Andrea Vitali
La figlia del podestà

Il podestà di Bellagio era un vecchio trombone, noioso come una mosca. Agostino Meccia l’aveva sempre definito così e, in famiglia, non perdeva occasione per dileggiarlo.
Più che parlare, emetteva sentenze. Su tutto. Non aveva alcuna fantasia.


La figlia del podestà ha il raro dono di essere un libro non breve (sono 350 pagine) che alla lettura sembra breve. E questo perché è scorrevole e piacevole in ogni sua parte: dalla trama, intricata senza arrivare alla complessità, ai personaggi, diversi tra loro e non per questo meno vivaci, fino allo stile, incalzante come il ritmo del racconto.
Tutto ha inizio con i mutamenti che coivolgono Renata, la figlia ventenne del podestà Meccia.
La ragazza sta cambiando, questo è evidente, ma in che modo e perché? Ha forse trovato l’amore? E se sì, in chi ha trovato l’amore “questa benedetta ragazza, cocciuta come il nonno”?
Da qui partono una serie di vicende che collegano tutti i personaggi, ovvero gli abitanti di Bellano (un paese sul lago di Como) in un girotondo di sorprese e colpi di scena, in un’avventura corale che pare avere come protagonista tutto il paese. Con una scrittura che sembra oscillare tra l’antico e il moderno, Vitali racconta storie che riguardano tutti noi, storie italiane innanzitutto ma che hanno dell’universale. Il lato più gustoso del romanzo è la caratterizzazione dei personaggi: con un suo speciale gusto del particolare, l’autore insiste in una descrizione pungente che spinge alla risata.
Nonostante il romanzo sia ambientato in un periodo non facile, quello del fascismo, non presenta né toni drammatici né drammi familiari di alcun tipo, al contrario, tutto si svolge in una placida atmosfera che ricorda proprio le sensazioni di una tranquilla e divertente vacanza al lago.

Di Anna Davoli

La figlia del podestà di Andrea Vitali
350 pag., Euro 15,00 - Garzanti Libri (Narratori moderni)
ISBN: 88-11-59758-7

Le prime righe

1.

Mercede Vitali, dell’omonima merceria sita a Bellano in via Balbiani numero 27, era una smortina tuttaossa.
Nubile.
Vergine.
Vegetariana.
Aveva quarant’anni.
Da venti non si perdeva la prima messa del mattino.
Pregava, poi andava a vendere mutande.
La ragazza l’aspettava davanti alla porta ancora chiusa del suo negozio.
Era la mattina del 12 febbraio 1931. La luce era incerta , l’aria fredda, la contrada invasa dall’odore del pane fresco che usciva dal forno del Barberi.
La Vitali aveva l’abitudine di parlare tra sé. Faceva discorsi, più spesso conti. Recitava, come fosse un rosario, l’elenco dei debitori. A volte inventava lettere da scrivere al Duce che poi non spediva mai. Quella mattina non aveva niente da raccontarsi. Zitta era uscita di chiesa e filata verso la bottega. Imboccata quella contrada aveva visto quella figura indistinta nella luce fioca del primo mattino.

© 2005 Garzanti Libri


L’autore

Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il procuratore (premio Mont Blanc per il romanzo giovane); Il meccanico Landru; A partire dai nomi; L'ombra di Marinetti (premio Piero Chiara); Un amore di zitella; Aria del lago; Una finestra vistalago (Premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa) e La signorina Tecla Manzi.


11 novembre 2005