PER APPASSIONATI E CURIOSI

Sofia Gnoli
Un secolo di moda italiana
1900-2000

“Alle soglie degli anni Sessanta in Italia circolavano due milioni di automobili, c’erano quattrocentomila lavatrici e un milione e seicento frigoriferi. Le nascite erano aumentate sensibilmente, il tasso di scolarizzazione innalzato. La moda stava ormai diventando un fenomeno sempre più massiccio: si pensi che i negozi di moda per uomo, donna e bambino, mentre nel 1951 erano 2.800, nell’arco di un decennio si raddoppiarono giungendo a essere 5.000 nel 1961”.

Affascinante quanto interessante la storia della moda italiana che accompagna di pari passo quella della società nazionale dandoci al contempo una visione particolare di un mondo professionale e una panoramica generale su costume e usi in evoluzione in un secolo quanto mai ricco di novità e idee originali.
A raccontare questa storia, anche illustrata con qualche immagine, è Sofia Gnoli, docente di Storia della moda contemporanea, che nel suo serissimo excursus inserisce curiosità, piccoli segreti, informazioni inedite, partendo dalle sfilate di Poiret che, anche parlando di moda italiana, non si può dimenticare, passando alla sarta pioniera Rosa Geroni, al primo dopoguerra, agli anni dell’autarchia ( a cui aveva dedicato un saggio straordinario Natalia Aspesi), per arrivare al boom del secondo dopoguerra, con le sfilate fiorentine organizzate da Giovanni Battista Giorgini e il successivo passaggio a Milano (dopo un breve interludio torinese) che porterà al successo delle grandi firme nazionali, da Armani a Versace, Ferré, Krizia, Moschino, Coveri, Missoni…
Un regalo perfetto per chi lavora nel settore, per chi ama la moda, per chi indossa preferibilmente capi firmati, ma anche per chi si interessa di sociologia e comunicazione.
In quest’ultima direzione segnaliamo anche il terzo volume del Manuale di comunicazione, sociologia e cultura della moda, intitolato Il made in Italy, firmato da Leopoldina Fortunati e Elda Danese.

Amate il genere? Non perdetevi
Appunti di viaggio su moda e città di Wim Wenders, documentario-intervista con il famoso stilista giapponese Yamamoto

Per una colonna sonora adeguata, le due compilation:
Roma alta moda (2003) e Roma alta moda 2

Di Giulia Mozzato

Un secolo di moda italiana. 1900-2000 di Sofia Gnoli
282 pag., ill., 21,50 Euro – Edizioni Meltemi (Universale Meltemi n.15)
ISBN 88-8353-428-X

Le prime righe

Capitolo primo
Verso una moda italiana

La moda è ancora francese

Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del secolo successivo non è ancora possibile parlare di una moda italiana autonoma da quella d'oltralpe. Dai tempi di Luigi XIV la moda femminile europea si era per così dire francesizzata e, fino alla metà del Novecento, le ultime novità continuarono ad arrivare in massima parte da Parigi. Anche quando provenivano da altri paesi, come l'America o l'Inghilterra, la Francia veniva considerata il centro di diffusione di ogni nuova foggia. Dalla capitale francese, fin dalla seconda metà del Seicento, partivano ogni anno con regolarità per le maggiori capitali europee quelle emissarie inanimate della moda d'oltralpe definite "bambole di moda" o poupées de mode, abbigliate secondo l'ultimo grido della Corte di Francia (Roche 1989, pp. 468-470).
Fino alla Rivoluzione francese le fogge del vestire erano legate ai maggiori centri di corte e a diffonderle erano per lo più personaggi di alto lignaggio dal momento che la figura del sarto inteso come creatore non esisteva.
La "Ville Lumière" fu la città che, prima di altre, assisté all'affermarsi della figura del sarto come ideatore di fogge. Il celebre Leroy raggiunse la popolarità come sarto personale dell'imperatrice Giuseppina Bonaparte. Qualche decennio prima, Rose Bertin, modista ufficiale di Maria Antonietta, si conquistò l'appellativo di “Ministro della moda”.

© 2005, Meltemi editore


L’autrice

Sofia Gnoli, storica della moda e del costume, insegna Storia della moda all'Università "La Sapienza" di Roma. È autrice dei volumi: Gran Sera. Dalla Hollywood sul Tevere agli anni Ottanta. 40 anni di Moda Italiana; La magia dell'abito sul grande schermo; Moda Italiana 1950-1970; La donna, l'eleganza, il fascismo e Cento anni di stile sul grande schermo. Collabora, come esperta di moda contemporanea, con l'Enciclopedia Italiana Treccani, con la Società Dante Alighieri e con Il Venerdì di «La Repubblica».


5 dicembre 2005