La biografia


Cinzia Tani
L’insonne

“La riduzione del sonno era cominciata quando Max aveva solo pochi mesi. Di giorno evitava di saziare la sua fame in modo da poterlo svegliare la notte per farlo mangiare, per giocare con lui e per portarlo fuori nel parco.”

Quando re Lear impazzisce, il medico lo cura con il sonno, perché “la nostra natural nutrice è la calma del sonno, del quale egli manca”; nell’indimenticabile scena finale del romanzo di Jonathan Coe, La casa del sonno, il dottor Dudden, reso folle dall’insonnia prolungata, ripete con Pavarotti le parole dell’opera di Puccini che fuoriescono dallo stereo a volume altissimo, “Nessun dorma”… Si intitola L’insonne il bel romanzo di Cinzia Tani, che ritorna sul tema del sonno e fuoriesce dagli schemi del romanzo di genere - per l’ambientazione storica della prima parte della vicenda e per l’interesse riservato alla psicologia dei personaggi, collegati tra di loro dalla stessa esperienza di privazione del sonno.
Il romanzo inizia a Berlino nel 1927 con la nascita di Max Krieger per seguire poi un lungo percorso itinerante insieme a Max e agli altri due personaggi, Sophie e Thomas, a Monaco di Baviera e a Roma, terminando nel 1960 a Parigi, dove il figlio del medico nazista, la ragazza ebrea e il giovane zingaro si rincontrano per un capriccio del destino.
Un indizio per mettere a fuoco il dottor Martin Krieger, padre di Max: quando, durante il difficoltoso parto della moglie ventenne, gli viene chiesto di scegliere tra la vita di lei e quella del bambino, la sua risposta è immediata - sceglie il figlio. Non ci è lecito dunque dubitare del suo amore per il bambino (anche i comandanti dei campi di sterminio erano padri affettuosi, dopotutto) e, in una maniera distorta, voleva veramente fare il suo bene educandolo a regolare il sonno, ricompensandolo con regali o attività piacevoli quando lo svegliava nella notte: quante cose in più si possono concludere, dormendo di meno! Ben diverse sono le finalità e i mezzi che Martin Krieger usa per i suoi esperimenti durante la guerra: il suo sadismo è a servizio dell’esercito, perché è provato che il comportamento dei soldati privati del sonno è molto più aggressivo. E così, in un padiglione di vetro nel parco della grande casa nel Grünewald, il dottor Krieger tortura i bambini tenendoli svegli - luci accecanti sempre accese, scosse elettriche, cerotti per tenere sollevate le palpebre, punizioni per chi vacilla. Può considerarsi fortunata per essere stata scelta la tredicenne Sophie, che sarebbe morta per il programma eutanasia perché epilettica? Dovrebbe essere contento di trovarsi lì Thomas, invece di essere finito in un campo di concentramento con gli altri zingari? Nel 1945 Berlino veniva invasa dall’Armata Rossa e si separano le strade dei tre personaggi, dopo avvenimenti drammatici come l’incendio della casa dei Krieger e la lotta per la sopravvivenza giornaliera tra le macerie di quella che era la capitale del Reich. Ne seguiremo le vicende e le trasformazioni della personalità - Max diventa psichiatra, Sophie fa l’attrice, Thomas è cavallerizzo-acrobata-suonatore di violino in un circo - collegate da una scia di delitti con la stessa “firma” in luoghi in cui tutti e tre erano al momento casualmente presenti: le vittime non hanno più gli occhi. La scoperta del colpevole, alla fine, non giunge come una sorpresa, ma poco importa al lettore che si è trovato coinvolto nei rivoli delle storie dei tre personaggi e delle loro famiglie, in legami di amore, odio, fedeltà ed amicizia, tutti marchiati da un passato allucinato e allucinante.

Di Marilia Piccone

Cinzia Tani, “L’insonne”
429 pag., 18,00 Euro – Edizioni Mondadori (Omnibus)
ISBN 88-04-54868-1

le prime pagine
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Max nacque il giorno in cui sua madre fu condannata.
Pioveva a Berlino la sera del 9 settembre 1927 e l’auto scivolava veloce sull’asfalto. Arrivati all’ospedale, Martin affidò la moglie alle braccia degli infermieri e rimase fuori dalla sala parto. Nel silenzio dell’attesa risuonavano solo i suoi passi che percorrevano avanti e indietro il corridoio di mattonelle bianche, sulle quali si rifletteva la luce fioca delle lampade. Non voleva pensare perché il presentimento che lo aveva oppresso nelle ultime ore non trovasse spazio nella sua mente. Da una finestra guardò a lungo la pioggia scendere sul piazzale deserto, lasciando che la cadenza ipnotica di quel suono sovrastasse l’eco del pianto di Nathalie. In macchina il lamento dell’inizio delle doglie si era trasformato in singhiozzi disperati. Era stato allora che Martin aveva distolto lo sguardo dalla strada per pochi istanti. Non era dolore quel che aveva letto negli occhi della moglie, ma paura.

© 2005 Mondadori

biografia dell'autrice
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Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, ha diretto i mensili “Elite” e “Firma” ed è stata autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi. Ha pubblicato parecchi libri, ad iniziare dal 1987 con Sognando California fino ai più recenti Amori crudeli (2003) e I segreti delle donne (2004). Ha insegnato Storia Sociale del Delitto alla Facoltà di Sociologia dell’Università La Sapienza di Roma




2 dicembre 2005