Alessandro Cervi
Al-Jazeera e la rivoluzione dei media arabi

“Il termine Medio Oriente fu introdotto nell’uso comune nel 1902, da parte di un americano esperto di storia navale, per indicare la regione , compresa tra la penisola arabica e l’India, che ha per centro, dal punto di vista della strategia navale, il Golfo Persico.”

Senza dubbio l’età di uno scrittore conta molto rispetto alla ricerca relativa al tema del lavoro che si ha in mente di intraprendere.
È il caso di Alessandro Cervi (classe 1978,dottorando nell’Università IULM di Milano) alla sua prima esperienza letteraria dedicata al fenomeno che ha destato certamente più stupore in questi ultimi anni, appunto la rivoluzione dei media arabi.
Curiosità, passione e rigore scientifico sono i tre elementi fondamentali che hanno portato questo giovane autore a realizzare un lavoro di non poca complessità, in modo sintetico ed estremamente fruibile sia per addetti ai lavori che per i lettori in generale.
Dieci anni fa, la guerra del Golfo aveva come principale fonte di notizie l’emittente americana CNN mentre per quanto riguarda il panorama geo-politico odierno, con tutte le tensioni che lo stesso comporta, è impossibile non tener conto della attività dell’emittente Al-Jazeera (la penisola, in arabo).
Ma quali sono le origini di questa nuova presenza mediatica, che vede la sua nascita nel 1996? Quale il suo cammino per ottenere la posizione che occupa attualmente? Quali i criteri nell’elaborazione del suo palinsesto? Queste sono solo alcune piste seguite da Alessandro Cervi nel proporci l’iter seguito da Al-Jazeera per la conquista di un primato fra i media mondiali
Ma ancora, vedremo analizzati il problema della libertà di questo mezzo, le varie opinioni che si sono succedute e che continuano a susseguirsi sulle sue dirette, sui servizi, sui talk- show proposti e non manca ovviamente l’aspetto della riflessione sul rapporto complesso e contraddittorio che si è aperto nel confronto con l’occidente.
Molto interessanti anche le notizie e i dati che riguardano la diffusione di televisori e personal computer nel mondo arabo, la tiratura e la distribuzioni di quotidiani dall’Algeria, all’Egitto, agli Emirati Arabi piuttosto che in Giordania o in Iraq o in Kuwait.
Senz’altro “la capacità di entrare in questo mondo, svelarne i segreti e i retroscena ha dato alla ricerca di Alessandro Cervi il pregio di essere ‘pilota’ e, non foss’altro, solo per questo meritevole di apprezzamento” come dice Gianni Pugliesi nella sua prefazione al volume.

Di Iaia Barzani

Al-Jazeera e la rivoluzione dei media arabi di Alessandro Cervi
136 pag., Euro 14,00 - Sellerio di Giorgianni (Le parole e le cose)
ISBN 88-389-2050-8

Le prime righe

La comunicazione è diventata oggi non solo il mezzo per l’informazione capillare, ma anche il fine strategico di progetti politico-culturali o politico-ideologici.

È interessante scandagliare nel frastagliato sistema di potere arabo l’intreccio tra il mondo e la rete dei poteri religiosi, politici e internazionali che si affastellano nella pur piccola penisola araba. Solo dieci anni, quelli che hanno separato la prima dalla seconda Guerra del Golfo, hanno separato il tempo della rivoluzione mediatica tra monopoli e oligopoli: dalla stagione della CNN americana, unica ed esclusiva fonte di “verità” nel primo conflitto, alla galassia delle reti televisive del secondo, con in testa Al-Jazeera.

La forza dell’immagine televisiva o di quella on-line ha finito con il prevalere sia sulle logiche belliche, che su quelle diplomatiche. Oggi è impossibile capire, ma soprattutto operare in terre medio-orientali senza avere rapporti e conoscenza del sistema dell’informazione mediatica. Non credo sia in dubbio come la rapida conclusione della prima Guerra del Golfo sia stata legata anche alla capacità e al ruolo della CNN di orientare opinioni e visioni politico-strategiche in un mondo attonito per la fulmineità dell’evento bellico.

© 2005, Sellerio


L’autore

Alessandro Cervi (1978) è dottorando all’università IULM di Milano, dove segue un progetto di ricerca che si propone di analizzare l’influenza dei mass media sulle identità culturali arabe.


17 febbraio 2006