La biografia


Vincenzo Cerami
L’incontro

“Venditrice di violette,
esatto è mnemonica,
numeri sei e sette
traducila e mi trovi
in sei e sette ancora.”

Un preside di facoltà dell’Università La Sapienza di Roma è misteriosamente scomparso dopo una imprevedibile e inspiegabile aggressione verbale nei confronti del piccolo gruppo di docenti più giovani e a lui legati da rapporti professionali e personali da molti anni. Sandro Bulmisti, questo è il nome dello scomparso, era oltre che docente di estetica e critico letterario di fama internazionale, anche un appassionato enigmista, anzi lui stesso era creatore di sciarade, indovinelli, rebus, ecc. Considerato dai docenti del suo entourage un vero maestro fungeva anche da consigliere privato, quasi da confessore, capace com’era di accogliere le confidenze personali oltre che professionali. La casa di Bulmisti era anche la sede della redazione di una rivista di enigmistica, I torni contano, voluta dal professore e sopportata a malincuore, per puro rispetto, dal suo circolo di amici/colleghi. Nulla faceva pensare che una crisi di dimensioni così grandi stesse maturando, così come nessuno poteva supporre tanto livore nei confronti dei suoi più stretti collaboratori di cui, in quella drammatica serata, l’illustre docente aveva rivelato i vizi nascosti e le meschinità più squallide.
La polizia indaga, ma di Bulmisti non c’è proprio traccia: che si sia suicidato? ma perché non si ritrova il suo corpo? e quale era stata la sua vita di cui i bistrattati colleghi non sembrano conoscere nulla?
Scorre parallela a questa vicenda, la storia di Ludovico (Lud) e Mara: studenti milanesi, frequentano il primo anno d’università, si conoscono da sei anni e stanno insieme da due. Quando ci vengono presentati si trovano in vacanza in Giordania e hanno appena deciso (attraverso uno scambio epistolare) di continuare ad amarsi ma di non considerarsi legati da alcun tipo di vincolo. Lud, appassionato di enigmistica, si è portato in vacanza una piccola rivista, I torni contano, acquistata per tre euro in una libreria romana prima della partenza e, scorrendola, si lascia incuriosire, anzi è immediatamente (e fatalmente) attratto da un lungo indovinello intitolato Chi cerca trova, firmato con lo pseudonimo Il nastro di Möbius. Il lettore intuisce subito che quell’indovinello è strettamente connesso alla sparizione del suo autore (sappiamo infatti che Bulmisti si firmava nella rivista come Il nastro di Möbius) e che il premio per chi “cerca” non può che essere il ritrovamento dello stesso scomparso.
A questo punto le due vicende iniziano ad intrecciarsi: da una parte le indagini della polizia e i relativi interrogatori che rivelano sempre maggiori particolari di quella terribile “serata della verità”, dall’altra l’appassionante caccia al tesoro che porta Lud a scervellarsi e a passare da Roma a Parigi, ad abbandonare praticamente gli studi e a venire a conoscere importanti e dolorosi momenti della vita del professore, ignoti ai suoi egoisti e superficiali colleghi. A un certo punto, già molto avanzato, dello scioglimento dell’indovinello, entra in gioco un personaggio particolare: si chiama Vincenzo Cerami, fa lo scrittore, è amico di Bulmisti e, a sua insaputa, gli è stato affidato dal professore un ruolo nello scioglimento dell’enigma. L’autore Cerami non è molto tenero nei confronti dello svagato personaggio Cerami, ma gli concede un “cammeo” davvero delizioso che di sicuro diverte il lettore.
Non è assolutamente corretto raccontare di più, il bello (ed è davvero bello) di questa storia è il coinvolgimento quasi malato che provoca in chi legge: è praticamente impossibile staccarsi dal libro, il lettore diventa attore e si appassiona all’indovinello, entusiasmandosi se trova una soluzione prima del personaggio (parlo per esperienza personale!). La difficoltà dell’indovinello varia, a volte è bassa, a volte è molto alta, in ogni caso è tesa a non deprimere l’investigatore ma a portarlo, tra conferme e delusioni, alla soluzione finale anche se questa è quasi scontata (mentre non lo è la simpatica, irriverente reazione del “vincitore”).

