John Haskell
American Purgatorio

“È questo, dunque, credo. Essere morti. Essere morti e ancora non mollare. In un certo senso, sono sollevato. Per tutto questo tempo non ho fatto che svanire, e ora almeno c’è un motivo”.

Del talento di questo giovanissimo scrittore americano ce ne eravamo già accorti due anni fa quando la casa editrice Bookever propose Non sono Jackson Pollock. Proprio in quel libro, una raccolta di nove racconti, l’intuizione era quella di trovarsi davanti ad un autore coraggioso: capace di corrompere i confini tra fiction e metafiction. Un lavoro molto simile, per citare un autore dell’ultima generazione, a quello che da anni compie in Italia Tommaso Pincio. Entrambi accomunati anche dal descrivere, quasi ossessivamente, viaggi più metafisici che geografici: perché, come scrive Haskell, “viaggiare è solo un modo di andare attraverso la vita”.
E in questo American Purgatorio il viaggio parte da una scomparsa: quella della moglie di Jack, protagonista del romanzo. Jack si ferma nella più tipica delle stazioni di servizio americane, entra per comprare uno snack e Lisa è scomparsa. Come svanita nel Nulla. Inghiottita.
Tornato a casa, ad aspettarlo trova soltanto una carta geografica segnata da una linea che parte da New York per fermarsi a San Diego. Inizia così un viaggio “sulla strada” che vuole raccontare il cuore dell’America oggi. Diviso in 7 capitoli, come i 7 vizi capitali, questo moderno “Purgatorio” diventa la metafora degli Stati Uniti dopo l’11 Settembre, ma anche la ricerca, vana, di un significato dell’esistenza umana.

Di Gian Paolo Serino

American Purgatorio di John Haskell
247 pag., Euro 16,50 - Feltrinelli (I canguri)
ISBN: 88-07-70172-3

Le prime righe

“Sono originario di Chicago. Sono andato a New York, ho sposato una ragazza di nome Anne, e vivevo felice e contento quando accade qualcosa. Non sapevo cosa fosse, e se allora me lo aveste domandato avrei detto che non era niente, perché per me era niente. Mi trovavo in un autogrill vicino ad una stazione di servizio lunga una pittoresca strada del New Jersey. Stavo esaminando l’assortimento di dolciumi e merendine, discutendo tra me e me su cosa portare ad Anne. Lei mi stava aspettando in macchina. Stavamo andando a casa di sua madre e probabilmente io stavo leggendo le etichette, cercando qualcosa di nutriente da mangiare. Anche se non era un sogno, alla luce innaturale dell’autogrill avevo l’impressione di vivere nel mondo dei sogni, con la grande differenza che, diversamente dal mondo dei sogni, nel mondo dove mi trovavo io, il mondo dell’autogrill, non stava succedendo quasi niente”.

© 2006, Giangiacomo Feltrinelli Editore


L’autore

John Haskell, cresciuto in California, ha studiato alla Columbia University di New York e ha fondato l’Huron Theater a Chicago. Autore di un’antologia di racconti molto lodata dalla critica, Non sono Jackson Pollock, i suoi lavori sono apparsi su “Granta”, “The Paris Review”. Vive a Brooklyn.


27 gennaio 2006