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Cecilia Chailly

La musica l’accompagna da sempre, per nascita (la sua è una famiglia di grandi musicisti classici) e per passione. Prima arpa nell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano a soli 19 anni, ha poi intrapreso un percorso di ricerca che l’ha vista diventare la pioniera dell’arpa elettrica e collaborare con John Cage, Mina, Ludovico Einaudi, Fabrizio De André, Andrea Bocelli, Teresa De Sio, Giorgio Conte, Lucio Dalla, Cristiano De André, Giorgio Faletti. E oltre a proseguire nella brillante carriera musicale, scrive e pubblica con successo per Bompiani un romanzo, Era dell’amore… Ma nel frattempo cosa ha letto Cecilia Chailly?

Qual è il primo libro che ha amato?

Fiabe giapponesi dei Fratelli Fabbri Editori, un libro con bellissime illustrazioni che accese la mia passione per l'oriente.

Si ricorda un titolo regalatole da suo padre?

Ho letto tutta la libreria di mio padre, da adolescente, che conteneva i classici della letteratura italiana e straniera. Ma qualche anno fa lui mi regalò in particolare Vita: istruzioni per l'uso che contiene 511 consigli per essere felici. Un libro poco impegnativo che credo mi donò per alleggerirmi dalle pesantezze che stavo vivendo in quel momento.

I libri che hanno accompagnato il suo passaggio dall'adolescenza all'età matura?

Anna Karenina, Un Amore di Buzzati, tutto Hermann Hesse, Pirandello, L'uomo senza qualità di Musil, Freud, Jung e tanti altri.

Come sceglie i libri?

Cerco sempre argomenti esistenziali e psicologici, più che narrativa. La mia vita è già abbastanza intensa per leggere storie altrui. Preferisco leggere libri che mi aiutino nella comprensione di me stessa, oppure, attraverso le biografie, confrontarmi con gli artisti e i personaggi del passato.

Cosa sta leggendo in questo momento?

Tanti libri contemporaneamente, forse perché ho poco tempo e non mi sono ancora dedicata alla lettura veramente. Comunque sul mio comodino ho: Poesie di Montale, Il falò delle vanità di Tom Wolfe, Il coraggio di essere liberi dal passato di Krishnamurti, La Bibbia, Introduzione al buddhismo Zen di Daisetz Tairtaro Suzuki.

Il libro che ha regalato di più?

Le Dee dentro la donna

Il suo percorso musicale è segnato da collaborazioni importanti? Cosa le hanno dato questi incontri?

Lavorare con Fabrizio De Andrè, con direttori come Claudio Abbado, conoscere Sting che sogno da 15 anni ed è un personaggio del mio romanzo, ma anche semplicemente crescere al fianco di mio padre e della sua musica, sono tutte esperienze che mi hanno fatto capire quanta poca distanza ci sia fra immaginario e realtà, fra sogno e vita, inconscio e conscio. Per questo a volte mi sembra di vivere in una magia, e ogni incontro non mi pare più casuale bensì “causale"; amo gli artisti e spero di incontrarne ancora perché è incredibile l'alchimia che si viene a creare fra persone che frequentano le stesse onde emozionali ed espressive. Basta tenere a bada l'ego, che a volte si mette di mezzo e intralcia la relazione.

Com’è nata in lei la voglia di scrivere?

Mio padre mi regalò il primo diario all'età di otto anni, e da allora ne ho sempre avuto uno; inoltre il mio primo lettore entusiasta fu l'insegnante di italiano che avevo al liceo del Conservatorio di Milano, Furio Monicelli, scrittore e fratello del regista. Successivamente anche Andrea De Carlo mi spinse a scrivere; standogli vicina per quattro anni appresi da lui la tecnica per costruire una trama e renderla narrazione.

Di Francesco Marchetti 


13 gennaio 2006