Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa
La via dei Tarocchi

“È possibile che chi ha creato i Tarocchi abbia voluto dar loro un contenuto che fosse alla portata della gente semplice che li usava per giocare. Ma oggigiorno questa lettura troppo semplicistica non ci serve più. Se intendiamo usarli come uno strumento terapeutico dobbiamo depositarvi la nostra profonda soggettività. […] Il valore dei Tarocchi è quello dato da noi. Se siamo dei mediocri, li caricheremo di significati superficiali, parleremo soltanto degli amori, dei problemi economici, del tempo atmosferico, della salute, degli incidenti, dei decessi, dei fallimenti e dei successi mondani, debilitando così la lettura. Per ‘caricare’ per bene gli Arcani occorre imparare a vederli globalmente, fin nei minimi dettagli. Ciascun simbolo non ha una spiegazione fissa… Non si tratta di trovare la ‘definizione segreta’, si tratta invece di dare la definizione più sublime che troviamo.”

Certamente esiste una condizione per apprezzare questo libro: dobbiamo in qualche modo essere incuriositi dalla lettura delle carte e dall’arte della divinazione, per alcuni quasi una eccelsa scienza o per lo meno una filosofia di vita densa di esoterismo, per altri un gioco di prestigio per affabulatori cialtroni e bugiardi impenitenti.
Se appartenete al secondo gruppo di persone probabilmente questo non è il libro per voi, ma se pensate che attraverso i Tarocchi (parola di cui non si conosce né il significato iniziale né l’origine) si percorra una via di conoscenza di sé e degli altri, questo è il saggio più serio in materia che possiate trovare, che prende le distanze dall’esoterismo “delirante” per entrare in una dimensione introspettiva.
Tutti conosciamo Jodorowsky regista cinematografico di film come El Topo, Il paese incantato, La montagna sacra, Sangue santo, per citarne alcuni; molti ricorderanno anche le sue regie teatrali e il lavoro fatto con Fernando Arrabal e Roland Topor con i quali nel 1962 fondò il movimento di teatro “panico”. Alcuni avranno letto i suoi libri e in particolare, oltre alla narrativa, quei saggi che già introducevano alle tematiche raccolte in La via dei tarocchi, in particolare La danza della realtà e Psicomagia. Una terapia panica, dove il discorso del teatro iniziato appunto con Topor e Arrabal prosegue la sua strada già indirizzandosi verso una magia metaforica, che ricorda per molti aspetti Castaneda e non a caso si rifà allo sciamanesimo messicano (la “psicomagia”) e sviluppa il tema della catarsi attraverso lo strumento dei Tarocchi e i riti ad essi collegati.
Il tema centrale è sempre la dimensione dell’inconscio e la ricerca di una terapia che permetta all’uomo una dimensione di vita più serena e consapevole. Non si tratta di una lettura delle carte di tipo divinatorio nella sua accezione di “conoscenza del futuro”, ma inteso come “scoperta di un presente ignoto”: Jodorowsky non ci vuole dire cosa accadrà né domani né tra dieci anni; vuole farci capire l’importanza dell’introspezione, dell’analisi attraverso uno strumento di indagine, un chiavistello che apra la porta chiusa della nostra psicologia profonda. Che questo chiavistello siano i Tarocchi è evidente. Che poi da quarant’anni Jodorowsky abbia sperimentato in prima persona l’efficacia di questa tecnica, facendosi “lettore” di carte (mai a fini di lucro) in un caffè parigino, è importante sottolinearlo perché ne radica a fondo l’esperienza.
Non magia, dunque, ma atti concreti attraverso oggetti materiali come le carte e nessuna faciloneria pericolosa. Jodorowsky utilizza i Tarocchi come strumento per penetrare nell’animo umano e arriva a suggerirne l’uso agli psicoanalisti.
Affascinante leggere nell’Introduzione la lunga via di avvicinamento dell’autore cileno agli Arcani maggiori (Il Matto, L’Appeso, La Papessa, L’imperatore, e così via) e minori (i quattro semi), sin dai primi anni di vita, grazie ad aneddoti familiari, e poi via, via con la frequentazione dei surrealisti a Parigi, attraverso ricerche alla Biblioteca nazionale di Francia sulle collezioni di Tarocchi, con lo studio dell’evoluzione delle immagini simboliche sino al convincimento che i Tarocchi di Marsiglia fossero la vera, unica versione attendibile di queste carte.
Alla luce di questa passione riemergono prepotentemente alcuni aspetti del suo lavoro cinematografico ad essi legati. Ne La montagna sacra, per fare un esempio, il protagonista viene accompagnato da un alchimista misterioso in una stanza sulle cui pareti fanno bella mostra di sé gli Arcani maggiori, che simboleggiano i suoi compagni di strada in una viaggio iniziatico mistico ma anche introspettivo.
Come scrive Marianne Costa, compagna e collaboratrice dell’artista cileno coautrice e soprattutto curatrice del materiale raccolto faticosamente mescolando lezioni, letture, conferenze e testi originali, “i Tarocchi costituiscono innanzitutto un apprendistato al vedere”. Apprendistato che i due autori ci fanno compiere passo per passo, attraverso una prima parte introduttiva, che spiega i fondamenti numerologici e simbolici, oltre che storici, delle carte. Una seconda e terza parte che avvicinano agli Arcani maggiori e minori, una quarta parte di studio sulla lettura dinamica dei tarocchi analizzandoli in coppie e un capitolo finale dedicato alla lettura dei Tarocchi “avanzata”.
C’è chi “crede” e chi è assolutamente scettico. Nel suo ultimo tour italiano erano centinaia le persone deluse, rimaste fuori dai teatri dove Jodorowsky e Marianne Costa svolgevano performance di lettura dei Tarocchi per gli spettatori. Nel vociare esterno si sentiva chi aveva già avuto occasione di vederlo all’opera nel caffè parigino e ne era rimasto incantato, chi ne aveva sentito parlare da amici entusiasti, qualcuno vestiva i panni del mistico-magico atteggiandosi a spirito libero (e chissà se lo era davvero). Comunque sia, la passione che lo accompagna ha una motivazione diretta nella sua capacità trascinante, che coglierete anche attraverso queste pagine.

