Robert Santelli
The Bob Dylan scrapbook. 1956-1966. Con CD Audio

“Il destino è quella sensazione che hai quando ti sembra di sapere qualcosa su di te che nessuno altro sa. La tua immagine mentale di ciò che vuoi essere si avvera. È una cosa che ti devi tenere stretta, perché è una sensazione delicata e, se la comunichi, qualcuno la distruggerà. Meglio tenersi tutto quanto dentro.”

Bob Dylan, 5 dicembre 2004

Nel XIV secolo, alcuni libri anatomici furono illustrati con la tecnica del "flap", una aletta di carta che, sollevata, mostrava l'interno del soggetto disegnato o cosa si nascondeva sotto una superficie. Negli anni trenta l’editore Blue Ribbon Press inventò la definizione di pop-up (saltar su) per indicare quei libri che contenevano al loro interno una “sorpresa” o una parte mobile. Ha preso piede negli ultimi tempi anche il termine “interactive book”, mutuato dal linguaggio informatico.

Questo scrapbook, album di ritagli (il formato è proprio quello di un album di foto), è quasi un pop up, una scatola magica per tutti i fan del cantautore americano. Come recita l’introduzione il libro “copre gli anni della formazione di Bob Dylan, ovvero il decennio cruciale che va dal 1956 al 1966”. Può essere considerato un gustoso antipasto in attesa di No direction home, il documentario realizzato da Martin Scorsese sulla prima parte della carriera dell’artista americano.

Un’operazione editoriale che farà giocare il lettore. Perché non si legge solamente, o meglio per leggere tutto il contenuto, bisogna spiegare, tirare, aprire, scoprire, cercare. Tanti ritagli di giornale, foto, pagine di quaderno con la scrittura originale di Dylan… addirittura le locandine dei suoi primi spettacoli. Una trentina di memorabilia e fac-simile in tutto. C’è anche in allegato un cd con le interviste del primo Dylan e molto materiale presente nel film di Scorsese.

Robert Allen Zimmermann nel 1955 è una matricola quattordicenne che impazzisce per la musica di Little Richard e il rock’n’roll. A pagina 9 una riproduzione dell’annuario della scuola superiore di Dylan riporta la sua ambizione di conoscere il cantante di colore che faceva impazzire la maggior parte dei ragazzini bianchi.

La sua famiglia appartiene al ceto medio e abita a Hibbing, nel Minnesota, dove gestiva un negozio di elettrodomestici.
Bob impara a suonare il piano, poi la chitarra e l’armonica. Fonda i suoi primi gruppi musicali. Suona Eddie Cochran, Buddy Holly, Warren Smith.
Nel 1959 Bob Zimmermann si iscrive all’Università del Minnesota. È qui che comincia a farsi chiamare Bob Dylan, prendendo in prestito il cognome dal poeta scozzese Dylan Thomas.

Viene catturato dalla magia della musica folk. Un amico gli presta Bound for Glory, diario on the road scritto dal cantante folk Woody Guthrie. A pagina 12 troviamo la riproduzione della copertina del libro edito dalla Dolphin, con dietro una data, aprile 1961 e la firma di Dylan.
Guthrie diventa il suo modello. Si veste come lui. Riesce a conoscerlo. Assorbe l’accento dell’Oklahoma. In poco tempo diviene un piccolo Woody Guthrie, proprio quando Woody Guthrie giaceva consumato dall’incurabile morbo di Huntington.
Il suo nome comincia a circolare nell’East Coast. Bazzica sempre più Washington Square Park nel cuore del Greenwich Village dove si incontrano poeti, artisti folk, percussionisti.

Nel 1962 esce il suo primo disco dal titolo Bob Dylan. A pagina 21 la copertina con alcune righe della canzone Song to Woody scritte dalla mano di Dylan.
Il disco è un flop commerciale e vende solo cinquemila copie. Dylan non si scoraggia e comincia a scrivere canzoni impegnate influenzato anche dal rapporto sentimentale con Suze Rotolo attivista politica dell’area liberal. Da questi tentativi partorisce Blowin’ in the Wind portata inizialmente al successo dal trio folk Peter, Paul and Mary (testo autografo a pagina 23).

Nel maggio 1963 le nuove esperienze autoriali di Bob Dylan confluiscono nel suo secondo album The Freewheelin’ Bob Dylan. La copertina raffigura lui e Suze a braccetto per una strada del Greenwich Village (copertina a pagina 24, materiale promozionale a pagina 26).
In agosto partecipa alla sua prima manifestazione. Una marcia per i diritti civili a Washington D.C.. Suona insieme a Joan Baez davanti a duecentomila persone.

Nel 1964 esce The Times They Are A-Changin’, i Beatles (a pagina 39, un articolo di giornale racconta dell’ammirazione dei Beatles per Dylan) scalano le classifiche americane, John Kennedy viene assassinato. Alla fine dell’anno ritorna in studio per Another Side of Bob Dylan.

Il 1965 è l’anno del cambiamento. Dylan si avvicina alle sonorità elettriche. Al Newport Folk Festival, il più importante festival di folk, esegue Like a Roling Stone contenuta in Highway '61 Revisited, attaccando la spina degli amplificatori. Il pubblico fischia questa sua evoluzione in forte contrasto con la precedente immagine di folk-singer, erede di musicale di Woody Guthrie e Pete Seeger. Ma niente fermerà Dylan e il suo cammino artistico.

Di Francesco Marchetti

The Bob Dylan scrapbook. 1956-1966. Con CD Audio di Robert Santelli
Traduzione di Silvia Rota Sperti
64 pag., Euro 48,00 – Feltrinelli Editore
ISBN: 88-07-42112-7

Alcuni memorabilia


© 2005 Feltrinelli Editore


L’autore

Robert Santelli è direttore dei programmi dell'EMP, Experience Music Project di Seattle, Washington. Prima di approdare all'EMP, Santelli ha collaborato con la Rock and Roll of Fame and Museum di Cleveland, Ohio, e ha lavorato come critico musicale freelance a riviste quali "Rolling Stone" e "Downbeat". Ha collaborato a diversi libri, tra cui The Blues e American Roods Music. Santelli è anche direttore del National Music Museum Alliance.


21 ottobre 2005