PER APPASSIONATI E CURIOSI

Harvey Molotch
Fenomenologia del tostapane
Come gli oggetti quotidiani diventano quello che sono

“Come avviene con i nomi di battesimo, tanto il cambiamento quanto la stabilità diventano parte della storia dei beni di consumo, grazie a meccanismi interni e a forze esterne.”

Perché un oggetto di uso comune diventa quello che è, con la sua forma, la sua funzione e il bagaglio di significato che gli si attribuisce?
Come nasce, e quali sono gli attori che entrano in gioco per la sua creazione? E come arriva a rappresentare nella società, tra gli individui quella e solamente quella idea e quell’uso variandone taluni aspetti in relazione alla natura del luogo? E in base a quali elementi contingenti si preferisce un oggetto piuttosto che un altro per la stessa attività? O, ancora, per quali forze interne ed esterne, l’oggetto si trasforma nel tempo, cambia non solamente l’estetica ma talvolta anche la funzionalità?
A queste e a molte altre domande risponde Molotch nel suo interessantissimo saggio, che incuriosirà non solo chi si occupa di sociologia e tecnologia ma anche tutti i fruitori ultimi degli oggetti in questione: cioè tutti noi.
“È un libro di analisi sociologica in senso stretto – scrive Guido Martinotti nell’Introduzione dal titolo In viaggio attraverso le cose – che applica, allo studio delle relazioni sociali attorno agli oggetti, diverse teorie sociologiche tra le più avanzate e forse anche tra le meno conosciute al pubblico colto, per non parlare di quello similcolto dei mass media. Ciò detto, aggiungo subito che Harvey Molotch è uno di quei rari autori che alla profondità e all’acutezza del pensiero accoppia una straordinaria capacità di espressione”.

Per chi ama gli oggetti e i segreti significati che nascondono ecco qualcosa da guardare:
La sicurezza degli oggetti di Rose Troche con Glenn Close
Cose preziose di Frazer C. Heston con Max Von Sydow
Ratataplan di Maurizio Nichetti

Di Giulia Mozzato

Fenomenologia del tostapane. Come gli oggetti quotidiani diventano quello che sono di Harvey Molotch
Titolo originale: Where Stuff Comes From. How Toasters, Toilets, Cars, Computers, and Many Other Things Come to Bea s They Are
Traduzione di Chiara Tartarini
XXVI- 407 pag., ill., 29,00 Euro – Edizioni Raffaello Cortina (Scienza e idee. Collana diretta da Giulio Giorello)
ISBN 88-7078-968-3

Le prime righe

PREFAZIONE

Da dove vengo

Sono nato nel mondo della vendita al dettaglio di automobili, da un lato, e in quello degli elettrodomestici dall'altro, in una posizione strategica per godere di ogni nuova attrazione creata dal benessere del dopoguerra. Accarezzavo i fanalini di coda della Oldsmobile "88" di mia madre e mettevo continuamente alla prova l'impianto stereo Webcore nella mia stanza. Mi servivo di entrambi per trattare con gli altri e farmeli amici. Nella tarda adolescenza, attratto da quel turbinio che più tardi prenderà il nome di "anni Sessanta", mi sono ribellato acquistando una piccola automobile straniera e un sistema hi-fi migliore. Usavo parole e cervello per sputare sul piatto in cui avevo mangiato. Attivista della Nuova Sinistra, criticavo il materialismo americano e condannavo pubblicamente quella che mi sembrava esserne l'espressione in politica estera: l'immoralità della guerra del Vietnam.
Avevo ragione a proposito della guerra, meno a proposito dei beni di consumo. Oggi, ritengo che il fanatismo nel condannare i prodotti a larga diffusione fosse e rimanga non solo una strategia politica sbagliata, ma anche una posizione intellettualmente ingenua. Questo libro tenta di risolvere il dilemma, e spero lo faccia in maniera tale da far luce su qualcosa di più delle mie stravaganti vicende biografiche. È vero che non si può tornare indietro - il Webcore, l'Oldsmobile e tanti altri prodotti non ci sono più - ma il vagabondaggio può far scoprire cose nuove e forse, per alcuni, addirittura interessanti.

© 2005, Raffaello Cortina Editore


L’autore

Harvey Molotch insegna Sociologia alla New York University e per la sua opera di saggistica ha vinto il premio Sorokin, massimo riconoscimento dell’American Sociological Association.


5 dicembre 2005