…). Troviamo così in Mark Twain lo stile cumulativo, eroicomico, ritmico e iperbolico che è associato con l'affabulazione popolare della frontiera e che si arricchisce in Guthrie di esempi più recenti, come la prosa ritmica afroamericana del talking blues.” Ma ci sono numerose analogie anche con le road novel di Steinbeck, Roth, Faulkner, Kerouac e Salinger.
Il folk, deve moltissimo a questo artista. Bob Dylan andrà a trovarlo in ospedale, quando Guthrie si ammalerà: un amico gli aveva prestato Bound for Glory e Guthrie era diventato il suo modello. Conosce a memoria il suo repertorio. Lo imita nel modo di cantare e di vestire. Assorbe l’accento dell’Oklahoma. In poco tempo diviene un piccolo Woody Guthrie, proprio quando Woody Guthrie giaceva consumato dall’incurabile morbo di Huntington.

La vita stessa della famiglia Guthrie sembra “sembra inventata dal migliore Steinbeck, e invece è un graffito esemplare e vero, che racconta con spietata esattezza una certa America. Benestanti prima, poi rovinati, poi ripartiti da zero in un'altra città, poi dispersi per sempre, con la madre a morire in un ospedale psichiatrico e il padre rifugiato in un angolo di Texas, a contemplare i ruderi di una vita spesa a fare mille lavori diversi” ha scritto Alessandro Baricco. Woody Guthrie ben presto lascia la città natale, Okemah in Oklahoma ed inizia il suo vagabondaggio negli Stati Uniti. Sempre con la sua chitarra. Sulla cassa c’è scritto “questa macchina ammazza i fascisti”(This Machine Kills Fascists). Su e giù da un treno. Nelle piazze, tra i vagabondi, dove si può cantare, dove c’è un po’ di fortuna.

Contenuti

Questa terra è la mia terra; Soldati nella polvere; Scatole di tabacco; Non parliamone più; Il signor cicloide; Gli avventurieri del boom; Non c’è banda che può farci fuori; Estintori; Il treno ha fischiato; Un sacco di cianfrusaglie; Un ragazzo in cerca di qualcosa; Scacciaguai; Verso la California; La casa sulla collina; Il telegramma che non arrivò mai; Notte tempestosa; Extra selezionate; Incroci; Un treno che va verso la gloria

Il testo di This Land is Your Land

This land is your land this land is my land
From California to the New York Island,
From the Redwood forest, to the Gulf Stream waters,
This land was made for you and me.

As I went walking that ribbon of highway
And saw above me that endless skyway,
And saw below me that golden valley, I said:
This land was made for you and me

I roamed and rambled, and followed my footsteps
To the sparkling sands of her diamond deserts,
And all around me, a voice was sounding:
This land was made for you and me

Was a big high wall there that tried to stop me
A sign was painted said: Private Property.
But on the back side it didn't said nothing -
This land was made for you and me

When the sun come shining then I was strolling
In wheat fields waving, and dust clouds rolling;
The voice was chanting as the fog was lifting:
This land was made for you and me

One bright sunny morning by the shadow of the steaple
By the Relief office I saw my people -
As they stood hungry, I stood there wondering if
This land was made for you and me


La canzone fu scritta da Woody Guthrie 1940. Inizialmente era una risposta a God Bless America di Israel Isidore Baline meglio conosciuto come Irving Berlin. God Bless America fu trasmessa per la prima volta alla radio l’11 novembre del 1938, cantata da Katie Smith, quando la Seconda Guerra Mondiale era ormai alle porte. Questa canzone di pace è diventata una delle canzoni patriottiche più amate negli Stati Uniti, quasi un secondo inno nazionale. Guthrie considerava che la canzone non rispecchiasse la realtà, e scrisse così una versione differente in principio intitolata God Blessed America for Me. L’uso degli aggettivi possessivi mio/tuo, il verso sull’inutilità della “proprietà privata” rivela l’amore per la terra americana di Guthrie ma anche il suo comunismo. Di questo pezzo sono state realizzate molte cover.

