P. D. James
Brividi di morte per l’ispettore Dalgliesh

“Così non rimaneva che la paternità. Non impegnarsi in questo tributo universale all’ottimismo umano era, per un romanziere, lasciare una lacuna di esperienza che poteva limitare le possibilità del suo talento.”

L’ottantaseienne P. D. James è senza alcun dubbio la più nota autrice vivente di romanzi gialli.
Trent’anni di attività nel British Civil Service, pari del Regno Unito per meriti letterari, esordì a 42 anni con Copritele il volto, il romanzo che vide la nascita dell’ispettore Adam Dalgliesh, protagonista di tante successive detective stories e anche di quest’ultima recente avventura.
Ecco così l’uscita in Italia di Brividi di morte per l’ispettore Dalgliesh, essere salutata con entusiasmo dagli innumerevoli ammiratori della scrittrice inglese.
Ed ecco in breve la trama. Un luogo esclusivo, Combe Island, destinato al riposo di uomini importanti è sconvolto da un delitto: il celebre scrittore Nathan Oliver è trovato impiccato nella torre dell’antico faro abbandonato. Le indagini su quella morte vengono affidate all’ispettore Dalgliesh. Il “set” del romanzo alterna Combe Island a Londra, dalla pace spezzata dell’isola alla frenetica vita metropolitana interrotta però da pause amorose o conviviali.
Nathan Oliver, l’illustre morto, è presentato come un freddo uomo abitudinario, professionalmente serio, inferocito per delle analisi che avrebbe voluto fare ma di cui non avrebbe potuto avere mai i risultati per colpa di un incidente sfortunato. L’incidente viene giudicato imperdonabile e la responsabilità della Fondazione sostenuta dallo scrittore molto grave, tanto da minacciare di togliere a quell’Istituto il proprio sostegno economico.
Ma un’altra frattura si è compiuta, quella con la figlia di cui scopre l’amore e l’intenzione di sposare, Tennis Tremlett, suo segretario ed editor, che decide immediatamente di licenziare e di costringere ad allontanarsi dall’isola.
Inoltre l’ultimo romanzo di Oliver, ancora in cantiere e prossimo alla pubblicazione, è un forte attacco a chi sperimenta sugli animali cure e medicinali, un regalo al mondo animalista di certo non ben accetto dalle potenti aziende farmaceutiche.
Anche il progetto di rimanere a vivere definitivamente a Combe Island pesta i piedi a molte persone così come è fonte di perplessità l’improvvisa decisione di partire il pomeriggio successivo, contraddizioni e inimicizie che creano incertezze negli investigatori…
Insomma erano in tanti a desiderare la morte dello scrittore: ma c’era un vero colpevole? quello avvenuto era un suicidio o un omicidio? La prima certezza è questa: si tratta di un delitto molto ben congeniato, che dimostra odio profondo e acume spietato da parte dell’assassino.
Il caso è complesso, il morto famoso e l’ispettore Dalgliesh giunge sull’isola proprio per sciogliere l’enigma.
Interrogatori stringenti, riflessioni e conversazioni sul caso riempiono più di metà romanzo e il gioco della scrittrice è proprio quello di coinvolgere la curiosità e l’intelligenza del lettore che si sperimenta nello scioglimento di un intrigo che presenta sempre degli imprevedibili colpi di scena.
Altre morti misteriose, altre tracce inducono l’ispettore e i suoi colleghi a stringere i tempi delle indagini che rivelano un buco nero, un oscuro passato che, senza pietà, diventa causa e artefice del male di oggi.

Di Grazia Casagrande

Brividi di morte per l'ispettore Dalgliesh di P. D. James
Titolo originale: The Lighthouse
Traduzione di Grazia Maria Griffini
428 pag., Euro 18,60 - Mondadori (Omnibus)
ISBN: 88-04-55096-1

