Collettivo Matuta
E dunque che fare? Cambia il tuo stile di vita e salverai il pianeta

“Dobbiamo renderci conto che siamo ormai sul crinale, in un momento di una portata storica incredibile. O cambiamo o moriremo tutti. E per cambiare dobbiamo riportare davvero l’etica, la morale nel contesto economico, ma anche nel contesto, direi, di tutti i nostri rapporti. O facciamo un salto di qualità, e nasce l’uomo nuovo, o non ci sarà più umanità. Ecco la sfida.”

Il Millennium ecosystem, documento prodotto recentemente dall’Onu, mette in guardia il mondo occidentale: abbiamo cinquant’anni di tempo per cambiare, se il 20% dell’umanità che consuma l’82% delle risorse di questo mondo, non muta stile di vita e sistema economico, non ci sarà possibilità di sopravvivere per le future generazioni.
Quindi neppure l’egoismo serve più, neppure l’ignorare che cinque miliardi di uomini sopravvivono (quando è loro possibile) con le briciole di quello che il mondo ricco consuma, salvaguarda il nostro benessere, il nostro consumismo, la nostra vita senza etica e rigore.
Il volume di cui si sta parlando (frutto del lavoro di una cooperativa di donne che si occupa da tempo di economia, ecologia ed etica), si apre con una sezione dedicata all’esame, rapido e chiaro, di alcuni problemi dell’economia moderna collegati con l’etica, partendo da uno spunto suggerito da un profetico autore dell’Ottocento, Lev Tolstoj: “Noi viviamo una vita folle, contraria ai più semplici ed elementari dettami del buon senso, per salvarci dall’orrore nel quale viviamo […] dobbiamo rientrare in noi stessi e risvegliare in noi quel senso e impegno morale che è proprio degli esseri ragionevoli”. Seguono alcuni approfondimenti su temi specifici: capitalismo classico e moderno, fordismo e post fordismo, liberalismo e neoliberismo, globalizzazione, finanza e debito, tasse, lavoro, consumismo…
Il concetto fondamentale di cui le autrici vorrebbero ci fosse consapevolezza nel ricco e distratto mondo occidentale è questo: una crescita materiale infinita non può avere luogo in un pianeta finito, “non è compatibile con la vita”.
Analizzate le varie soluzioni che il pensiero economico ha adottato per tale problema, e che si sono tutte dimostrate fallimentari, vengono proposti invece dei possibili, fattibili e inediti sbocchi che potrebbero permettere di ritrovare l’equilibrio perso. Bisogna prima di tutto “modificare il pensiero”, praticare un nuovo stile di vita e fare “proseliti”. Le Chiese e la sinistra devono collaborare, le donne saranno il perno del cambiamento: devono prenderne coscienza. Il messaggio è semplice, apparentemente quasi troppo facile, in realtà richiede una vera e profonda rivoluzione del pensiero e del costume.
Così piccoli gesti quotidiani, quando diventassero di tutti o almeno di tanti, possono compiere un vero rivolgimento strutturale e probabilmente salvare il pianeta. Almeno, dicono le autrici, si può salvaguardare se stessi dall’essere complici, si può almeno salvare se stessi dal cinico consumismo che devasta ambiente e coscienze.

Di Grazia Casagrande

E dunque che fare? Cambia il tuo stile di vita e salverai il pianeta del Collettivo Matuta, prefazione di Alex Zanotelli
170 pag., Euro 11,00 - Paoline Editoriale Libri (Persona e società n. 22)
ISBN: 88-315-3007-0

Le prime righe

INTRODUZIONE E DEFINIZIONI

Le folle lo interrogavano dicendo: «Dunque
che dobbiamo fare? ». Rispondeva: «Chi ha due
tuniche ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da
mangiare faccia altrettanto»
(Le 3,10-11).

