![]() ![]() La biografia | Sandro Veronesi Caos calmo “Ormai è il mondo, stellina, a non essere normale. Polimeri, ormoni, telefonini, benzodiazepine, debiti, carrelli del supermercato, ordinazioni al ristorante, negozi di occhiali, A è innamorato di B ma B non è innamorato di A, i soldi finiscono sempre rubati, ogni morte ha un colpevole. Ecco cos’è il mondo. Non è più normale.” Un romanzo importante, giudicato dalla critica una delle migliori prove narrative dell’anno. Chiara è la volontà di far emergere, in un calmo caos, le tante riflessioni di un uomo in un momento cruciale della vita: la morte improvvisa della compagna e la responsabilità nei confronti della figlia di dieci anni, colpita con lui da quell’evento tragico e destabilizzante. Tutte le principali situazioni narrate ruotano intorno a un unico luogo fisico, l’automobile parcheggiata davanti alla scuola della bambina, il tempo abbracciato occupa tre stagioni, l’estate (momento in cui avviene la morte di Lara, la compagna di Pietro, il protagonista); l’autunno che rappresenta il periodo in cui si rompono gli equilibri preesistenti e la riflessione tocca tutti gli aspetti della vita presente e passata; l’inverno come momento della verità e della purificazione, come necessità di nuova ricomposizione dopo la frattura. Il romanzo si apre con una scena piena di movimento (in opposizione quasi all’immobilità successiva): un drammatico salvataggio in mare compiuto dal protagonista e dal fratello Carlo proprio in contemporanea alla improvvisa morte di Lara, unica testimone la piccola Claudia, tragedia di cui Pietro saprà solo al ritorno a casa. Non è il dolore (e Pietro non riesce a spiegarsi questa mancanza) a dominare l’animo dell’uomo, ma un turbamento profondo, come se fosse necessaria un’interruzione, una pausa, un cambiamento: apparentemente è la preoccupazione per la bambina (equilibrata, saggia, positiva) a spingere il padre a modificare la sua vita, a lasciare l’ufficio e a chiudersi nell’auto parcheggiata davanti alla scuola, facendo trascorrere in quel luogo i giorni e i mesi, in realtà questa scelta risponde a un bisogno tutto egoistico di interrompere un vita di cui solo in quel momento l’uomo sente la totale insufficienza e la mancanza di senso. L’automobile diventa l’ufficio, la casa e il luogo della riflessione. Là riceve colleghi, superiori e amici, là rilegge la sua relazione con Lara, ripensa a lei, cerca di entrarne in contatto telepatico attraverso la musica, riesamina i rapporti professionali sconvolti anch’essi da una fusione industriale, da licenziamenti e dimissioni, da promesse di promozione (rifiutate) e da confidenze di uomini potenti. Intorno a quell’auto ruota un’umanità malata, sofferente che usa l’abitacolo come una specie di confessionale. Davanti al potente di turno che racconta un aspetto drammaticamente privato della sua esperienza umana, Pietro dice: “ora soffre veramente: anche lui come tutti gli altri che sono venuti qui, alla fine mi scarica davanti un formidabile fiotto di dolore. Questo posto è davvero prodigioso: un muro del pianto senza il muro. Milano è una città sacra e se nessuno lo sa…”. Proprio in questo caos esperienziale, in questo tentativo di rompere le regole dell’efficienza e della produttività, si inserisce in conclusione la voce della bambina, pragmatica e matura come solo i bambini sanno essere, e da lei parte una richiesta di normalità, l’esigenza di ridare un ordine, magari diverso, alle loro vite, l’urgenza di sentirsi appoggiata al padre e non suo rifugio o alibi. La sicurezza narrativa di Veronesi in questo romanzo è notevole, così come la capacità di descrivere tipi umani molto diversi tra loro, senza rabbia e senza pietà, ma anche senza compiacimenti psicologici, vedendoli tutti funzionali al percorso del suo protagonista. Ottima anche la capacità di presentare i bambini (bellissimo il silenzioso rapporto tra Pietro e il piccolo bimbo down), la loro ingenua crudeltà e la meno giustificabile crudeltà o ottusità dei genitori. Un libro che di certo è segno di una ricca esperienza umana e di notevole maturità letteraria. Di Grazia Casagrande
Caos calmo di Sandro Veronesi |
| le prime pagine ------------------------ |
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1
– Là! – dico.
Abbiamo appena fatto surf, io e Carlo. Surf: come vent’anni fa. Ci siamo fatto prestare le tavole da due pischelli e ci siamo buttati tra le onde alte, lunghe, così insolite nel Tirreno che ha bagnato tutta la nostra vita. Carlo più aggressivo e spericolato, ululante, tatuato, obsoleto, col capello lungo al vento e l’orecchino che sbriluccicava al sole; io più prudente e stilista, più diligente e controllato, più mimetizzato , come sempre.. la sua famigerata classe beat e il mio vecchio understatement su due tavole che filavano al sole, e i nostri due mondi che tornavano a duellare come ai tempi dei formidabili scazzi giovanili – ribellione contro sovversione –, quando volavano le sedie, mica scherzi. Non che si sia dato spettacolo, visto che è già tanto se siamo riusciti a non cadere dalle tavole; o meglio: abbiamo dato lo spettacolo di chi è stato giovane anche lui, e per un breve periodo ha creduto che certe forze potessero veramente prevalere, e in quel periodo ha imparato a fare un sacco di cose che in seguito si sono rivelate sovranamente inutili, tipo suonare le congas, o rotolare una moneta tra le dita come David Hemmings in Blow Up, o rallentare il battito cardiaco per simulare un attacco di bradicardia e venire riformati al servizio militare, o ballare lo ska, o rollare le canne con una mano sola, o tirare con l’arco, o la meditazione trascendentale, o, per l’appunto, il surf. I due pischelli non potevano capire, Lara e Claudia erano già tornate a casa, Nina 2004 è partita stamattina presto (Carlo cambia fidanzata ogni anno, e così io e Lara abbiamo cominciato a millesimarle): non c’era nessuno a goderselo, è stato uno spettacolino tra noi due, uno di quei giochi che hanno senso solo tra fratelli, perché un fratello è il testimone di un’inviolabilità che da un certo momento in poi nessun altro è più disposto a riconoscerti. © 2005 RCS Libri Edizioni | |
| biografia dell'autore ------------------------ | |
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Sandro Veronesi è nato a Firenze nel 1959 e vive a Roma. Ha pubblicato Per dove parte questo treno allegro; Gli sfiorati; Occhio per occhio. La pena di morte in quattro storie; Venite venite B-52; La forza del passato, con cui ha vinto il Premio Viareggio L. Repaci e il Premio Campiello; Superalbo; No Man’s Land. Librialice vi propone inoltre un’intervista all’autore.
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14 ottobre 2005