Ascoltare Woody Guthrie:

American Folk Legend
This Machine Kills Fascists
Pastures of Plenty: Original Recordings 1940-1947
The Legendary
This Land Is Your Land
Talking Union
Hard Luck Blues
Dustbowl Ballads
Library of Congress Recordings
Columbia River Collection

Di Francesco Marchetti

Questa terra è la mia terra di Woody Guthrie
Titolo originale: Bound for Glory
Traduzione di Cristina Bertea
378 pag., Euro 16,00 - Marcos y Marcos (Gli alianti n. 47)
ISBN: 88-7168-199-1

Le prime righe

Soldati nella polvere

Vedevo uomini di tutte le razze sballottati da ogni parte nel vagone merci. Stavamo in piedi. O sdraiati. Buttati qui e là. Uno appiccicato all'altro, uno sopra l'altro. Sentivo l'odore acre e salato del sudore che mi inzuppava i calzoni e la camicia cachi, e i vestiti da lavoro, le tute, gli abiti sgualciti e sporchi degli altri. Sentivo la bocca impastata da una specie di polvere grigiastra, la stessa che copriva il pavimento, spessa un centimetro. Sembravamo una processione di cadaveri. Sfiniti dal caldo di settembre, stanchi, sudati, abbruttiti e imbestialiti. Chi blaterava, chi bestemmiava, chi dava i numeri. Alcuni erano in piedi avvolti da una nuvola di polvere, gesticolavano e urlavano. Altri erano troppo deboli, malati, affamati o sbronzi per riuscire a reggersi. Il treno era un diretto e aveva la precedenza, ma a noi era toccato un vagone scomodo, di quelli che i vagabondi chiamano "vagoni rompiculo". Mi ero sistemato in fondo, dove c'era più polvere ma meno caldo. Le ruote sferragliavano a novanta chilometri all'ora e tutto quello che riuscivo a sentire, in quel casino di voci imprecanti e deliranti, era il rombo del motore e il crepitio e lo scatto sotto i nostri corpi ogni volta che le ruote passavano sopra un giunto. Mi pare fossimo in dieci o quindici a cantare:
Thìs train don't carry gamblers, Liars, thieves and big-shot ramblers: Tbis train is bound for glory, This traini
«Di tutto il treno proprio l'unico porco vagone rompiculo ci doveva toccare!» sentenziò un ragazzo ben piantato che, a giudicare dal modo di esprimersi, doveva venire da una grande città. Mi ondeggia va accanto frugandosi nelle tasche della tuta alla ricerca del sacchetto di tabacco.
«Meglio che farsela a piedi!» Mi sistemai vicino a lui. «Ti scoccia se il manico della mia chitarra ti sta davanti al muso?»
«No. Basta che ci fai sentire qualcosa. Che razza di canzoni suoni? Li sai gli ultimi successi?»
«Grazie, ho appena fumato» risposi scuotendo la testa. «No, e sono convinto che la musica da jukebox non sia la più adatta per vincere una guerra».
«Roba da femminucce, eh?» Leccò il bordo della sigaretta. «O da checche».
«Sì, per dio». Imbracciai la chitarra. «Ci vuole qualcosa di più di quattro canzonette spiritose da rammolliti per vincere questa guerra! Ci vuole gente che lavora ! »
«Veramente non hai la faccia di uno che si sia mai spaccato la schiena a lavorare, ragazzo». Sbuffò il fumo dalle narici pestando con la scarpa il fiammifero nella polvere. «Che Cristo ne sai tu del lavoro?»
«Ma senti questo! Guarda amico che io lavoro quanto te e chiunque altro ! » e gli strofinai la punta delle dita sotto il naso. «Fattelo raccontare da questi calli!»
«E com'è che non ti sei arruolato?»
«Il medico non mi ha voluto. Sai, io e i dottori non ci vediamo di buon occhio».

© 2006, Marcos y Marcos


L’autore

Woody Guthrie (1912-1967), dimenticato per decenni forse a causa del suo spirito rivoluzionario, sempre fuori dal coro, è stato il più grande poeta e cantautore popolare americano.
Ben due generazioni di folksinger debbono qualcosa a quest'uomo leggendario, che con grande modestia scrisse di se stesso: "In fondo, sono come un fotografo senza macchina fotografica... perciò in realtà considero voi il poeta e voi il cantante, perché voi leggerete queste righe con una voce che ha più musica della mia". Negli ultimi anni, Guthrie è stato riscoperto grazie al tributo di alcuni fra i più importanti personaggi del mondo della musica, da Pete Seeger a Bob Dylan, da John Mellencamp a Bruce Springsteen a Billy Bragg.


31 marzo 2006