Jim Thompson
Nulla più di un omicidio

"Non possono impiccarmi. Sono già morto. Sono morto da tanto, da tantissimo tempo..."

Jim Thompson è il “cattivo ragazzo” della letteratura noir americana: le vite di altri grandi classici del genere, si pensi soltanto a Dashiell Hammett, in confronto sono acqua benedetta. Anche se Thompson amava ripetere di “apprezzare non una persona per cosa fa, per che cos’è” tradiremo questo suo diktat per introdurre Nulla più di un omicidio, terzo romanzo di Thompson, il suo primo dalle atmosfere noir. Scritto nel 1948 Nulla più di un omicidio racchiude in sé tutta la filosofia di questo scrittore, autore di romanzi diventati culto anche sullo schermo. Su tutti il Getaway di Sam Peckinpah e Colpo di spugna di Bertrand Tavernier. Registi dai gusti certo non facili e che fanno intuire la grandezza di questo cattivo ragazzo che, tra un libro e l’altro, ha collaborato anche alle sceneggiature di Rapina a mano armata Rapina a mano armata e Orizzonti di Gloria di Stanley Kubrick.
Come ha scritto Stephen King “Jim Thompson non conosceva la parola fermarsi. Così ha messo in atto tre sfide: vedere tutto quello che era possibile vedere, scriverlo, pubblicarlo”. Basti leggere Bad Boy, il primo volume autobiografico dello scrittore (pubblicato da Einaudi), per comprendere come Thompson sia un autentico poeta (della disperazione). In quelle pagine è condensata la “morale”, cirrosi dell’anima, dello scrittore: il suo disprezzo verso la famiglia, da lui considerata la più asfissiante delle istituzioni totalitarie, verso il lavoro, la legge, la scuola, la salute e, soprattutto, verso la rispettabile provincia americana. Temi che sono “Nulla più di un omicidio”…
In questa sua prima prova noir lo scrittore descrive tutta la propria ripugnanza verso la “vita” di provincia. Thompson vuole dimostrane la falsità, il velo di ipocrisia che nasconde una violenza endemica, subdola, diffusa come metastasi nei rispettabili focolari domestici di cittadine insignificanti e sorte come escrescenze su paesaggi piatti. In un certo senso è stato un anticipatore dei classici del postmoderno come Richard Yates (autore di quel capolavoro che è Revolutionary Road), di John Cheever e di Raymond Carver: l’unica differenza è che Thompson squarcia il velo dell’ipocrisia a colpi di rasoio. Nei suoi libri la violenza non è mai gratuita: è soltanto il bisturi di cui si serve per sviscerare la finzione del sempre eterno benessere. E allora andate alle radici del male: leggete Nulla più di un omicidio e iniziate a sviscerare. Se non ne avete la forza iniziate a leggere gli altri romanzi di Thompson che Fanucci sta ripubblicando in una collana interamente dedicata a lui. E, se volete, iniziate proprio dalle prime righe del romanzo qui sotto riportate. Sembra una scena idiota, un inizio affatto strabiliante, intrigante ma in odore di noia. In realtà è noia. È idiozia. È la vita che Thompson ha visto, scritto e pubblicato. E quella che noi leggiamo e, forse, viviamo tutti. Tutti i giorni. Giorni timbrati come cartellini suonati.

Di Gian Paolo Serino

Nulla più di un omicidio di Jim Thompson
222 pag., Euro 13,00 – Fanucci (Collezione immaginario)
ISBN 88-347-1112-2

Le prime righe

CERCASI DONNA LIBERA DA IMPEGNI PER IMIPEGO GENERICO IN RESIDENZA FUORI CITTA’. ETÀ QUARANTA-QUARANTACINQUE ANNI; DIVISA TAGLIA 48. OTTIMO STIPENDIO, ORARIO CONVENIENTE. CASELLA POSTALE N…

Il numero della casella lo lascio scrivere a lei” dissi alla ragazza dietro il banco. “Devo pur lasciarle qualcosa per guadagnarsi il pane”.
Lei sorrise, un po’ come sorride il ragazzo dell’ascensore quando gli chiedi se ha parecchi alti e bassi. “Sì, signore. Il suo nome prego?”
“Be’”, risposi, “pago subito l’annuncio”.
“Sì Signore”, fece lei, come a dire: cavolo, ci mancherebbe che non pagassi subito. “Ci occorre il suo nome e il suo indirizzo, Signore”.
Le dissi che mettevo “ la signora J.J. Williamson, stanza 419, Crystal Arms Hotel” e lei lo scrisse su un foglietto stampato che subito finì trafitto in un fermacarte a punta insieme agli altri.
“Supera le tre righe di una sola parola. Se vuole, credo di poter eliminare una…”.
“Lo pubblichi così com’è” troncai. “Quanto viene?”.
“Per tre giorni sono due dollari e quarantaquattro centesimi”.
Avevo un dollaro e novantasei nella tasca del soprabito: la cifra esatta, se le previsioni di Elisabeth fossero state corrette. Tirai fuori i soldi e li posai sul banco, frugandomi le tasche dei pantaloni in cerca di monetine.
Trovai un quarto di dollaro, due nichelini e qualche centesimo. Me li infilai nella giacca quando capiii che non erano sufficienti, e ripresi a cercare. La ragazza mi fissava le mani – i gusanti- con le sopracciglia appena sollevate.
Riuscii a tirar fuori mezzo dollaro e lo feci scorrere sul banco…


© 2005 Fanucci


L’autore

Jim Thompson (1906-1976) ha pubblicato ventinove romanzi, diversi dei quali tradotti in film (fra cui Getaway, di Sam Peckinpah, e Colpo di spugna, di Bertrand Tavernier). È stato sceneggiatore per Stanley Kubrick (Rapina a mano armata e Orizzonti di gloria). La sua vita e le sue opere sono alle origini del mito del noir americano.


10 febbraio 2006