Cecilia Ahern
Scrivimi ancora

“Da: Rosie
A: Alex
Oggetto: Adulti
Che cosa siamo noi due? Stavo quasi per dire: non abbiamo combinato granché, come “adulti”, invece non considero che tu sei alle prese con un divorzio e che io sto cercando di raccogliere i cocci del mio matrimonio, e questo ci rende necessariamente degli adulti.”


Tutti gli occhi erano puntati su di lei, Cecelia Ahern, o meglio, su quello che avrebbe scritto: l’atteso secondo romanzo dopo P.S. I love you, rimasto per mesi in testa alle classifiche dei libri più venduti in Irlanda. Un romanzo notevole per una scrittrice esordiente di poco più di vent’anni e le male lingue avevano insinuato che parte del suo successo fosse dovuto al fatto che Cecelia Ahern fosse la figlia del primo ministro irlandese. E invece il secondo romanzo, Scrivimi ancora, conferma il suo talento: non un capolavoro, non un libro che lascia il segno - privilegio di pochi - ma una lettura piacevolissima, con una scrittura limpida, pulita, di un parlato elegantemente quotidiano e un humour gentile che ricorda il romanzo femminile dell’ottocento.
Del romanzo tradizionale inglese Cecelia Ahern prende anche la forma in lettere, adattandola tuttavia ai tempi moderni: la storia di Rosie e Alex viene raccontata in lettere scritte a mano - e le prime hanno la grafia incerta e le sgrammaticature dei protagonisti ancora bambini -, sostituite o affiancate poi da quelle inviate per posta elettronica, scambi on-line tra i protagonisti, chat di Rosie con un gruppo di divorziate, cartoline con brevi note.
La storia è una storia d’amore, amore eterno come è nei sogni adolescenziali, ma non è stucchevolmente felice, anzi, è un sentimento camuffato da amicizia, disconosciuto, travisato, accantonato per altri legami. E che tuttavia non muore, forte come un filo di seta tirato attraverso l’Atlantico, quando Alex si trasferisce a Boston e Rosie resta a Dublino. È anche un romanzo di una doppia crescita in cui il personaggio vincente, quello verso cui vanno tutte le nostre simpatie e la nostra ammirazione, è Rosie. Che resta incinta (non di Alex), si tiene la bambina aiutata da genitori comprensivi, e adatta la sua vita alle esigenze della figlia. Sogna di gestire un albergo, fa lavoretti di poca soddisfazione, si sposa, divorzia, riesce a prendere il diploma. C’è sempre qualcosa che la frena, qualcosa che passa in prima linea e ha la precedenza sulla realizzazione dei suoi sogni personali, ma Rosie- tipica figura di tutta la letteratura irlandese, la donna forte perno della famiglia, non si arrende mai.
E, se il rischio di una scrittura sempre in prima persona attraverso lo scambio di missive è quello di una certa qual uniformità di voce, il vantaggio è nella possibilità di offrirci diversi punti di vista, aggiornarci su quello che succede non solo nella vita di Alex (successi nel lavoro, matrimonio e un figlio, divorzio, secondo matrimonio e secondo figlio) e di Rosie, ma anche in quella delle famiglie dei due protagonisti (ci sono lettere da e per i genitori, la sorella e il fratello) e delle amiche di Rosie, marcando il passare del tempo - dieci anni, poi venti e poi trenta, e la storia sembra ripetersi con la figlia di Rosie. Ma no, ognuno è libero di costruirsi il proprio destino e non è detto che i figli ripetano gli errori dei genitori.
È la parola “freschezza” che meglio definisce lo stile della Ahern - freschezza di sentimenti in un mondo che è ancora pulito, in cui si crede ancora in certi valori, in cui è confortante vivere. Un bell’antidoto a certe giovani scrittrici nostrane.

Di Marilia Piccone

Scrivimi ancora di Cecelia Ahern
Traduzione di Ombretta Marchetti
429 pag., Euro 17,00 - Edizioni Sonzogno
ISBN 88-454-1265-2

Le prime righe

A Alex
Sei invitato alla festa per il mio settimo compleanno, martedì 8 aprile, a casa mia. Ci sarà anche un prestigiatore. Puoi venire alle due del pomeriggio. La festa finisce alle cinque. Spero tanto che verrai.

La tua migliore amica, Rosie

A Rosie
Sì, mercoledì verrò alla tua festa di compleanno.

Alex

A Alex
La mia festa è martedì, non mercoledì. Non puoi portare Sandy alla festa perché la mia mamma non vuole. Quel cane puzza.

Rosie

A RosieNon mi importa un fico secco di quello che dice quella stupida di tua madre, Sandy vuole venire.

Alex

A Alex
Mia madre non è stupida, stupido sarai tu. Ti proibisco di portare quel cane. Farà scoppiare tutti i palloncini.

Rosie


© 2005 RCS Libri


L’autrice

Cecelia Ahern, figlia del primo ministro irlandese, ha ventitre anni ed è laureata in giornalismo. Il suo primo romanzo P.S. I love you è stato un caso editoriale ed è stato recentemente selezionato per il British Book Awards. La Warner Bros ne ha acquistato i diritti cinematografici.


13 gennaio 2006