George Pelecanos
Il circo delle anime

“Il ragazzino ordinò al gruppo di spostarsi. Passando con la macchina, Dewayne allungò una banconota da cinque dollari al ragazzo, il quale rifiutò con un cenno. Ecco un’altra cosa che gli piaceva di quel giovane: guardava al futuro, era intelligente.”

Washington D.C. Maggio 2002. Derek Strange è un investigatore privato nero della capitale, la Chocolate City attraversata dal fiume Lacostia che dà il nome al famoso violento quartiere ghetto di Anacostia.
Vendicativo anche senza pistola, ha compiuto 54 anni a marzo, è molto alto, oltre 1,90, si tiene in forma con flessioni e sacco, possiede il boxer Greco e una Caprice del 1989. Qualche anno in polizia, poi l’investigatore, solo da un quarto di secolo; in ufficio (lente d’ingrandimento gialla come logo dell’insegna) lavora Janine Baker, la moglie sposata da poco con il figlio Lionel quasi al college e, a part-time, il bianco trentacinquenne Terry Quinn, per metà commesso in una libreria.
Vengono ingaggiati dal boss cattivo Oliver accusato di omicidio: l’avvocato difensore cerca prove per il processo e Strange ci lavora. Incappa in una guerra per bande di giovani trafficanti, banda Yuma contro banda 600, entrambe equipaggiate dallo stesso commerciante. Tensioni razziali, aspirazioni familiari, ascendenze greche e vita dura anche nel dodicesimo (quattro con Strange, qui comparsa di Stefanos) romanzo in varia terza del produttore quarantanovenne George Pelecanos, già cuoco, venditore vario, muratore, ora sceneggiatore e pluripremiato.
Cucina tipica, stereo o cd sempre accesi. Segnalo spaghetti western a pag. 164. Consigliato agli innamorati, affinché aspettino.

Di Valerio Calzolaio

Il circo delle anime di George Pelecanos
Titolo originale: Soul Circus
Traduzione di Elisabetta Humouda e Stefano Tettamanti
381 pag., Euro 17,90 – Piemme
ISBN: 88-384-4119-7

Le prime righe

Capitolo 1

Le manette ai polsi di Granville Oliver graffiavano la superficie del tavolo che aveva davanti. Anche le caviglie erano incatenate. Le spalle e il petto riempivano la tuta arancione che portava da quasi un anno. Gli occhi dai riflessi dorati, così Strange li ricordava dal loro primo incontro, avevano preso una patina lattiginosa e alla luce artificiale della sala interrogatori nella prigione distrettuale risultavano del tutto inespressivi.
«Sembri in forma, fisicamente almeno» disse Strange dall'altro capo del tavolo.
«Flessioni» rispose Oliver. «Cerco di farne qualche centinaio al giorno.»
«Sempre nel “buco”?»
«Sì, nel reparto speciale. Cosa ci trovano di tanto speciale non lo so, è solo una fogna buia. Mi fanno uscire un’ora ogni due giorni.»
I due uomini erano circondati da pareti di plexiglas, in un salone diviso in scomparti insonorizzati. Poco lontano, i difensori civici e gli avvocati del CJA, il Centro giustizia e responsabilità, conferivano con i loro clienti.

© 2005, Edizioni Piemme


L’autore

George Pelecanos, figlio di immigrati greci, è nato e cresciuto a Washington D.C., la città in cui ha ambientato tutti i suoi romanzi. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha fatto mille lavori che gli hanno permesso di conoscere i ghetti neri, gli emarginati e la vita che descrive nei suoi libri. Produttore, sceneggiatore e giornalista, ha vinto numerosi premi internazionali. Vive in Maryland con la moglie e i tre figli adottivi ed è un grande estimatore del vino rosso italiano.


3 febbraio 2006