Thomas Hardy
Una romantica avventura

“Margery, fra cinque minuti possiamo essere a bordo, e fra mezz’ora far vela lontano lontano. Volete venire?”
“Non posso decidere” disse Margery con voce sommessa.
“Perché mai?”
“Perché…”
Poi, ad un tratto, Margery parve scorgere tutte le possibilità: diventò bianca come cera, e negli occhi le venne un’espressione stralunata. Congiungendo le mani, si appoggiò al barone.


È un’opera giovanile, Una romantica avventura, romanzo breve datato 1883 dello scrittore inglese Thomas Hardy. Scritto dopo Via dalla pazza folla che è del 1874, ma prima de Il sindaco di Casterbridge (1886) e delle opere più mature e famose, Tess dei d’Ubervilles (1891) e Giuda l’oscuro (1896). La collocazione temporale è importante perché in qualche modo Una romantica avventura anticipa alcuni temi dei romanzi seguenti, è ambientato negli stessi luoghi e tuttavia manca del cupo pessimismo e non finisce drammaticamente come Tess o Giuda l’oscuro.
Il titolo originale è The Romantic Adventures of a Milkmaid e Margery, la piccola lattaia protagonista, sembra la sorellina minore di Tess: anche Tess ha fatto la lattaia, oltre a lavorare nei campi, di Tess ha la bellezza fresca e sana di chi vive all’aria aperta, e anche l’ingenuità e il romanticismo.
Il caso entra nella vita di Margery, come in quella di Tess, ma Margery è più fortunata, quasi che la sua stessa innocenza le serva di difesa. C’è sempre un incontro casuale in un’avventura romantica, la prosaicità è il ragazzo che lavora alla fornace e che è il quasi fidanzato di Margery, il sogno è il tenebroso e malinconico barone dal nome straniero in cui si imbatte Margery una mattina, impedendogli di compiere un atto fatale. Lui gliene è grato e, come nelle fiabe, le chiede di esprimere un desiderio per ricompensarla. E Margery desidera andare ad un ballo.
Margery diventa Cenerentola che va al ballo, fidandosi dello sconosciuto, incurante del fatto che lui la porti così lontano, eccitata dalla novità, leggermente timorosa di non essere all’altezza della situazione. Ancora come in una favola entra nel grande albero cavo, indossa lo splendido abito che lui ha preparato, compreso di scarpine e ventaglio. Balla tutta la notte, Margery, per rientrare a casa quando spunta l’alba, innamorata dell’amore, dello sconosciuto che le ha aperto le porte di un mondo scintillante.
La storia prosegue con la lievità di un minuetto, con Margery che si avvicina al bravo giovane che la ama e vuole sposarla e poi lo allontana, perché la sua testa è piena del luccichio della festa, segue il richiamo del misterioso barone che la porta fino alla costa, dove una nave sta per salpare. E’ questione di minuti: che cosa deciderà la piccola lattaia? Che cosa deciderà per lei lo scrittore che tiene tra le mani il suo destino? Ma abbiamo detto che è un’opera giovanile e tutto è bene quel che finisce bene.
Il Devon che Hardy ha trasformato nel paese ideale dei suoi romanzi, chiamandolo con il vecchio nome sassone di Wessex, è lo sfondo di questa storia, come delle altre- con i suoi declivi dolci, i pascoli e i sentieri bordati dalle siepi, la bruma serale che ottunde i sensi, di Margery come di Tess, durante un incontro che può essere decisivo per le loro vite. E chissà che non abbiano entrambe dei rimpianti, per dei motivi opposti.

Di Marilia Piccone

Una romantica avventura di Thomas Hardy
Titolo originale: The Romantic Adventures of a Milkmaid
160 pag., Euro 9,00 - Sellerio di Giorgianni (La memoria n. 659)
ISBN 88-389-2070-2

Le prime righe

Secondo la testimonianza dell’agrimensore, che è la mia fonte per i particolari di questa storia - un gentiluomo le cui labbra lievemente incurvate esprimono humour - la scena che mi appresto a narrare si svolse verso le cinque e mezzo di un mattino di maggio intorno alle 18,40. Sulla valle, dell'Exe si stendeva una densa nebbia bianca che terminava ai due lati contro le colline. Ma, benché da una certa altezza nulla si potesse scorgere nella valle, suoni di natura diversa indicavano con sufficiente chiarezza che laggiù ferveva una vita attiva e il fatto che la si udisse, mentre era assente alla vista, produceva una singolare impressione su chi si trovava sopra il livello della nebbia. La natura aveva posto una mano bianca sopra le creature nascoste nella valle, così come si coprirebbe con la mano un nido di passeri pigolanti.
I rumori che salivano attraverso il pallido lenzuolo erano muggiti confusi, misti a voci umane dai toni acuti e bassi, e l'abbaiare di un cane. Essi, seguiti dallo sbatacchiare di un portone, informavano ogni abitante del distretto, con la stessa certezza della vista, che il garzone del lattaio Tucker stava conducendo le mucche dai prati nelle stalle, Quando ai clamori dell'uomo e delle bestie si aggiunse una voce più aspra, chiunque avrebbe capito che incontro alle mucche era uscito il fattore in persona, secchio in mano e grembiule bianco davanti; quando infine il coro si completò con alcune voci femminili, nessuno avrebbe dubitato che le mucche erano ormai nelle stalle e si cominciava il solito lavoro.
Seguì un silenzio, e nell'atmosfera stagnante si poté udire il mormorio del latte che zampillava nei secchi, insieme con le frasi scambiate a tratti fra le mungitrici e gli uomini.
- Non rimanere a lungo in giro, Margery. Puoi benissimo essere di ritorno per l'ora della scrematura.
Questo appunto fu proferito dalla voce aspra di Tucker. Il portone della fattoria fu sbatacchiato di nuovo, e in capo a due, tre minuti qualcosa diventò visibile da quella parte, emergendo dalla nebbia.
La figura sì rivelò come quella di una donna che aveva l'andatura giovanile ed agile. Poi apparvero i colorì ed altri particolari del suo vestito: una gonna di cotone rosa chiaro, poiché l'inverno era ormai passato; uno scialletto di lana a scacchi, perché l'estate non era ancora giunta; un fazzoletto bianco annodato sopra la pettinatura, perché si era di buon mattino e con un tempo nebbioso ed umido; un cappello di paglia con nastri che spuntava di sotto al fazzoletto, perché probabilmente sarebbe venuto fuori un bel sole di maggio.

© 2006, Sellerio


L’autore

Thomas Hardy (1840-1928) è autore, fra l'altro, di Via dalla pazza folla, Il sindaco di Casterbridge, Giuda l'oscuro, Tess dei D'Ubervilles, La brughiera, Piccole ironie della vita


10 marzo 2006