Jeffery Deaver
Sotto terra

“I segnali stradali gli mandavano messaggi. Vide un cartello giallo che indicava una curva pericolosa e pensò al legame chimico sigma. La sua mente sprofondò in pensieri sulla condivisione degli elettroni e sulla loro diseguale distribuzione di carica in una molecola di cloruro-bromuro”.

Un intreccio narrativo impeccabile e una storia che regala più di un’emozione: potrebbe sembrare il trailer di un film o la pubblicità di un whisky doppio malto, ma è la sensazione che si ha leggendo questo “nuovo” romanzo di Deaver. In realtà è il primo scritto dall’autore americano, l’uscita negli States è del 1992 ma la scrittura è tutt’altro che datata. Anche per i pochi che non amano Jeffrey Deaver (pochi visti i milioni di copie che vende in tutto il mondo) questo Sotto terra appare quasi come una rivelazione. L’autore de Il collezionista di ossa, dal quale è poi stato tratto l’omonimo film di cassetta con protagonisti Denzel Washington e Angelina Jolie, riesce ad incastrare il lettore sin dalle prime pagine. La storia è quella di John Pellam, promettente sceneggiatore a Hollywood ma cacciato perché più brillo che brillante. Ed è così che dagli sfarzi dello star system si ritrova a girovagare gli States per fare il “location scout”: il suo compito è trovare luoghi ideali per la realizzazione di nuovi film. Un incarico dai risvolti interessanti: in America ognuno è disposto al suo 15 d’ora di gloria e proprio per questo il protagonista è accolto ovunque come una star. Ovunque: ma non a Cleary, un’anonima cittadina nello Stato di New York, dove la sua presenza sembra essere addirittura ingombrante. Avvertimenti, piccoli incidenti e poi addirittura un’accusa di omicidio lo inchiodano ad un incubo dai risvolti alla Hitchcock.
Riuscirà Pellam a dimostrare la propria innocenza? Al lettore la risposta, ma soprattutto il consiglio di leggere questo romanzo perché è di gran lunga tra i migliori di Deaver. Il primo di una trilogia che avrà come protagonista proprio John Pellam.

Di Gian Paolo Serino

Sotto terra di Jeffery Deaver
Titolo originale: Shallow Graves – A Location Scout Mystery
Traduzione di Cristiana Astori
359 pag., Euro 12,00 - Sonzogno (Bestseller)
ISBN: 88-454-1310-1

Le prime righe

"Tempo fa mi hanno raccontato un aneddoto su di te", disse Marty, "e non sapevo se crederci."
Pellam non lo guardò neppure. Stava tornando in città al volante del Winnebago Chieftain 43. Avevano appena scovato una vecchia casa colonica a un chilometro e mezzo di distanza e offerto al proprietario esterrefatto milletrecento dollari per girare due scene nella sua veranda, a patto di poter sostituire per un paio di giorni, nel vialetto d'ingresso, la sua Nissan arancio arrugginita con una mietitrebbiatrice. Per tutti quei soldi il contadino si era anche detto disposto a mangiarsela la macchina, se solo fosse stato quello che loro volevano.
Pellam gli aveva risposto che non ce n'era bisogno.
"Facevi lo stuntman?" domandò Marty. Parlava a voce alta, con l'accento del Midwest.
"Qualche volta. Per un anno o giù di lì."
"E il film che hai fatto?"
"Uh."
Pellam si tolse gli occhiali dalla montatura nera anni Cinquanta stile Hugh Hefner. Quella giornata d'autunno era iniziata con un ciclo blu luminoso e glaciale. Circa mezz'ora prima si era fatto buio e ora il primo pomeriggio sembrava un tramonto d'inverno.
"Era un film di Spielberg", disse Marty.
"Non ho mai lavorato per Spielberg."
Marty riflette. "No? Be', ho sentito dire che era un suo film. Comunque, c'era una scena in cui un tipo, sai, la star, doveva attraversare in moto un ponte mentre delle bombe o qualcosa del genere gli scoppiavano alle spalle, e lui correva come un figlio di puttana fregandosene delle esplosioni. Poi una bomba gli esplode proprio sotto i piedi e lui vola in aria mentre il ponte crolla, okay? Loro pensavano di utilizzare un manichino perché lo stunt supervi-sor non voleva che nessuno dei suoi ragazzi si mettesse in pericolo, ma tu sei saltato sulla moto, gli hai detto di cominciare a girare e l'hai fatto."
"Ah-ah."
Marty fissò Pellam, in attesa. Poi rise. "Che cosa vuoi dire ah-ah? Che l'hai fatto davvero?"
"Sì, me lo ricordo."
Marty guardò fuori dal finestrino, gli occhi puntati sul ciclo. Vide uno stormo di uccelli, macchioline in lontananza. "Se lo ricorda." Si voltò nuovamente verso Pellam. "Avevo anche sentito che mentre il ponte crollava non è che saltavi e basta, dovevi pure restare appeso a un cavo."
"Ah-ah."
Marty attese di nuovo. Non era divertente raccontare storie di guerra a qualcuno che avrebbe dovuto raccontarle a te. "Be'?"
"E andata più o meno così."
"Non avevi paura?"
"Sì."
"Perché l'hai fatto?"
Pellam abbassò la mano e afferrò una bottiglia di Molson incastrata tra i vecchi guanti da baseball marroni. Lanciò uno sguardo alla campagna circostante densa di nubi giallo rosse, alla ricerca di eventuali poliziotti dello Stato di New York, poi vuotò la bottiglia in pochi sorsi. "Non lo so. A quei tempi facevo cose pazze. Da imbecille. Il regista della seconda unità mi ha cacciato via. "
"Hanno tenuto il girato?"
"Per forza. Avevano finito i ponti."
Pellam premette a tavoletta il pedale dell'acceleratore, che ormai arrancava, per superare un tratto in salita. Il veicolo non rispose bene. Si sentì il vecchio motore perdere colpi mentre si sforzava di spingere il pesante camper sulla collina.

© 2006, RCS Libri


L’autore

Jeffery Deaver, ex avvocato, vive tra la California e la Virginia. Più volte finalista all'Edgar Award, vincitore di tre Ellery Queen Readers' Award, ha conosciuto il successo internazionale con Il collezionista di ossa, la prima indagine di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs - da cui è stato tratto il film omonimo - seguita poi da Lo scheletro che balla, La sedia vuota, La scimmia di pietra, L'uomo scomparso e La dodicesima carta. È autore anche di Pietà per gli insonni, II silenzio dei rapiti, La lacrima del diavolo, Profondo blu, della raccolta di racconti Spirali e del thriller storico II giardino delle belve (lan Fleming Steel Dagger Award 2004). Ha inoltre curato Suspense, antologia dei migliori autori di thriller di tutti i tempi.


17 febbraio 2006