Di Giulia Mozzato

La via dei tarocchi di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa
Titolo originale: La via del tarot
Traduzione di Michela Finassi Parolo
573 pag., ill., Euro 25,00 - Feltrinelli (Fuori collana)
ISBN-10: 88-07-42114-3

Le prime righe

Presentazione

Come si fa a scrivere un libro sui Tarocchi? Sarebbe come voler svuotare il mare con un cucchiaino...
Da più di trent'anni, il lavoro di Alejandro Jodorowsky ha sposato il dinamismo poliedrico dei Tarocchi: letture, lezioni, scoperte, conferenze... Se avessimo trascritto integralmente il nostro materiale, ci saremmo ritrovati con parecchie migliaia di pagine appassionanti e insieme totalmente disorganizzate che rievocavano i mille aspetti di un'arte che non si lascia imprigionare da nessun genere di rigidità. Non essendo possibile farlo, in quanto ci veniva richiesto un libro e uno solo, io e Alejandro abbiamo scelto di presentare i Tarocchi secondo un ventaglio di aspetti che fossero un punto di partenza per i principianti, ma anche uno strumento di riflessione per chi s'interessa a essi da anni, riservando comunque ai lettori il piacere della lettura.
Ecco perché tutti i capitoli di questo libro sono preceduti da un'introduzione scritta in prima persona da Alejandro, che narra il proprio percorso unico - il percorso di una vita intera - in compagnia di quel maestro esigente, di quell'amico fedele, di quell'alleato possente che sono appunto i Tarocchi.

Marianne Costa


© 2005 Giangiacomo Feltrinelli Editore


Gli autori

Alejandro Jodorowsky, nato nel 1930 in Cile, figlio di immigrati ucraini ebrei, parte nel 1953 alla volta di Parigi, città che non ha più abbandonato, per frequentare corsi di mimo. Qui, nel 1962, fonda con Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento di teatro "panico". Regista di cinema (El Topo, Il paese incantato, La montagna sacra, Santa Sangre - Sangue santo) e di teatro, autore di pièce e pantomime, Jodorowsky è anche romanziere e sceneggiatore di fumetti. Ha pubblicato Quando Teresa si arrabbiò con Dio, Psicomagia. Una terapia panica, La danza della realtà, Albina o il popolo dei cani.

Marianne Costa, nata in Francia alla fine degli anni sessanta, è laureata in letteratura comparata. Scrittrice, attrice, cantante rock e traduttrice, dopo aver ricevuto una formazione teatrale con Jacques Lecoq, ha lavorato a Sarajevo come assistente di letteratura francese alla facoltà di Lettere e come collaboratrice al centro culturale Andre Malraux. Ha pubblicato due libri di poesia, Angels & After e Pin-up Chrysalide, e un romanzo, No Woman's Land.


20 gennaio 2006