Dario Franceschini
Nelle vene dell’acqua d’argento

“Le donne si coprirono i capelli e uscirono decise nella nebbia, contando i passi e facendosi guidare da quella forza antica che avevano scoperto nel primo parto e che custodivano segreta per i momenti di paura.”

Di certo è stato il nome dell’autore a spingere me, come penso molti altri, a leggere con attenzione questo breve romanzo d’esordio. Da una parte la curiosità di capire come chi si destreggia abitualmente tra concetti generali e difficili risposte particolari, possa usare le parole per narrare emozioni, storie, fantasie e sogni; dall’altra il bisogno di credere che chi fa politica sappia non cancellare sensibilità, soggettività e sappia posare uno sguardo pietosamente partecipe sul mondo. E Franceschini è proprio “uno scrittore che non racconta le cose che ha visto ma che segna soltanto con la penna le storie già finite che vivono dentro di lui”.
Protagonista di questa bella storia, toccata da un realismo magico tutto nostrano, è un uomo, Primo Bottardi che, all’improvviso, è colto dal bisogno irrefrenabile di ritrovare Massimo Civolani, un vecchio amico, per rispondere alla domanda che gli aveva posto quarant’anni prima, quando aveva lasciato la scuola frequentata da entrambi per trasferirsi in un altro paese.
La strada da percorrere costeggia sempre il fiume, quel Po che unisce e che rende particolare, “strana”, la gente che abita lungo le sue sponde; “acque stanche” in cui possono vivere storioni dalle dimensioni straordinarie, che producono favole raccontate dalle vecchie la sera, un fiume che s’inargenta e scompare sotto una nebbia che acceca e attraverso cui solo le donne, magicamente, sanno vedere. Un fiume che non permette di andare lontano, perché crea legami troppo profondi tra chi se ne sente figlio.
È un presagio triste e improvviso a spingere Primo a cercare l’amico che sicuramente non sa più riconoscere, che ha anche un altro nome, un’altra storia, altri amori e altre solitudini rispetto alle sue.
L’amore è parte fondante in questa vicenda esistenziale: l’amore fatto di affetti sicuri e amicali, di passioni che fin dal primo incontro si sanno durare una vita, di tenerezza per i piccoli e di rispetto per i vecchi.
Non mancano figure quasi felliniane (ma in quale paese italiano non ci sono?): il mago, la gente del circo, l’ostessa…
Il finale (che fin dalle prime pagine si può intuire) dà senso a questo viaggio, breve per quantità di chilometri, ma lungo per la ricerca interiore di chi lo compie; un viaggio che un’aggettivazione attenta fa centellinare pagina dopo pagina al lettore.
“Scrivere per me è recuperare spazio, recuperare emozioni e sentimenti cui non posso concedermi spesso. Chi ha detto che i politici devono essere campioni di freddezza?”. Certamente questo breve romanzo ci rassicura: è bene che chi si occupa di uomini e di donne reali, li conosca e sappia avere con loro l’empatia necessaria ad aiutarli.

Di Grazia Casagrande

Nelle vene quell'acqua d'argento di Dario Franceschini
104 pag., Euro 6,00 - Bompiani (Tascabili. Best Seller n. 969)
ISBN-10: 88-452-5600-6

Le prime righe

Aveva sempre confuso il silenzio con il freddo. Nelle notti sudate d'agosto guardava le labbra di Maria che si muovevano, senza un fruscio, inseguendo le parole del libro, e cominciava a tremare sotto le lenzuola ruvide di cotone bianco.
"Così mi fai confondere le righe" diceva Maria sfogliando le pagine che mancavano alla fine. Poi ricominciava a leggere a bassa voce e Primo, intiepidito dal suono delle parole di sua moglie, poteva scivolare nei suoi sogni color ruggine.
Gli era successo per la prima volta da ragazzo, nei giorni delle sigarette del treno merci.
Una mattina di maggio gli abitanti di Cantarana si trovarono sotto i binari della ferrovia a guardare i vagoni rovesciati di due treni che si erano scontrati all'alba. Improvvisamente qualcuno si era messo a urlare:
"Venite qua! È pieno di sigarette! ".
Tutti corsero verso lo sportello aperto del vagone da cui erano rotolati, sull'erba della scarpata ancora bagnata di notte, migliaia di pacchetti di sigarette. Gli uomini si riempirono le tasche delle giacche e dei pantaloni, le loro mogli usarono le sottane come sporte, i loro figli se ne andarono con le borse di scuola colme e pesanti.

© 2005 RCS Libri


L’autore

Dario Franceschini è nato a Ferrara nel 1958. Si è avvicinato giovanissimo all’impegno politico nelle organizzazioni studentesche. È stato assessore alla cultura della sua città. Ha diretto le riviste “Nuova Politica” e “Settantasei”. Si è occupato di storia contemporanea e, come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, di riforme istituzionali. È avvocato e parlamentare. Dal 2001 è coordinatore nazionale della Margherita. Il suo sito internet è http://www.dariofranceschini.it/


20 gennaio 2006