È stato osservato che viviamo in un'epoca di « confusione teorica e morale (...) stentiamo a trovare i parametri per giudicare la realtà in cui viviamo »: e anche che «i problemi più diventano planetari più diventano impensati »2.
Tutto questo per evidenti motivi: la congerie e complessità dei dati, la novità rispetto al passato, la rapidità del mutamento, nonché la sofisticata abilità d'inganno dei vari poteri interessati.
Ma si aggiunge una causa più profonda di disorientamento. Scriveva Tolstoj un secolo fa, ma sembra scritto oggi: « Noi viviamo una vita folle, contraria ai più semplici ed elementari dettami del buon senso, per salvarci dall'orrore nel quale viviamo (...) dobbiamo rientrare in noi stessi e risvegliare in noi quel senso e impegno morale che è proprio degli esseri ragionevoli »3.
E dunque è proprio l'attuale rimozione del senso morale che ci impedisce sia di capire quello che ci sta accadendo, sia di trovare rimedi. Stando così le cose, tenteremo qui di esaminare nella maniera più semplice, breve e chiara possibile i problemi e i fatti dell'economia moderna, di collegarli all'etica e proporre piste per il cambiamento.
Tentativo non facile, data la complessità della materia e che potrà apparire approssimato agli addetti ai lavori, ma forse riuscirà utile alla gente che ha bisogno di capirci di più per prendere decisioni nella vita di ogni giorno, in mezzo a enormi difficoltà sia concettuali che pratiche.
Gli autori di cui riportiamo in sintesi il pensiero o da cui partiamo per ulteriori riflessioni sono naturalmente soprattutto quelli «alternativi», critici dell'attuale sistema, come Ernst Fritz Schumacher di Piccolo è bello, che dopo la sua morte, avvenuta nel 1978, è stato troppo dimenticato, Carlo Napoleoni, Serge Latouche, Viviane Forrester e altri; più gli autori classici: Ruskin, Tolstoj, Gandhi, Simone Weil.
Il titolo stesso è preso da un libro di Tolstoj: Tak _to _e nam delat’? (1882-1884), che contiene una serie di riflessioni sulla povertà e sul denaro, suggeritegli dal suo primo traumatico impatto con la miseria dei quartieri degradati di Mosca. Così scriveva Tolstoj: « E dunque, che fare? Che dobbiamo fare? Questa domanda che racchiude in sé sia il riconoscimento che la nostra vita è malvagia e sbagliata, sia quasi una scusa per l'impossibilità di cambiare tale stato di cose, questa domanda continuo a sentirla da tutte le parti e per questo l'ho scelta come titolo del mio scritto »4.

1 L. Barca, Da Smith con simpatìa, Editori Riuniti, Roma 1997, p. 35.
2 E. Morin - B. Kern, Terre-Patrie, Seuil, Paris 1993, p. 166.
3 L. Tolstoj, Sulla follia, II Rosone, Foggia 2003, p. 42.
4 L. Tolstoj, Che fare?, Mazzetta, Milano 1979, p. 265. Altri volumi italiani di Tolstoj sull'argomento sono: Tolstoj verde, Manca, Genova 1990 (che contiene, oltre a un'altra redazione di Che fare?, Il grande peccato, contro la proprietà fondiaria, II lavoro per il pane, sul lavoro manuale) ; La vera vita. Il denaro, Manca, Genova 1991.

© 2006, FIGLIE DI SAN PAOLO


Gli autori

Il collettivo MATUTA - nome dell'antica dea italica dell'aurora - si propone di contribuire alla diffusione di una cultura a favore della vita (umana, animale e vegetale), servendosi anche delle specifiche qualità femminili di intuizione, senso pratico e cura. Hanno lavorato a questo volume: Marinella Correggia, giornalista e scrittrice ecologista; Maria Gloria Gazzeri, del gruppo Amici di Tolstoj per una educazione alla pace; Monica Onnis, traduttrice e mediatrice interculturale; Martina Pignatti-Morano, economista gandhiana.


10 marzo 2006