Di Grazia Casagrande

L’incontro di Vincenzo Cerami
239 pag., Euro 16,50 - Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN: 88-04-53806-6

le prime pagine
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I radiatori erano bollenti, ma il professore se ne stava rannicchiato dentro il cappotto.
«Mi creda, capitano, è come se ci fosse crollato addosso il soffitto all'improvviso, quando proprio non ce l'aspettavamo. In verità non ci siamo mai aspettati niente. La nostra vita andava liscia, nulla faceva sospettare nulla. Per tanti anni siamo stati un piccolo gregge nell'ovile, e il professor Bulmisti era il pastore, che non aveva certo bisogno di cani, grazie alla nostra assoluta disponibilità a non creare problemi di sorta. Ce ne stavamo al posto nostro in santa pace, e lui ci ha sempre detto di essere contento per come filavano le cose. Era il maestro di tutti noi. La gratitudine, da sola, bastava a passar sopra anche alle piccole insoddisfazioni che non mancano mai nella carriera accademica.»
Il capitano si alzò dalla poltrona, si tolse la giacca e l'avvolse intorno alla spalliera, dando al professor Ramolino la netta sensazione che l'interrogatorio sarebbe andato per le lunghe.
«Mi dite tutti le stesse cose!» sbuffò l'ufficiale dei carabinieri sedendosi di nuovo.
«Perché è la verità, non abbiamo certo concordato ciò che dovevamo dirle!»
«Secondo lei, per quale motivo il professor Sandro Bulmisti quella notte andò fuori di testa?»
«Scommetto che questa domanda l'ha fatta anche ai miei colleghi, e scommetto che tutti le hanno risposto di non averne la più pallida idea!»
«Eppure è da lì che bisogna incominciare per capirci qualcosa. Su questo lei sarà d'accordo!»
«D'accordissimo, perché fino a quella sera Sandro era stato un'altra persona. Cosa gli sia successo non lo so davvero. Il veleno e il rancore che alimentava dentro di sé sono stati una vera sorpresa. Faccio ancora fatica a crederci... In fondo, diciamo la verità, non avendogli mai dato alcun problema, l'abbiamo fatto vivere senza problemi. Non voglio pronunciare la parola "ingratitudine", però non ci meritavamo, mi scusi il termine, tanta merda addosso!»
Qui Ramolino tirò su col naso e cercò inutilmente il fazzoletto nella tasca del cappotto. Il capitano gli allungò un kleenex preso dal cassetto, ma lui preferì usarlo per pulire gli occhiali.
«Grazie!»
«Si tolga il cappotto, qua dentro si crepa dal caldo.»
«Devo avere un po' di febbre. Ma andiamo avanti!»
«Come mai si sta innervosendo?» gli chiese il capitano.
«Perché stiamo parlando della persona a cui ho voluto più bene nella mia vita. Gli dovevo molto, e non solo io. Non sono nervoso, sono affranto, diciamo anche disperato. Il professor Sandro Bulmisti dava lustro a tutti noi. Lei sicuramente non ha letto i suoi libri, ma, mi creda, è stato un grande luminare nella sua disciplina, conosciuto e apprezzato nelle università di mezzo mondo. Per fortuna la notizia della sua scomparsa si è fermata qui, in casa nostra. Quando dilagherà, il dipartimento farà una figura tanto vergognosa quanto ingiusta.»
Il capitano dei carabinieri non poté fare a meno di annuire. Ma con un sorrisetto un po' perfido.
«Capisco, in certi ambienti il pettegolezzo fa più gola delle disgrazie. In molti ne approfitteranno per ridimensionare i vostri meriti.»
«Potrei già farle nomi e cognomi di chi brinderà per la nostra disgrazia. E, tra i primi, proprio coloro che facevano buon viso a cattivo gioco allo strapotere, scientifico beninteso, del nostro maestro. È soprattutto questo che non riesco a perdonare a Sandro. Non gli è venuto in mente che comportandosi così si sarebbe dato la zappa sui piedi già prima di darla sulle nostre teste? E la prova che Sandro è stato mosso da qualcosa che nulla ha a che vedere direttamente con i suoi allievi, che nulla ha a che vedere con il nostro lavoro. I vituperi che d'improvviso ci ha scagliato non avevano un'origine reale, obiettiva... non avevano nessuna ragione d'essere. Sono sicuro che si è trattato di un impulso incoercibile, del primo, vistoso cedimento di un settantenne il cui cervello, com'è naturale, perde elasticità. Molto probabilmente Sandro, senza saperlo, con il candore di un bambino capriccioso, non ci ha perdonato la nostra età più giovane, il nostro futuro, fatalmente più lungo del suo.»
Qui il capitano scoppiò a ridere.

© 2005 Arnoldo Mondadori editore

biografia dell'autore
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Vincenzo Cerami è nato e vive a Roma. Tra le sue opere narrative, i romanzi Un borghese piccolo piccolo, Amorosa presenza, Tutti cattivi, Ragazzo di vetro, La lepre, Fantasmi, Fattacci e i volumi di racconti L’ipocrita, La gente e La sindrome di Tourette. Poeta, autore di testi teatrali, giornalista e sceneggiatore, Cerami ha lavorato per registi come Amelio, Bellocchio e Benigni.




11 novembre 2005