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Alberto Fortis

Alberto Fortis è nato il 3 giugno 1955 a Domodossola. La passione per la musica matura in lui molto presto. Inizia suonando la batteria Successivamente passerà al pianoforte e comincerà a scrivere canzoni. Il suo 33 giri d’esordio, Alberto Fortis (1979), conteneva già brani destinati a diventare successi, come Milano e Vincenzo, Il duomo di notte, La sedia di lillà. Da allora ha composto nove album (più uno live), fra i quali conta tre dischi d’ oro. Tre sono stati registrati in Italia, cinque a Los Angeles, due fra New York e Londra. Artista poliedrico, oltre che cantautore e musicista è anche produttore, regista, autore di poesie. Il suo ultimo album si intitola Fiori sullo schermo futuro. Di questo e altro abbiamo chiacchierato con lui.

Sei soddisfatto di Fiori sullo schermo futuro?

Assolutamente si, è un grande lavoro che vede la ricostituzione della mia band originale, lo ritengo tra i miei quattro album preferiti.

È uscito il giorno del tuo compleanno? Un bel regalo…

Sì vero è uscito il giorno dei mio cinquantesimo compleanno, davvero un bel regalo di vita e di arte.

Temi molto forti quelli trattati…

I testi di Fiori sono fortemente espliciti in tutte le direzioni, quella romantica, quella provocatoria, quella sensuale. Cito a proposito i brani Fiori sullo schermo futuro, Mai dire mai, Quieres love, un bell’arcobaleno esiste quando ogni singolo colore è intenso.

Cosa consiglieresti a chi fatica ad adattarsi alle regole del sistema discografico?

Viviamo un periodo di grossi cambiamenti e ritengo che le regole del sistema discografico comincino ad essere obsolete dunque di non preoccuparsi troppo.

Come nasce l’idea di allegare un dvd?

Nasce dall’esigenza di dare vita all’aspetto visuale e visionario delle canzoni stesse e di far conoscere aspetti umani e veritieri della vita di un artista.

E ora parliamo un po’ di libri. Che tipo di lettore sei?

Ti posso dire i libri che sto leggendo in questo momento: la biografia di Bill Clinton My life, il libro di Papa Woytla Alzatevi, andiamo, un trattato di Baghuan Osho e il libro sull’epopea dei templari e la ristampa di Topolino del mio anno di nascita: 1955.

Ti ricordi le tue letture adolescenziali? Quali ti hanno segnato maggiormente?

Topolino, Herman Hesse, in particolare Narciso e Boccadoro, Il lupo della steppa, E le stelle stanno a guardare di Cronin e la Divina Commedia di Dante che ho studiato al liceo e autori come Allen Ginsberg.

La musica, la tua musica, ha incrociato per la strada il mondo della letteratura? C’è stata osmosi tra le due forme d’arte?

Assolutamente si c’è sempre osmosi tra la forma d arte musicale e quella della poesia scritta cosa che mi ha portato a pubblicare due libri di poesie oggi raccolte in un'unica pubblicazione intitolata Dentro il giardino.
Ti ringrazio per le tue domande e ti lascio citando questa frase di un grande maestro indiano “…le nostre vite, l’arte, la musica in particolare non nascono come merce da mettere sul mercato ma piuttosto come un fiore che nasce sul ciglio della strada senza chiedere niente a nessuno ma sempre pronto a farsi cogliere da chi davvero lo sa riconoscere”.

Di Francesco Marchetti 


14 ottobre 2005