GUIDE E MANUALI

Gustavo Pietropolli Charmet
Adolescenza
Istruzioni per l’uso

“L’adolescente si sente attratto da situazioni rischiose, che contengono al loro interno qualche possibilità di morte, proprio perché ha bisogno di darle un nome, di farla diventare un’esperienza tangibile. Ha bisogno di sfidarla concretamente per poterla battere, per convincersi che può evitarla.”

Un grande psicologo che racconta il suo percorso professionale e umano all’interno dell’universo adolescenziale. Vengono esaminati i contraddittori sentimenti propri di questa difficile età della vita: dalla rabbia alla tristezza, dalla paura all’arroganza. Il desiderio di trasgressione, le imprese rischiose, il drammatico conflitto tra fisicità e mente, il rifiuto del proprio corpo che può condurre a comportamenti autolesionistici. Davanti a tanta complessità come possono agire gli adulti per arginare questo uragano di sentimenti? I genitori e gli insegnanti sono sicuramente in difficoltà e, quando si sanno mettere in discussione, temono di comportarsi in modo inadeguato alle complesse esigenze dei loro giovani interlocutori. Ecco allora un libro che accompagna gli adulti in questo mondo minaccioso e li può aiutare dando nuove consapevolezze.

Gli adolescenti sono protagonisti di tanti film, ecco allora alcuni da non perdere per poter capire un po’ di più questa fase delicata dell’esistenza. Il romantico Tre metri sopra il cielo di Luca Lucini; un film ormai di culto: L’attimo fuggente di Peter Weir; un Bertolucci che sa raccontare i ragazzi del ’68 con The Dreamers; come non educare i figli in La mala educación di Pedro Almodóvar; il delicato Mignon è partita di Francesca Archibugi; due film tutti italiani Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi e Caterina va in città di Paolo Virzì. E poi due classici del genere: Stand by me di Rob Reiner e American Graffiti di Gorge Lucas. E tanti, tanti, tanti altri…

Di Grazia Casagrande

Adolescenza. Istruzioni per l'uso di Gustavo Pietropolli Charmet
191 pag., Euro 15,00 - Fabbri (Manuali Fabbri)
ISBN: 88-451-1404-X

Le prime righe

CAPITOLO I
Passioni

Il termine "passione" richiama il patimento dell'anima, la sofferenza e nello stesso tempo indica un'inclinazione irresistibile, un ardente stato emotivo e affettivo. Parlare di passioni adolescenziali è d'uso comune per definire un coinvolgimento tanto intenso e incondizionato quanto fugace ed evanescente. Non per questo i sentimenti che vi ruotano intorno sono meno irruenti, né vengono vissuti prendendosi poco sul serio. In questa fase dello sviluppo gli affetti sono amplificati: l'adolescenza fa da cassa di risonanza alla gioia esplosiva, così come alla disperazione più cupa. La noia, la tristezza, la paura, la rabbia o la vergogna a questa età possono prendere il sopravvento e assumere la regia delle rocambolesche imprese intrapsichiche e sociali dell'adolescente. Oggi l'amore romantico non è più l'unico a portare scompiglio nell'animo dei ragazzi, si direbbe piuttosto che l'amore per se stessi regni sovrano e abbia al suo seguito un cospicuo gruppo di proseliti. Discuterò in seguito quali siano le ragioni affettive che portano i nuovi adolescenti a essere narcisisticamente fragili e sensibili in modo particolare al processo di costruzione dell'identità sociale. L'adolescenza spinge in avanti, induce a mettersi in mostra, a conquistare livelli sempre più elevati di visibilità, costringe a esibirsi e per questo espone al rischio di essere derisi, disillusi dal pensiero di essere invincibili e infallibili come si credeva da bambini. Quanto più elevate sono le aspettative nei confronti delle proprie prestazioni sociali, tanto più è facile per l'adolescente imbattersi in un profondo sentimento di vergogna. Spesso è il contesto educativo che, soffocato da un forte bisogno di adeguarsi e di essere conforme alle regole, cuce addosso la vergogna, la paura di non essere all'altezza e di fare brutta figura.

© Edizioni RCS Libri


L’autore

Gustavo Pietropoli Charmet, psichiatra, psicoanalista e docente di Psicologia dinamica presso l’Università Statale di Milano, è presidente dell’Istituto “Il Minotauro” e responsabile scientifico dell’associazione “L’amico Charly” di Milano.


12 dicembre 2005