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Boosta (Subsonica)

Sul sito ufficiale dei Subsonica riguardo Boosta è scritto Si addormenta in pieno giorno in qualsiasi posizione e condizione. Dorme anche di notte. In pratica dorme sempre, e quando è sveglio trova spesso il tempo di annoiarsi. Boosta, vero nome Davide Dileo, non sembra in realtà stare molto fermo visto che oltre ad essere il tastierista della band torinese (biografia), trova anche il tempo per progetti musicali paralleli e per pubblicare una raccolta di racconti Dianablu e ultimo il suo primo romanzo, Un’ora e mezza, edito da Baldini Castoldi Dalai. In più come abbiamo scoperto chiacchierando con lui fagocita moltissimi libri. Ecco quindi senza ulteriori attese i suoi consigli di lettura.

Che tipo di lettore ti definiresti?

Un lettore forte, attento, solitamente eccessivamente coinvolto nel tessuto narrativo da risultare alienato nella vita di tutti i giorni.

Ci sono dei momenti particolari in cui preferisci leggere?

Il mio “mestiere” di musicista e altro mi regala e mi toglie tempo in ordine sparso, motivo per il quale il letto e l'ora prima del sonno sono il momento assolutamente privilegiato. Al secondo posto qualunque tipo di spostamento che non implichi la mia persona come conducente e terzo le intere giornate libere che si presentano sempre meno tra un lavoro e l'altro.

Cosa stai leggendo in questo momento?

Bravi ragazzi di Marinick, Allah superstar di Yassir Benmiloud, Gli inquilini di Moonbloom di Wallant e i Racconti neri di Scerbanenco.

Cerchiamo di raccontare un po' della sua storia abbinando se possibile un libro ad un periodo:
- il libro/i dell'infanzia?

La storia infinita di Michael Ende: ho sempre viaggiato tanto con la fantasia, preferendo spazi poco fisici a quelli che una quieta infanzia mi ha concesso di vivere. Questo forse il libro che mi ha fatto viaggiare più lontano e più veloce, e anche il posto dove, ogni tanto, ancora vorrei essere.

- il libro/i delle prime esperienze sentimentali?

L'amore dura tre anni di Frédéric Beigbeder: un piccolo ma efficace manuale di disperazione sentimentale da trentenni. In realtà lo immagino facilmente trasposto in più fasi della mia vita, a cominciare dall'età di undici anni quando, novità assoluta, mi imbattei nel primo degli eterni per un po' e unici per un po' grandi amori della mia vita.

- il libro/i dell'incontro con la musica?

Il "Pasquale Bona", libro nero per ogni giovane studente di musica, esercizi, regole, la sintassi della musica che ti viene incontro come un tir quando ancora non credi di averne bisogno, come dire: libro giusto e tempo sbagliato.

- il libro/i dei primi successi?

Tutto Ian Fleming in un'epoca nella quale l'unica certezza era che James Bond fosse l'essere più lontano dallo stile ma, sopra ogni cosa, dal tenore di vita che conducevo.

Come scegli un libro?

Passeggiando tra gli scaffali, in maniera piuttosto freak aguzzando il "sesto senso", poi in ordine, dalla narrativa ai saggi, viaggi e cucina inclusi.

Possiedi un iPod? Quali canzoni hai inserito?

Ne possiedo ben due, soffrendo di shopping compulsivo, essendo macintoshista da sempre (MAI AVUTO UN PC) e fortemente infatuato di tecnologia. All'interno molte canzoni mie in fase demo, non per narcisismo, quanto perché riascoltarle in luoghi e tempi diversi aiuta a metterle a fuoco. Molta musica elettronica e gli immancabili Henry Mancini e Burt Bacharach.

Cosa ti da in più la prosa rispetto ai versi?

Il piacere della narrazione. Il tessuto narrativo per natura più avvolgente e non necessariamente meno evocativo.

Un'ora e mezza, il tuo primo romanzo: potresti fare una breve cronistoria della sua genesi?

Un sogno, il ricordo di un ristorante che sembrava un circo tanto erano diverse le persone all'interno, poi tutti i personaggi si sono dati una fisionomia in modo piuttosto autonomo e in un'estate è arrivato il romanzo.

Di Francesco Marchetti 


11 novembre 2005