Giorgio Bocca
Napoli siamo noi
Il dramma di una città nell'indifferenza dell'Italia

“Per secoli, a Napoli, la camorra ha fatto da stabilizzatore sociale, ha avuto una crescita parallela a quella della città, ha surrogato i suoi poteri fragili; adesso è qualcosa di più e di diverso, è il capitalismo con pieni poteri e con dominio anarcoide.”

John Haskell
American Purgatorio


“È questo, dunque, credo. Essere morti. Essere morti e ancora non mollare. In un certo senso, sono sollevato. Per tutto questo tempo non ho fatto che svanire, e ora almeno c’è un motivo”.

Liz Jensen
La nona vita di Louis Drax

“ Un sacco di persone - non maman naturalmente, perché lei sa bene che non sono un bugiardo ma altre persone - pensavano che quegli incidenti io me li inventassi. Ma non era così. Non tutti almeno. Ad ogni modo sono stato fortunato, perché non mi è mai importato un accidente che gli altri mi credessero, figurarsi Ciccio Perez.”

Alfredo Pieroni
Il figlio segreto del Duce
La storia di Benito Albino Mussolini e di sua madre, Ida Dalser

“Dalle note psichiche del 7 settembre risulta che la Dalser, che ‘è benestante e sa leggere e scrivere’, ‘è una donna d’intelligenza e cultura media, con percezione pronta, orientamento normale, con memoria ben conservata sia degli avvenimenti prossimi che lontani. Il contegno qui in manicomio è finora tranquillo e ordinato’.”

Alina Rizzi
Come Bovary
Diario di un’adultera

“Siamo fuggiti per il lungo week-end di ognissanti, improvvisamente silenziosi e con una segreta voglia di rincuorarci. Dalle finestre dell’hotel dipinto di bianco la visione fiabesca della baia del silenzio, col mare che diviene iridescente mentre il sole si abbassa sopra la linea dell’orizzonte. Ho ancora nelle narici il profumo sfiorito degli oleandri e della salsedine. Emilio mi teneva stretta mentre cercavo pace nell’immagine delle vele lontane dalla riva, incorniciate nella feritoia del carruggio. L’amore è come una marea, avanza e si ritrae.”

Tiziano Tarli
Beat italiano
Dai capelloni a Bandiera Gialla

“E il mio lavoro non consisteva nel dare manate sulle spalle, neanche nel fare fumate di hascisc o scopate in tenda, ma consisteva nel capire e trasmettere (quando ne ero capace) i significati politici e sociologici, le speranze e anche le delusioni e i disastri esistenziali delle energie generazionali che mi circondavano” (Fernanda Pivano)

27 gennaio 2006