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Franca Valeri

Franca Valeri non ha davvero bisogno di presentazioni. Attrice ineguagliabile ha segnato con la sua presenza cinematografica, ma anche calcando i palcoscenici di tutta Italia con alcune delle compagnie più prestigiose (per non parlare di radio e televisione e della scrittura drammaturgica), diversi decenni della storia dello spettacolo nazionale. E, dopo aver a lungo lavorato alla regia di opere liriche, è diventata anche autrice brillante di racconti.
Appuntamento da non perdere a Milano - Teatro Strehler, largo Greppi 2, ore 18.00 - il 19 dicembre (un vero regalo di Natale!) con Lella Costa per parlare del libro Animali e altri attori. Storie di cani, gatti e altri personaggi. Ricordiamo il suo impegno più recente: dal 10 dicembre per 4 giorni, al Piccolo Teatro, per un testo ispirato a La morte di Socrate di Friedrich Dürrenmatt. Spiega la Valeri: “Il monologo è nato da un’idea di Peppino Patroni Griffi, il quale si è divertito così tanto a leggere il racconto di Dürrenmatt che me lo ha passato. Mi ha subito attratto l’idea di dar vita a Santippe, una massaia che si muove in un mondo di filosofi”.
Sapere cosa legge una donna come lei è quasi una necessità!


Si considera una “lettrice forte”?

Forte? Insomma, accanita.

Qual è il primo libro che ricorda con affetto?

Incompreso. Piangevo con rabbia leggendolo.

I titoli di formazione, quelli che segnano l’adolescenza?

La mia adolescenza si è formata a scuola, che adoravo. Quindi (parlo della “mia” scuola) Dante, Manzoni, Ariosto, e anche Ovidio, Virgilio...

Naturalmente per il suo lavoro lei ha occasione di leggere moltissimi testi teatrali. Tra questi, al di là di quelli che ha interpretato, quali ricorda di aver letto con maggior passione?

Il teatro si giova di una letteratura eccelsa. Basti pensare a Shakespeare.

Consiglierebbe di affrontare la lettura di testi teatrali anche senza vederne poi la messa in scena o reputa le due cose necessariamente correlate?

Appunto, spesso non sono correlate. Anzi, meglio leggerli che ascoltarli male interpretati.

Preferisce leggere narrativa, poesia o saggistica?

Il mio genere è la narrativa. Ma poesia e saggistica mi sono certamente capitate sotto gli occhi.

L’ultimo libro letto?

L’intera corrispondenza di Honoré de Balzac. Entrare a fondo nella vita di un genio è spesso straziante.

Un testo da tenere sempre a portata di mano?

Ho la mia biblioteca. Una sottile parete la separa dal mio letto.

Sino ad oggi, se non erro, lei ha pubblicato solo i suoi monologhi teatrali. Adesso con Animali e altri attori è passata al racconto. Quali diversità ha trovato nello scrivere un testo che non dovrà essere rappresentato? Ci sono state delle difficoltà o al contrario il lavoro si è rivelato più semplice?

Non è stato un passaggio di generi. Ho sempre scritto anche al di fuori del teatro. Poesia mai. Mi mancano la vena e il coraggio. E Dio sa se ce ne vuole.

Di Giulia Mozzato 


9 dicembre 2005