Le prime righe

L'ispettore capo Adam Dalgliesh era abituato a vedersi convocare urgentemente a riunioni non programmate con persone non specificate e in momenti poco opportuni, e di norma lo scopo di tali riunioni era sempre lo stesso: avrebbe potuto scommettere che in qualche posto giaceva un cadavere in attesa che lui se ne occupasse. Seguivano altre convocazioni urgenti, altre riunioni, qualche volta ad altissimo livello. Dalgliesh, in qualità di assistente del capo della polizia distrettuale, aveva così tanti incarichi, nel tempo cresciuti di numero e d'importanza, che la maggior parte dei suoi colleghi aveva rinunciato a tentare di definirli. Ma questa riunione, convocata nell'ufficio del vicecapo Harkness al settimo piano di New Scotland Yard, alle dieci e cinquantacinque del mattino di sabato 23 ottobre, fin dal primo momento in cui era entrato nella stanza gli aveva dato l'inequivocabile presentimento del delitto. E la sua sensazione non aveva niente a che vedere con la gravità e la tensione che si potevano leggere sulle facce voltate verso di lui; una débâcle ministeriale avrebbe provocato maggiore preoccupazione. Si trattava piuttosto del fatto che una morte non naturale provocava sempre un particolare senso di disagio, la fastidiosa percezione che alcune cose potessero comunque sfuggire al controllo della burocrazia.
C'erano soltanto tre uomini ad aspettarlo e Dalgliesh rimase sorpreso di vedere Alexander Conistone, del ministero degli Esteri e del Commonwealth. Gli era simpatico, uno dei pochi personaggi stravaganti che ancora rimanessero in un'istituzione sempre più conformista e politicizzata. Conistone si era fatto una reputazione per il modo in cui sapeva affrontare e gestire una crisi. La sua abilità era in parte fondata sul convincimento che non esistesse emergenza non riconducibile a precedenti storici o a precisi regolamenti settoriali; ma nel caso in cui tali criteri di uniformazione a norme ben definite fallissero, poteva rivelare un estro tanto bislacco quanto pericoloso per iniziative cervellotiche le quali, secondo ogni logica burocratica, promettevano di concludersi in un disastro che invece non si verificava mai. Dalgliesh, che aveva una certa dimestichezza a muoversi attraverso i labirinti della burocrazia di Westminster, aveva già da tempo deciso che questa dicotomia di carattere fosse ereditaria. La famiglia Conistone annoverava generazioni di soldati. I campi, lontani dalla patria, del passato imperialista anglosassone erano stati fertilizzati dai corpi di caduti mai più commemorati, vittime della gestione di crisi precedenti da parte dei Conistone. Perfino l'aspetto fisico di quell'uomo rispecchiava una curiosa ambiguità. Unico fra i suoi colleghi a vestirsi con l'accurata uniformità dell'abito gessato da funzionario statale degli anni Trenta, con la faccia ossuta, i lineamenti forti, le guance segnate dai capillari e i capelli dall'indomita resilienza della paglia, quell'uomo poteva essere facilmente scambiato per un contadino.
Era seduto vicino a Dalgliesh di fronte a una delle grandi finestre. Dopo avere fatto passare i primi dieci minuti della riunione in un'insolita economia di parole, adesso, la sedia in equilibrio instabile leggermente inclinata all'indietro, contemplava con aria compiaciuta il panorama di torri e guglie illuminate dalla luce transitoria di un sole mattutino del tutto fuori stagione. Dei quattro uomini che si trovavano nella stanza - Conistone, Adam Dalgliesh, il vicecapo Harkness e un ragazzo con la faccia del novellino, arrivato dall'Mis e presentato come Colin Reeves -, Conistone, il più interessato alla questione che si stava discutendo, fino a quel momento aveva parlato meno degli altri mentre Reeves, tutto preso dallo sforzo di ricordare ciò che veniva detto senza ricorrere all'umiliante espediente di prendere appunti, non aveva ancora aperto bocca.

© 2006, Arnoldo Mondadori Editore


L’autrice

P.D. James, nata nel 1920 a Oxford, insignita del titolo di baronetto per i suoi meriti di scrittrice ed eletta alla Camera dei Lord, è considerata la più grande autrice vivente di detective fiction. Per trent'anni ha lavorato in vari settori del British Civil Service, tra cui il dipartimento di polizia e diritto penale del ministero dell'Interno. E stata commissario per la BBC e influente membro del British Council. Tra i suoi libri ricordiamo: Copritele il volto, Un lavoro inadatto a una donna, Un gusto per la morte, Una notte di luna per l'ispettore Dalgliesh, Un indizio per Cordella Gray, Sangue innocente, I figli degli uomini, Morte sul fiume, Una certa giustizia, Il tempo dell'onestà, Morte in seminario e La stanza dei delitti.


3 marzo 2006