James Ellroy
Jungletownn jihad

“La mediazione. Mi fa sentire tenero. Me ne sto seduto senza muovere ciglio a fantasticare della mia vita. Non ho bisogno di farmi una donna per amarla”.

Tutt’altro che tenero è il nuovo romanzo di James Ellroy, insieme a Bukowski cantore riconosciuto della Los Angeles dei bassifondi, ma un romanzo che, sin dal titolo, “La guerra santa nella giungla della città”, promette ferro e fuoco. Potrebbe apparire come una provocazione, una crociata contro i musulmani visti i tempi, ma per l’autore si tratta soltanto di “una commedia che sfrutta lo spettro del terrorismo: Una satira delle tensioni etniche causate dalla psicosi dell’assedio”.
Perché l’America di Ellroy non è più quella minata dal terrorismo interno degli anni ’60 e ’70, ma una nazione dove “lo spettro del terrorismo”, come lo definisce lo scrittore americano, è una sorta di strategia impiegata dai politici tramite i media: un arma altrettanto letale della jihad.
Una nazione paranoica, sempre più in preda ad attacchi che non solo soltanto di panico.
Già dal titolo si intuisce come Ellroy voglia stemperare questa tensione: basti pensare ai nomignoli con cui sono chiamati islamici e afroamericani per comprendere come il libro abbia intenti più satirici che colpevolisti. Ad essere sotto accusa è invece il sistema e soprattutto una città, Los Angeles, che all’ombra di quell’associazione a delinquere di stampo immaginario chiamata Hollywood, vive una decadenza morale che non sembra avere limiti.
Sin dalle prime pagine seguiamo (dis)avventure di Rick Jenson, investigatore della squadra Casi Irrisolti di Los Angeles, muoversi sulle tracce di rapine sanguinarie che sembrano portare la firma di “cellule dormienti” del terrorismo islamico. In un labirinto di complotti eversivi, crimini a sfondo sessuale, snuff movies (film pornografici dove la morte dei protagonisti sul set è reale), come segugi rimaniamo ipnotizzati, pagina dopo pagina, sino al finale: il rischio che un attentato coinvolga la notte degli Oscar. Ellroy, grazie ad un umorismo nero e grottesco, imbastisce un libro che solo in apparenza ha le coordinate di una commedia umana. In realtà è un libro di denuncia, e anche piuttosto duro, nei confronti di una nazione come l’America che sembra, sin dalla propria nascita, aver bisogno di un nemico, reale o fittizio che sia, per nascondere il proprio lato oscuro.

Di Gian Paolo Serino

Jungletownn jihad di James Ellroy
Traduzione di C. Prosperi
127 pag., 13,00 euro – Edizioni Bompiani (Narratori Stranieri)
ISBN: 88-452-5576-X

Le prime righe

Il Paradiso è sempre persempre. Il tempo ti trincia ve ti spinge a sincopare a ritroso. Intervalli si intersecano. La shoah del saccheggio scabroso e sordide storie sei mesi a seguire.
Donna. Io. Zampetto al marzo ’05.
Di nuovo a districarsi tra delitti. Imprevisto in indagine incompiuta. Il mio desiderio. Le sue dilazioni. La foia di fondersi. Donna. Io. Terrore tossico. Babau tra i baobab. Riavvolgo la mia introspezione fino a questo:

Los Angeles Times,
1 Marzo 2005. “RAPINE TRAGICHE: INDAGINI AFFIDATE ALLA CASI IRRISOLTI” di Miles Corwin.
È attualmente la Squadra Casi Irrisolti della LAPD ad occuparsi delle indagini riguardanti tre efferati omicidi verificatisi durante rapine a mano armata ai danni di minimarket del Southside nella primavera del 2001. Il detective David Slatkin, responsabile della squadra, ha dichiarato al “Times” che una traccia recente potrebbe rivelarsi “piuttosto preziosa”.
Nel pomeriggio del 29 aprile 2001 due uomini entrano al Liquor Heaven all’angolo tra Normandie Avenue e Marther Luther King Boulevard a South-Central L.A. , rapinano il negozio ad armi spianate e feriscono mortalmente il proprietario Dong Quang Lem. Un commesso, che si era accucciato dietro il frigo del latte, descrive gli uomini come “giovani di aspetto arabo. Ha presente, tipo quelli che si vedono agitare i bastoni in Iraq”…

© 2006, Bompiani


L’autore

James Ellroy è nato a Los Angeles nel 1948. Da I miei luoghi oscuri, sua autobiografia, sappiamo che la madre è stata assassinata nel 1958 e che dopo alcuni anni di sua convivenza con il padre, iniziò un travagliato periodo dominato dalla droga, che ne minò anche le condizioni fisiche, e da piccoli furti. Iniziò poi la sua attività di scrittore e i suoi libri divennero molto rapidamente dei best-seller internazionali. In Café Letterario sono stati recensiti oltre a I miei luoghi oscuri: Corpi da reato, Sei pezzi da mille, Scasso con stupro, Destination: Morgue


17 marzo 2006