Maurizio Ferraris
Dove sei? Ontologia del telefonino

“Dunque, i telefonini c’erano già ai tempi di Kafka, e senz’altro esistevano prima del telefono fisso: erano lettere e prima ancora iscrizioni, magari tavolette di argilla o di cera.
…..
Ho solo descritto qualcosa che c’era da sempre, e che adesso è diventato solo più potente, come tutto, del resto, grazie al telefonino.”


È del novembre scorso un articolo di Gary Silverman, giornalista del Financial Times che prende in considerazione, per i pubblicitari, la difficoltà di operare sui giovani: “La generazione cresciuta con il telefonino, dice Silverman, è fatta di individualisti diffidenti e avidi di novità.”
Si legge ancora nell’articolo in questione un altro dato interessante, rilevato da uno studio condotto nell’anno 2005 e cioè “che i giovani tra i 15 e i 24 anni non usano quasi mai il telefono fisso.”

Ed è proprio a partire dal telefono fisso, l’avvio degli spunti di riflessione di questo interessante lavoro di Maurizio Ferrarsi “Dove sei? Ontologia del telefonino”, che è stato insignito del “Premio Filosofico Castiglioncello”, il 25 febbraio scorso.
La domanda che dà il titolo al libro è chiave di lettura fondamentale per iniziare ad approcciare a tutte quelle trasformazioni di relazioni, ancora non esattamente stimate, provocate da questo “oggetto sociale” quale è il telefonino, a partire per esempio proprio dal capovolgimento delle regole di conversazione.
I telefonini ce li siamo trovati in mano quasi senza volerlo, un fenomeno avvenuto quasi come una reazione a catena o come l’allargarsi di una grande macchia d’olio che lentamente e pacificamente ha invaso le nostre giornate ( 24 ore su 24 ormai!) senza per questo sentirci sconvolti o almeno sempre più aggrediti dalla concretezza che va assumendo la complessità della vita moderna

Con una serie di sintetiche ma puntuali considerazioni Maurizio Ferrarsi ci invita a cogliere la provocazione che contiene la storia della comunicazione. Attraverso un ideale percorso storico a partire dai Sumeri che nel 3500 a.C. avviarono i lori primi contatti con un nuovo tipo di scrittura / registrazione (fatta probabilmente più per tenere i conti o per non dimenticare semine e raccolti, che per una vera e propria comunicazione) vengono passati in rassegna tutti gli sviluppi verificatisi per arrivare sino ad oggi.
Ci accompagneranno in questa ricerca filosofi, storici, viaggiatori, scrittori, poeti.
Non mancheremo di incontrare Platone e Aristotele, Heidegger e McLuhan, Colombo ed i Faraoni, Kant, Manzoni e Proust, ovviamente Bill Gates ma anche Julia Roberts e perché no, anche Robinson Crosue, per poter riflettere su questo oggetto che può, a ragione, essere ritenuto un prolungamento della nostra mano.
Ed a questo proposito è interessante scoprire anche i nomi che il telefonino prende nelle diverse parti del mondo.

Di Iaia Balzani

Dove sei? Ontologia del telefonino di Maurizio Ferraris
294 pag., Euro 8,50 - Bompiani (Tascabili n. 315)
ISBN: 88-452-3446-0

Le prime righe

La domanda “dove sei?” coglie l’essenza della trasformazione indotta da questo strumento che non è semplicemente un fisso a cui abbiamo tolto il filo. Infatti, basta rifletterci un poco e si scopre che il telefonino serve per scrivere molto più che per parlare (si pensi all’esplosione degli sms); diventa una specie di computer (i due strumenti di fatto si sono già unificati: scrivi col telefonino, telefoni col computer); si trasforma addirittura in una carta di credito con cui pagare il conto al supermercato o fare un’offerta per le vittime dello Tsunami. A questo punto, chiedersi che cos’è un telefonino, che tipo di oggetto è (“ontologia” vuol dire questo), diventa filosoficamente interessante. Soprattutto per un motivo che argomenterò estesamente nella prima parte di questo libro: con il telefonino non assistiamo a un trionfo dell’oralità, bensì della scrittura e persino dell’ideogramma, ossia di quello scrivere che non ricopia la voce, ma disegna le cose e i pensieri. Il problema dell’iscrizione, e il suo ruolo nella costruzione della realtà sociale, viene in primo piano, piuttosto paradossalmente, proprio da un telefono, da una macchina per parlare a distanza, che però, come telefonino, sembra diventare un’altra cosa.

© 2006, Bompiani


L’autore

Maurizio Ferraris, insegna Filosofia teoretica nella Università di Torino, dove dirige il Centro Universitario di Ontologia Teoretica e Applicata (Ctao). Ha pubblicato una trentina di libri. Tra questi, Storia dell’ermeneutica, Nietzsche e la filosofia del Novecento, Mimica. Lutto e autobiografia da Agostino a Heidegger, Il mondo esterno, Goodbye Kant!.


24 marzo 2006