Mary Frances Kennedy Fisheri
Biografia sentimentale dell’ostrica

"Le ostriche costituiscono un cibo del tutto insoddisfacente per il lavoratore, ma sono perfette per il sedentario, come una cena prima di una bella dormita’, scriveva nel 1870 un certo A.J. Bellows, traducendo così nello spirito della lotta di classe ottocentesca, la secolare idea dell’ostrica quale prelibatezza per sfaccendati, leccornia per palati resi sobri dal rango e dalla fortuna."

Ma le ostriche, hanno un’anima? È la domanda che sorge spontanea man mano che si prosegue nella lettura di questo piccolo libro Biografia sentimentale dell’ostrica firmato nel lontano 1941, dalla Kennedy Fisher, e ripubblicato oggi dalla Neri Pozza.
L’immaginario collettivo attorno a questo delicato mollusco, possiamo senz’altro dire che si lega in particolare a tre stereotipi o luoghi comuni e cioè:
- raffinati fuori pasto a base di ostriche e champagne
- i più fortunati, nell’aprire le solide valve, ci trovano dentro una meravigliosa perla
- poteri afrodisiaci di questo tenero bocconcino.
Ma, grazie all’autrice di questo agile “divertissement” , veniamo a conoscenza di tanti altri aspetti della vita, delle abitudini, e dell’utilizzo di questa “vischiosa ed elegante “ creatura.
La sua è una vita non certo facile nelle sua quattro fasi di: nascere, vivere, sopravvivere e morire; occorrono diverse condizioni al contorno rispetto a tutto ciò anche se, le ostriche si differenziamo per Carattere e… Sensibilità, a seconda del luogo d’origine. Infatti le ostriche della costa atlantica americana, per esempio, sono più audaci e indipendenti fin dalla nascita rispetto alle cugine del Pacifico che se ne stanno protette nella conchiglia della mamma per alcune settimane prima di affrontare l’oceano.
Una volta emancipate però, devono fare i conti con i predatori marini che, nel caso delle ostriche, possono essere rappresentate anche dalle stelle marine!!
Ma queste non sono che alcune delle curiosità che possiamo trovare nel libro; infatti a dispetto della succitata sentenza di Bellows, scopriamo che già l’uomo preistorico si nutriva di ostriche e che Cicerone ne mangiava parecchie convinto che la loro ricchezza di fosforo fosse a lui necessaria per il suo lavoro oratoriale.
Luigi XIV, sicuro che oltre al fosforo l’ostrica accrescesse l’intelligenza, offriva una volta all’anno un banchetto ai professori della Sorbona, spingendoli ad inghiottire più molluschi possibile, una sorta di Guinnes dei primati antesignano.
Ma la Fisher, considerata “una poetessa degli appetiti” ci porta anche alla conoscenza di ristoranti eleganti dove venivano servite portate di ostriche crude o cotte condite in maniere diverse. Non mancano le ricette delle cucine di casa, delle osterie che l’autrice ha incontrato nei suoi viaggi e dove ha potuto gustare questo morbido mollusco scoprendo o riscoprendo nuovi e antichi sapori.
Non mancano in oltre gustosi e piccoli aneddoti di incontri con cuochi più o meno qualificati che non mancheranno di stupirci sui loro modi di cucinare, stufati, fritture e zuppe di ostriche.

Di Iaia Barzani

Biografia sentimentale dell’ostrica di M.F.K. Fisher
Titolo originale: Consider the Oyster

Traduzione di Gioia Guerzoni
124 pag., Euro 12,00 – Neri Pozza Editore
ISBN 88-545-0066-6

Le prime righe

L'ostrica conduce un'esistenza terribile e al contempo eccitante.
Tanto per cominciare, le possibilità che venga al mondo sono minime. Ma se ce la fa, se sopravvive agli strali del suo stesso, stravagante destino e se nelle due settimane della sua spensierata giovinezza trova un appiglio liscio e pulito a cui aggrapparsi, la sua vita adulta sarà una girandola di passioni e pericoli.
L'ostrica... ma perché poi al femminile, se non per intenderci? Quasi nessuna ostrica normale sa, da un anno all'altro, se è un lui o una lei e, dopo il primo anno di vita, potrebbe incominciare in qualsiasi momento a deporre uova anche se prima aveva sfogato tutte le proprie energie sessuali in modo eccezionalmente virile. Nel caso in cui il lui sia una lei, le sue energie sono altrettanto spiccatamente femminili, tanto che in una sola estate, se tutto va bene e se la temperatura dell'acqua si mantiene intorno o al di sopra dei 20 gradi, può deporre, con orgoglio più che giustificato, parecchie centinaia di milioni di uova, da quindici a cento milioni per volta.

© 2005 Neri Pozza Editore


L’autrice

Mary Frances Kennedy Fisher (1908 – 1992) è stata una delle scrittrici più originali del XX secolo.
Autrice di numerose opere: Il mio io gastronomico, Come cucinare un lupo, L’arte di mangiare, viene considerata, negli Stati Uniti, una scrittrice di culto che ha composto dei veri e propri classici della letteratura americana contemporanea.


10 febbraio 2006