PER APPASSIONATI E CURIOSI


Enciclopedia del pensiero politico
Autori, concetti, dottrine

“Guevara, Ernesto detto Che (1928-1967). Rivoluzionario e capo politico cubano di origine argentina. Figura politica e simbolica tra le più rappresentative, negli anni Sessanta, degli ideali della nuova sinistra radicale.”

La destinazione di questa importante opera è pratico-informativa, ma rispetto ad una precedente edizione (di 5 anni fa) molte pagine sono state dedicate ai processi politici e alla riflessione su di essi che sono venuti alla luce in questi ultimi tempi e che hanno acquistato centralità nel dibattito internazionale.
L’Enciclopedia non si limita alla storia delle dottrine politiche, ma spazia alle discipline ad esse connesse (etica, diritto, economia, antropologia, sociologia, teologia, psicologia, ecc.). Viene particolarmente documentata la riflessione politica moderna e contemporanea. Degli autori è indicato, oltre agli essenziali dati biografici, in particolare il nucleo del pensiero; dei concetti e delle correnti è offerta una definizione e ne è tratteggiato brevemente lo sviluppo storico.

Il cinema si è sempre occupato di politica. Ecco alcuni esempi recenti e no:
Tutta la cinematografia di Ken Loach, e in particolare Terra e libertà
11 settembre 2001 undici grandi registi per parlare in 11 minuti di quel tragico giorno.
La tragedia dell’Ira vista da Jim Sheridan in un film magistrale, Nel nome del padre
Che Guevara nella sua formazione politica in I diari della motocicletta
La canzone politica italiana in Pietà l’è morta. Fischia il vento
Per costruirsi un proprio mondo perfetto uno straordinario videogioco: Civilization IV

Di Grazia Casagrande

Enciclopedia del pensiero politico. Autori, concetti, dottrine, diretta da Roberto Esposito e Carlo Galli
XIV-933 pag., Euro 48,00 - Laterza (Manuali Laterza n. 223)
ISBN: 88-420-7522-1

Le prime righe

A

Accetto, Torquato (1590-?), SIMULAZIONE/ DISSIMULAZIONE.

Ackerman, Bruce (1943-). Filosofo americano, di formazione giuridico-costituzionalistica, Ackerman è rilevante per il pensiero politico come autore di un fortunato modello alternativo al neocontrattualismo di RAWLS.
Ackerman ritiene che il contrattualismo, al pari di ogni modello deliberativo che si basi sull'esistenza dei DIRITTI, abbia in sé qualcosa di mitologico e ingiustificabile. A questi modelli va contrapposto un resoconto della
cooperazione politica liberale che abbia la capacità di essere descrittivamente perspicuo. Ackerman ritiene che non sia necessario fornire ab initio alcuna definizione analitica della GIUSTIZIA, ma sia sufficiente attenersi alla sua funzione distributiva, poiché anche in una situazione nella quale le risorse fossero distribuite in maniera perfettamente eguale, non potremmo escludere la possibilità del CONFLITTO, stante la diversità degli esseri umani e la scarsità dei beni. In Ackerman non vi è un problema di posizione originaria o di punto iniziale della contrattazione. Non ha importanza a quale punto della curva di distribuzione dei beni intervenga la richiesta di LEGITTIMITÀ della distribuzione. Il possesso di qualsiasi bene può essere sempre soggetto a contestazione. Ma questa deve essere condotta secondo regole di comunicazione che Ackerman ritiene emergano spontaneamente dalla pratica sociale liberale (LIBERALISMO). Queste regole sono la 'razionalità', la 'coerenza', la 'NEUTRALITÀ'. La razionalità prescrive semplicemente che alla contestazione relativa al possesso di un bene non si possa rispondere sopprimendo il contestatore,ma fornendo delle ragioni che giustifichino l'attribuzione e l'uso delle particolari risorse messe in questione. La coerenza prescrive che il soggetto adotti ragioni per giustificare il proprio potere che non siano in contrasto, logico o fattuale, con altre sue richieste. La neutralità asserisce l'invalidità di ogni giustificazione in cui si sostiene la propria pretesa argomentando o che la propria concezione del bene è superiore a quella di un altro o che si è intrinsecamente superiori a qualche altro cittadino.
L'applicazione ripetuta di questi principi genera una società di stampo liberal-democratico, che permette anche vasti interventi correttivi dello Stato nella ridistribuzione delle ricchezze.

La giustizia sociale nello Stato liberale (1980), Bologna 1984; Reconstructing American Law, Cambridge (Mass.) 1984; Why Dialogue?, in «The Journal of Philosophy», 1989; Neutralities, in R. Douglass, G. Mara, H. Richardson (a e. di), Liberalismi and thè Good, New York 1990; We thè People, Cambridge (Mass.) 1991; The Future of Liberal Revolution, New Haven 1992; La nuova separazione dei poteri (2000), Roma 2003.

P. Marrone, Consenso tacito, Torino 1996.

PIERPAOLO MARRONE


© 2005 Gius. Laterza & Figli


I curatori

Roberto Esposito insegna Filosofia teoretica all'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Tra le sue pubblicazioni, Communitas. Origine e destino della comunità, Immunitas. Protezione e negazione della vita e Bios. Biopolitica e filosofia. Per i nostri tipi dirige con Carlo Galli la serie "Comunità e libertà" e ha pubblicato Nichilismo e politica e Politica della vita.

Carlo Galli insegna Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna. Tra le sue opere, Genealogia della politica. Cari Schmitt e la crisi del pensiero politico moderno e Spazi politici. Per i nostri tipi, tra l'altro, è autore di La guerra globale, curatore di Guerra e coautore di Le ragioni dei laici.


5 dicembre 2005