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Luigi Ferro - Giampiero Rossi Le memorie di Adriano (quello vero) "Molti son nati poveri, molti son belli, forti, leali; pochi (eppur ci sono) sanno farsi il campo da soli e poi segnare, ma soltanto lui, Adriano, è una forza della natura, “quella” forza della natura " Roberto Vecchioni Questo libro racconta la storia del calciatore dell’Inter Adriano. Nato e cresciuto in una delle favelas più disperate di Rio de Janeiro, Adriano ha sostituito nel cuore di tutti i tifosi interisti il vuoto lasciato dal grande traditore Ronaldo. Dopo l’abbandono del “fenomeno” tutto il popolo nerazzurro aspettava di ritrovare un leader a cui affidare i propri sogni. Ed ecco l’imperatore in tutta la sua potenza e tecnica. La sua vicenda umana e professionale è l’occasione per ripercorrere la storia interista degli ultimi anni tra tragedie e successi, con la fede incrollabile che contraddistingue questo “popolo”. La prefazione al libro è di un interista famoso e fedele, Roberto Secchioni. Su Adriano … e sull’Inter Altri interismi. Un nuovo viaggio nel favoloso labirinto nerazzurro Interismi. Il piacere di essere nerazzurri Inter abbiamo un problema... o no? Tutto il calcio minchiata per minchiata. Cronache di un anno nerazzurro Inter bella e misteriosa Non si fanno queste cose a cinque minuti dalla fine! La vera storia del giallo Genoa-Inter La storia dell'Inter Storia dell'Inter Non vincete mai. Dedicato agli Inter-tristi Basta perdere. Ventuno scrittori raccontano la loro insana passione per l'Inter Inter? No, grazie! Come non diventare intertristi e vivere felici Romanzo di un amore tradito. Il caso Ronaldo Per diventare un giocatore dell’Inter Club Football 2005 Inter Inter, che musica! Inter Compilation C'e solo l'Inter Di Francesco Marchetti
Le memorie di Adriano (quello vero) di Luigi Ferro e Giampiero Rossi Dediche di artilheiro La prima spallata non la sente nemmeno. La seconda carica, quella che gli arriva sulle gambe, è più forte, più maligna. Per un attimo sembra perdere l'equilibrio. Da appena l'impressione di venir giù in area, ma non è vero. Riesce a restare in piedi, a proseguire la corsa con il pallone, non ci pensa nemmeno a buttarsi a terra, l'orgoglio del campione si misura nella frazione del secondo. Solo i brocchi, solo i furbi, si buttano in area se possono restare in piedi. Va sulla sua destra. Il portiere con la maglia nera gli si fa sotto, chissà che spera il pazzo, gli si stende davanti, si corica alla propria sinistra per carpirgli la palla, ora si capisce, spera di tirargliela via dai piedi che sanno nasconderla e farla riapparire come pochi altri al mondo. Missione fallita. Uno scarto ancora in diagonale, la testa che si alza appena. Poi il tiro, alto e forte un po' sotto la traversa mentre un difensore cerca il salvataggio di testa come un patetico Pierrot. È gol. © Melampo editore
Luigi Ferro, giornalista, interista da sempre. Nato troppo tardi per godere dei successi dell'lnter mondiale, nella sua carriera di tifoso ha vinto comunque qualche scudetto (pochini, in verità: diciamo tre), un paio di volte la Coppa Italia e tre edizioni della Coppa Uefa. Ricorda con emozione il 3 a O contro la Lazio a Parigi, nel 1998: quella sera la figlia dormiva e il nonno l'ha obbligato a esultare in silenzio per non svegliare la piccola. Si commuove al pensiero che, forse, prima o poi, l'Inter - magari - vincerà la Champions League o uno scudetto. Il 5 maggio 2002 se lo sentiva che qualcosa sarebbe andato storto. Ormai conosce bene i suoi polli. Gioca a calcetto con una maglia dell'lnter degli anni sessanta.
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19 dicembre 2005